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lunedì 28 aprile 2014

La processione dei Misteri negli scatti di Luigi Gadaleta


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato un


sulla processione dei Misteri, realizzato da Luigi Gadaleta.
Particolare è il valore documentario delle foto relative allo spiacevole epilogo della processione di quest'anno a causa della pioggia.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Ilario de Ruvo.

domenica 27 aprile 2014

L'uscita della processione dei Misteri nelle foto di Ilario de Ruvo


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato un


sulla uscita della processione dei Misteri, realizzato dall'amico Ilario de Ruvo.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Ilario de Ruvo.

La Processione del Sabato Santo in Via Dante Alighieri nelle foto di Ilario de Ruvo)


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un


della processione del Sabato Santo in Via Dante Alighieri, realizzato da Ilario de Ruvo.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Ilario de Ruvo.

sabato 26 aprile 2014

L'uscita della processione del Sabato Santo negli scatti di Ilario de Ruvo


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un


dell'uscita della processione del Sabato Santo, vista dall'interno della Chiesa del Purgatorio, realizzato da Ilario de Ruvo.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Ilario de Ruvo.

giovedì 24 aprile 2014

La processione del Sabato Santo in piazza Vittorio Emanuele nelle foto di Ilario de Ruvo


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un


realizzato da Ilario de Ruvo.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Ilario de Ruvo.

18 aprile 2014 - La ritirata della processione dei Misteri con il solo Cristo Morto nelle foto di Antonio Pappagallo


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita di S. Stefano, ho pubblicato un


realizzato dall'amico Antonio Pappagallo, in occasione della ritirata della processione dei Misteri, avvenuta con la sola statua di Cristo Morto a causa della pioggia.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Antonio Pappagallo.

mercoledì 23 aprile 2014

La processione del Sabato Santo nelle foto di Lucia Mozzillo


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un bellissimo


realizzato da Lucia Mozzillo, realizzato non con la fotocamera, ma con il cuore.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Lucia Mozzillo.

La processione del Sabato Santo nelle foto di Michele Altomare


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un bellissimo


realizzato da Michele Altomare.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Michele Altomare.

La ritirata della processione del Sabato Santo nelle foto di Lorenzo Tarantino


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un


realizzato da Lorenzo Tarantino, bitontino e cultore di tradizioni popolari.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Lorenzo Tarantino.

martedì 22 aprile 2014

La processione dell'Addolorata vista dalla "Muraglia" negli scatti di Maria Cristina Roselli


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un


realizzato da Maria Cristina Roselli.
Le foto sono state tutte scattate dalla "Muraglia" della Città Vecchia.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Maria Cristina Roselli.

lunedì 21 aprile 2014

La processione del Sabato Santo di Molfetta negli scatti di Antonio Vinciguerra


Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Foto dell'Arciconfraternita della Morte, ho pubblicato un


realizzato dall'amico Antonio Vinciguerra, venuto a Molfetta per vedere la nostra processione della Pietà.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Antonio Vinciguerra.

domenica 20 aprile 2014

Lo scoppio della "Quarantana" a Ruvo di Puglia


Con il rituale denominato "lo scoppio della Quarantana" si conclude definitivamente la bellissima Settimana Santa di Ruvo di Puglia.

Infatti al passaggio della processione del Cristo Risorto, le "Quarantane" collocate nei diversi punti dell'itinerario, precedentemente rivestite di petardi, vengono fatte scoppiare, tra il giubilo dei bambini e gli applausi della folla.
Questa tradizione, che si spera non venga mai meno, travolta da inutili quanto inopportuni "modernismi" o dalla non approvazione di una parte del clero locale, è certamente uno dei momenti più attesi a Ruvo, non meno di altri.
Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia, ho aggiornato la scheda monografica della Settimana Santa a Ruvo di Puglia aggiungendo i servizi fotografici sulla
.
e


* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

martedì 15 aprile 2014

La Settimana Santa a Castellana Grotte (BA)

La città di Castellana Grotte è conosciuta in Italia e nel mondo per la presenza, a circa 1.800 metri dall'abitato, delle sue famose grotte, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica di grandissimo interesse speleologico e turistico.
Molto meno nota, ma non per questo meno interessante, è la Settimana Santa che in essa viene celebrata.
Ho pubblicato, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia del sito La mia Settimana Santa, una scheda monografica su 



Le statue dei Misteri, di scuola leccese e di particolare pregio, sono a dir poco fantastiche.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

lunedì 14 aprile 2014

La Settimana Santa a Conversano (BA)

La Puglia, ed in particolare la provincia di Bari, può essere considerata la culla della Settimana Santa nell'Italia peninsulare,; qui non vi è una sola città in cui i riti pasquali non vengano celebrati secondo secolari tradizioni e processioni.
Siamo in piena Settimana Santa ormai
Ho colto pertanto l'occasione per pubblicare, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia del sito La mia Settimana Santa, una scheda monografica su 


Si tratta di una cittadina in provincia di Bari in cui si celebra una Settimana Santa molto interessante sotto il profilo religioso e tradizionale.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

mercoledì 9 aprile 2014

Il Venerdì Santo di Vallata: fede, tradizione e folklore dal 1541

Una processione molto particolare e suggestiva dove sfilano tele settecentesche, i “misteri”, duecento centurioni romani e i cantori della Passio Christi di Metastasio.
  
Il Venerdì Santo di Vallata: fede, tradizione e folklore dal 1541
In Irpinia uno dei più antichi riti della Settimana Santa del Sud Italia


VALLATA (AV) - Il paese della Baronia si prepara anche quest’anno a celebrare i tradizionali riti della Morte e Risurrezione di Cristo, nei giorni di Giovedì e Venerdì Santo. A differenza di molti altri eventi legati alla Passione, quello di Vallata è da considerarsi uno dei più antichi e, molto probabilmente, uno dei più particolari dell’intero Mezzogiorno d’Italia.
La Processione del Giovedì e Venerdì Santo, tradizionale e spettacolare rappresentazione religiosa, infatti, si svolge da tempo immemorabile nel comune di Vallata. La vivacità economica del paese e il suo costituire un nevralgico snodo stradale determinarono lo stabilimento di una piccola ma fiorente comunità ebraica, specializzata nel commercio del bestiame, della lana e delle pelli, oltre che nelle consuete attività creditizie. A tale presenza si ricollega la scenografica rappresentazione, che dopo la conversione forzata del 1541, assunse il significato di una catechesi pubblica severa nei confronti degli antichi ebrei, ora divenuti cristiani novelli. Tali rappresentazioni iniziano il giovedì con la consueta lavanda dei piedi, la cattura con il tradimento di Giuda, il processo davanti a Pilato e la flagellazione. Si passa così al venerdì, dove viene ricordata la passione di Cristo con una commossa rievocazione, lontana dalle rappresentazioni sacre così diffuse nel medioevo. Il Venerdì Santo a Vallata rappresenta quel momento magico di incontro tra religiosità e tradizione; dove il momento religioso oltre http://piccolipaesi.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gifa non essere ignorato dalla moderna realtà vallatese, è vissuto nel suo aspetto più mistico. Assistere al passaggio di una processione oggi non incute più quel rispetto doveroso verso il Santo, ma il passaggio della bara con la statua del Cristo morto questo sì e lo si vede con quanta devozione la gente si prostra. La tradizione vuole che i giovani si vestano da soldato romano in costume da littore  o da centurione, sfidando i rigori di una primavera che quasi sempre tarda a venire in un paese di 870 m/slm., come prova di iniziazione attraverso l'esibizione fisica. Per questi giovani , la maggior parte ancora imberbe, che cominciano ad affacciarsi alla vita adulta, indossare una corazza e sfilare tra la folla, che assiste al lento dipanarsi della rappresentazione religiosa, rappresenta un'occasione in cui anche loro denunciano la propria esistenza alla comunità. Fino a qualche anno fa v'era la corsa a suon di soldi, precedentemente a sacchi di grano, per portare la statua del Cristo e lo stendardo dell'aquila latina. Nota caratteristica era appunto l'asta pubblica che si accendeva per portare l'aquila , perché rappresentava per i giovani il pezzo più ambito della rappresentazione; essa è il simbolo della potenza di Roma imperiale. Oltre ai simboli del potere romano, sfilano i cosiddetti "Misteri", oggetti simbolici, e tele settecentesche, di antica fattura, rappresentanti le scene della vita e della morte di Cristo, con frasi del racconto evangelico di San Giovanni. Animano la processione due numerosi "Squadroni”, uno dei piccoli e uno dei grandi, formati da giovani del paese con armatura romana al completo, preceduti, il piccolo squadrone, dall’ Aquila latina con due alabardieri e dalla guida e, il grande, da Cesare Imperatore con Lictores, capo squadrone e Pilato. Partecipano alla Processione circa 150 figuranti. Il passo di tutti è cadenzato dal ritmo di un suono caratteristico di tromba e tamburo, che contribuisce a creare un ambiente di commossa riflessione sul grande mistero di dolore di Cristo. Tale meditazione è ulteriormente sollecitata da alcuni “cantori”. Questi sono suddivisi per squadre che sfilano ben distanziate le une dalle altre. Ogni squadra, formata dai migliori vocalisti locali, si ricostituisce annualmente con gli stessi elementi , perché tra loro è intervenuta quell'intesa vocale che di anno in anno viene ripresa con prove che effettuano con l'ausilio del buon vino locale che concorre a schiarire la voce. Essi cantano i versi della "Passione di Gesù Cristo" di Pietro Metastasio, che il poeta compose nel secondo periodo della sua vasta produzione e cioè tra 1730 - 1740, periodo caratterizzato dal suo melodramma ispirato a sincera devozione e slancio mistico. I versi, per la loro scarsissima diffusione letteraria, sono stati per anni tramandati oralmente o attraverso incerti scritti; per cui avevano preso un forte accento dialettale risultando incomprensibili alla maggioranza degli astanti. Tuttavia, le suggestioni della musicalità, della gestualità e dei vocalismi riescono a creare un indiscutibile e meraviglioso effetto. Chiudono la processione il feretro del Cristo morto circondato dai medici del paese e l’Addolorata circondata da bambine con bandierine listate a lutto. La manifestazione religiosa si conclude con un prolisso panegirico; per il quale, in tempi più remoti, venivano chiamati illustri oratori religiosi, che per l'occasione non perdevano l'opportunità di accompagnare il sermone con delle vere e proprie reprimende contro i peccati e contro il malcostume.
L’appuntamento dunque è per il 17 aprile, quando all’imbrunire si svolgerà la suggestiva processione “aux flambeaux” del Giovedì Santo, con cattura, condanna e flagellazione del Cristo. L’indomani alle ore undici prenderà il via la cinquecentenaria processione del Venerdì Santo o del Cristo Morto.

Approfondimenti
Via Piazza di Sopra, 1 – 83059 Vallata (AV)
Web: https://venerdisanto.wordpress.com/
E-mail: cvsvallata@live.it
Evento Fb: https://www.facebook.com/events/220692528132050/
Fb: https://www.facebook.com/venerdisantovallata
Twitter: https://twitter.com/VenerdSantoV

venerdì 4 aprile 2014

Il Venerdì Santo ad Isernia

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Molise, ho pubblicato una scheda monografica su 






* Testo a cura del dott. francesco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

giovedì 3 aprile 2014

La Domenica delle Palme

A cura del Prof. Cosmo Tridente

Con la Domenica delle Palme inizia la solenne celebrazione della Settimana Santa, nella quale vengono ricordati e celebrati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua resurrezione.

Gesù entra in Gerusalemme in un'apoteosi, una glorificazione, un'esaltazione, una festa che nessun  re, con tutta la sua potenza in oro e soldati ha mai avuto. Lo storico Jérémias ed altri studiosi hanno calcolato che quel giorno, ad acclamare il Figlio di Dio, che passava per le vie di Gerusalemme, c'erano oltre centomila persone. Una cifra, questa, che oggi, Lourdes, Fatima e i maggiori santuari cristiani raggiungono solo in casi particolari o in circostanze eccezionali, come un viaggio del Papa.

Ricordiamo brevemente l’episodio raccontato dall’evangelista Giovanni (12,12-15): «La gran folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele! Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto: non temete figlia di Sion! Ecco, il tuo re viene, seduto sopra un puledro d'asina».



Si osserva che Gesù, essendo considerato dalla folla un re, avrebbe dovuto cavalcare un cavallo, com'era nella tradizione del Medio Oriente antico, invece sceglie un asino, animale umile e servizievole, sempre a fianco della gente umile e pacifica. Del resto, l'asino è presente nella vita di Gesù sin dalla nascita, nella stalla di Betlemme e nella fuga in Egitto della famigliola in pericolo. Inoltre la folla lo acclama "osanna". Osanna è la terza parola ebraica che la Chiesa ha conservato nella sua preghiera liturgica senza tradurla. Etimologicamente deriva dall'ebraico הושענא "hoshana" che significa aiutaci, salvaci. Meno usata di "alleluia" e di "amen", "osanna" viene abitualmente ripetuta nella santa Messa nel canto del "Santo" ma è soprattutto alla Domenica delle Palme che ritorna più volte nella liturgia in tutta la profondità del significato.

La ricorrenza si svolge con una processione. All'ora stabilita, i fedeli si riuniscono in un luogo fuori della chiesa; il sacerdote officiante benedice i rami di palma o di ulivo e subito dopo, la processione si avvia verso la chiesa. Qui giunti, si dà inizio alla celebrazione della Messa, che si distingue per la lunga lettura della Passione di Gesù, tratta dai vangeli di Marco, Luca, Matteo, secondo il ciclico calendario liturgico. Il racconto della Passione viene letto alternativamente da tre lettori rappresentanti: il cronista, i personaggi della vicenda e Cristo stesso. Esso è articolato in quattro parti: l'arresto di Gesù; il processo giudaico; il processo romano; la condanna, l'esecuzione, morte e sepoltura. Al termine della Messa, i fedeli portano a casa i rametti di ulivo benedetti, conservati quale simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici.



Corrado Pappagallo (su "Quindici" del 15 marzo 2014) ci fa sapere che su Corso Dante, una volta "Strada Borgo", subito dopo la chiesa di Santo Stefano vi era, fino al 1813, la sede dell'ospedale locale gestito dalla Confraternita della Pietà o Carità. Oggi la sede dell'ex Ospedale corrisponde ai locali dal numero civico 71 al 75. Nello spazio antistante, una volta era eretta una tribuna in muratura, detta i "Quattro Cantoni": consisteva in una base rialzata a pianta quadrata di circa 20 palmi di lato (circa 5,28 metri) con quattro colonne che sostenevano quattro archi su cui poggiava una cupoletta; il tutto era alto 30 palmi (circa 8 metri). Fra le colonne vi era una balaustra con colonnine in pietra. Su un lato vi era scolpita l’iscrizione "Sacris Palmis Dicatum", da un altro lato lo stemma della città, al centro vi era un poggiolo di pietra a forma di croce sormontato da un'aquila a modo di leggio. Questo manufatto, di cui si ignora l'epoca della sua costruzione e da chi fu voluta, serviva nella Domenica delle Palme per la benedizione delle Palme seguita dalla lettura della Passione di N.S.Gesù Cristo. Nel primo giorno della fiera, che si svolgeva dall' 8 al 15 settembre, lì si insediavano i Maestri di Fiera alla presenza di un notaio che redigeva l’atto di possesso della carica. La tribuna dei Quattro Cantoni, ultimo legame storico con i Maestri di Fiera e la benedizione delle Palme, fu demolita nel 1814.

L'evangelista Giovanni parla espressamente di rami di palma, ritenuti un simbolo di trionfo, e non di rami di ulivo. Secondo storici ed esperti di religione, in Italia i rami di ulivo sarebbero stati introdotti nella tradizione popolare a causa della scarsità di palme in diverse aree del paese.

Alcuni poeti italiani, tra la fine dell'Ottocento e la fase iniziale del Novecento, hanno scritto delle poesie dedicate a tale ricorrenza. Ne ho scelta una di Giovanni Pascoli nella quale è evidente la poetica del "fanciullino". Pascoli, cioè, ritiene che in ogni persona (indipendente dal lavoro che svolge e dalla condizione sociale) ci sia un fanciullino. Esso è uno spirito sensibile che consiste nella capacità di meravigliarsi delle piccole cose, proprio come fanno i bambini.

L’Ulivo Benedetto
Oh, i bei rami d’ulivo! chi ne vuole?
Son benedetti, li ha baciati il sole.
In queste foglioline tenerelle
vi sono scritte tante cose belle.
Sull’uscio, alla finestra, accanto al letto
metteteci l'ulivo benedetto!
Come la luce e le stelle serene:
un po' di pace ci fa tanto bene.

Con questi sentimenti parta dalla bocca di tutti, in un impegno solenne, l'augurio di tanta pace e di una vita migliore, oggi più che mai turbata e angosciata, in ogni angolo del mondo.

* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dal web.