- - - - - - - - HOME I SITO I FORUM I FACEBOOK I GUESTBOOK I LINKS I CONTATTI
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - QUESTO BLOG STA CON IL PAPA
QUESTO BLOG E CON IL PAPA
- - - - - - - - - - - - - - - - - Image and video hosting by TinyPic

Online da lunedì 29 ottobre 2007


Visualizzazioni ultima settimana

- - - - - - - - - - - - -


______________________________________________________________________

domenica 30 marzo 2014

La preparazione del "Vattiente" di Nocera Terinese

Molto interesse hanno da sempre suscitato in me i rituali di sangue che ancora oggi resistono in alcuni paesi della Calabria (Nocera Terinese e Verbicaro), per cui ho raccolto una certa mole di informazioni al riguardo (libri, foto, video).
Nocera Terinese, prima ancora che Verbicaro, mantiene intatta la nobilissima e rispettabilissima tradizione dei "Vattienti" in occasione del Venerdì e del Sabato Santo.
Ciò che mi attira di questi, non è certamente curiosità morbosa verso un rito da alcuni superficialmente e senza cognizione di causa bollato come cruento o masochistico, piuttosto un interesse per la dimensione tutta umana e religiosa nella quale il rituale viene svolto.
Descrivere a parole quanto avviene prima della uscita in strada dei "Vattienti" sarebbe riduttivo di tutto uno stato d'animo che induce una persona a compiere quello che è invece per me un gesto sublime che mai come altri introduce nella essenza della Passione di N. S. Gesù Cristo; battersi non è esibizionismo ma un atto d'amore.
Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Calabria, ho integrato la scheda monografica su La Settimana Santa a Nocera Terinese con il 


della preparazione di un "Vattiente" nella persona del mio carissimo amico Vito Curcio.


 Trattasi di una documentazione fotografica veramente inedita che, attraverso l'immagine, descrive il "sacrificio del "Vattiente" meglio che attraverso qualsiasi altro scritto o parola.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Jacopo Naddeo provenienti dall'archivio privato del sig. Vito Curcio.

giovedì 27 marzo 2014

Una replica a chi pregiudizialmente critica la tradizione dei "Vattienti" di Nocera Terinese (CZ)

Da ormai moltissimi anni ho approfonditamente studiato e rivolto la mia attenzione ai cosiddetti "Rituali di sangue" che durante la Settimana Santa ancora oggi si svolgono in Calabria, per l'esattezza a Nocera Terinese (CZ) e a Verbicaro (CS) .
In questo post mi riferisco però a quanto accade annualmente nella sola Nocera Terinese con i suoi cosiddetti "Vattienti"
Ma chi sono i "Vattienti"?


I Vattienti” (da “battenti”, flagellanti) sono noceresi di nascita o di origine, che assolvono un voto rivolto alla Madonna mortificando le carni e versando il sangue lungo le vie della processione in paese, al Venerdì e Sabato Santo.
Ogni
“Vattiente è accompagnato da un “ecce homo” (acciomu, in dialetto), un giovane vestito di un panno rosso che sorregge una croce di canne anch’essa rivestita di panno rosso e porta in testa una corona di spine con le punte tagliate, la “spina santa”. L’acciomu è legato al vattiente per una corda a simboleggiare un legame tra i due.


Tradizione vuole che il vattiente e l’acciomu impersonino in due la persona del Cristo, dove il vattiente simboleggia la sofferenza ed il dolore del martirio mentre l’acciomu simboleggia il Cristo sanguinante dato alla folla da Ponzio Pilato alle parole “Ecce Homo”; entrambi scalzi.

Il vattiente veste in nero, gambe e polpacci scoperti, e porta il “mannile” (antico copricapo delle donne maritate) sul quale poggia una corona di spine fatta di “sparacogna”, l’asparago selvatico che cresce spontaneo nelle campagne noceresi.
La flagellazione avviene per mezzo del “cardu”, uno strumento realizzato a mano e accompagnato alla rosa. Il cardo è un pezzo di sughero sul quale sono applicati, con una mescola di cere indurita, tredici acuminati pezzi di vetro detti “lanze” che fuoriescono dalla cera di circa 3mm. Con questo il vattiente si percuote cosce e polpacci inginocchiandosi davanti alla statua della Madonna e davanti ai vari altari che si incontrano lungo la processione. La rosa è invece un pezzo di sughero accuratamente levigato della dimensione “da stare in un palmo” col quale il vattiente farà scorrere via il sangue dalle ferite per evitare coaguli e marchierà i sagrati delle chiese ed i muri delle case dei cari, lasciando lì un segno che 
rimarrà finché pioggia non ne laverà le tracce

 Il "cardo" e la "rosa"

Ciò premesso, giusto per  far comprendere in cosa consista il rituale dei "Vattienti", voglio portare alla attenzione dei lettori l'articolo riportato il 23 marzo 2014 sul quotidiano calabrese online Strettoweb.com:


Dopo una attenta lettura dell'articolo, a firma di un sedicente "Kirieleyson" che si firma anonimamente (forse più per non palesare la sua ignoranza che non per il timore di urtare la suscettibilità di qualcuno), mi viene spontaneo replicare con una mia riflessione.
Dice tra l'altro questo "signore":

"Specie nel Sud Italia, certamente grazie all’antica influenza  spagnola, si celebrano i riti più spettacolari e suggestivi. Ma un rito che si svolge in Calabria da epoca immemorabile, quello dei  Vattienti di Nocera Tirinese, agli occhi di tanti,  piuttosto  che una tradizione cristiana, sembra una barbara e fanatica esibizione  sado-masochistica.
I Vattienti sono dei “fedeli penitenti”  che, durante la processione, si  flagellano per voto  battendosi  il corpo (da cui il termine “vattienti”) con pezzi di vetro ed altri strumenti,  fino a sanguinare copiosamente. Non entriamo nel merito su quando la  consuetudine sia iniziata, né del perché sia nata, né cosa voglia rappresentare. Ciò che è certo è che se vedessimo in un documentario televisivo un evento simile a quello dei vattienti, ripreso in  Nuova Guinea o nel cuore dell’Africa Nera, nessuno si asterrebbe dal dire trattarsi  di un usanza tribale ed assurda".

Dico io invece che: innanzi tutto è una sciocchezza dire che i riti della Settimana Santa nel Sud d'Italia abbiano avuto una influenza spagnola perchè, se si entra nel merito dei singoli riti e rituali di ogni città, si capisce subito che la genesi di ognuno di essi è prettamente locale ed autoctona.
Secondo: non certamente lui, il signor "Kirieleyson", ma autorevoli rappresentanti del mondo scientifico e letterario, hanno approfondito e studiato il fenomeno, hanno consumato fiumi di inchiostro al riguardo, e mai nessuno si è sentito autorizzato ad usare termini tipo "tribale", anzi lo hanno trattato con molto rispetto.
Ma senza andare a scomodare nomi illustri, basta rileggere l'articolo e soffermarsi su quando si legge "Non entriamo nel merito su quando la  consuetudine sia iniziata, né del perché sia nata, né cosa voglia rappresentare" e già da questo è chiaro che l'articolista baypassa a piè pari la sostanza del rituale che è già di per se una esauriente risposta a tutti gli interrogativi e i dubbi.
Un giornalista serio riporta infatti le notizie dopo averle innanzi tutto verificate di persona (ma lui c'è mai stato a Nocera Terinese il Venerdì Santo?). Il signor "Kirieleyson" riporta invece solo quelle che sono le sue impressioni; anche un qualsiasi giornalista, per quanto basso possa essere il suo valore professionale, deve fare informazione riportando le notizie per quelle che sono, certamente con il suo stile, ma deve soprattutto riportare i fatti per quelli che sono.
Nell'articolo in questione, dove sono l'informazione e la cronaca? Nelle sue parole vi sono solo  disinformazione e veleno sparso su una tradizione che, piaccia o meno al signor "Kirieleyson", rappresenta per la comunità nocerese un motivo di forte identità socio-culturale e religiosa che come tale va pertanto accettata e rispettata.

Molto probabilmente, ad ispirare tanta veemenza verso il rituale dei "Vattienti" di Nocera Terinese, attribuendogli una valenza sado-masochistica e definendolo assurdo e tribale, sarà stato invece l'humus culturale in cui abitualmente vive il signor "Kirieleison", cioè un MONDO CANE.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

mercoledì 26 marzo 2014

La Settimana Santa a Sassari

Ancora una volta la Sardegna ci stupisce per la bellezza dei Riti della Settimana Santa: è il caso, questa volta, della città di Sassari.
Ho pubblicato infatti sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Sardegna, una scheda monografica su 


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratta dal web

domenica 23 marzo 2014

La "Quarantane" di Ruvo di Puglia dell'anno 2014

Ho da sempre avuto una grande simpatia per la tradizione ruvese delle "Quarantane", per cui ogni anno, durante la Quaresima,  vado più volte a Ruvo di Puglia per ammirarle.
A Ruvo infatti, a partire dal primo giorno di Quaresima, in alcuni punti della città vengono collocate le "Quarantane".
Queste vengono appese tramite appositi sostegni ad una certa altezza dal piano stradale, costituendo certamente qualcosa di molto suggestivo e particolare agli occhi di chi le osserva, soprattutto se forestiero.
La "Quarantana" è considerata la moglie del Carnevale; è rappresentata da una pupattola dalle sembianze di vecchia ingobbita, secca e smunta, vestita di nero con in una mano un fuso e nell' altra un'arancia o una patata con infisse sette penne di gallina a simboleggiare le settimane della Quaresima.
Ogni settimana si toglie una penna sino a che la pupattola ne rimane completamente priva.
Nel giorno di Pasqua, al passaggio della statua di Gesù Risorto, avviene il rito spettacolo dello "scoppio della Quarantana", al quale assiste una folla esultante.
Quest'anno ne sono state collocate ben nove, grazie all'interessamento di alcuni operatori culturali che si stanno adoperando attivamente al recupero delle tradizioni locali.
Ho inserito pertanto, sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa a Ruvo di Puglia, una


* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

mercoledì 19 marzo 2014

La Settimana Santa a Riesi (CL)

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione Settimana Santa in Sicilia, ho pubblicato una interessante scheda monografica su 


 

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

giovedì 13 marzo 2014

La Settimana Santa a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

Dopo molto tempo riprendo lo studio dei vari aspetti della Settimana Santa Siciliana, ricca di belle tradizioni ma nel contempo molto diversa da quella che si celebra in Puglia, perchè grazie probabilmente alla influenza che la Spagna ha avuto sull'isola, l'espressione della "festa" prevale sul misticismo, tipico invece della nostra terra .
La Sicilia si può infatti benissimo definire come la Andalusia d'Italia.
Sul sito La mia Settimana Santa ho pubblicato, nella sezione Settimana Santa in Sicilia, una scheda monografica su 



In questa città è singolare il fatto che il Venerdì Santo escano due processioni dei Misteri (Varette), quasi uguali tra loro, che si incontrano prima di terminare, presso il torrente Longano. 
Inoltre è importante la tradizione di cantare il "Vexilla Regis" da parte di gruppi chiamati "Visillanti".


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

sabato 8 marzo 2014

A Bitonto cantando la Passione del Signore

Quest'anno a Bitonto il gruppo "Re Pambanelle", riprendendo una antica tradizione, nei venerdi di Quaresima 7-14-21-28 marzo e 4 aprile andrà in giro in tarda serata per le vie del Centro Storico ad annunciare la Quaresima, cantando la Passione del Signore.
Tutto ciò vuole ricordare i "Canti di Questua" che i francescani eseguivano fino alla fine del 1800 per le vie di Bitonto. 
Il primo appuntamento, la sera del 7 marzo, ha visto il gruppo partire dalla Chiesa del Purgatorio alle ore 22,30 alla volta dello stesso itinerario della "Processione di Gala" del Venerdì Santo. 
Il percorso "canoro" è stato quindi il seguente:  Chiesa del Purgatorio - piazza Cavour - via Amedeo- piazza Cattedrale - via Mercanti - via Vincenzo Rogadeo - discesa S. Francesco - via Antonio Planelli - via Termite - via S. Luca - via Domenico Ambrosi - via Catucci - via Maggiore - via Porta Robustina.











* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

venerdì 7 marzo 2014

La "Quarantana" a Molfetta

I giorni che separano il Carnevale dalla Pasqua sono carichi di significato e suggestione.
Da una parte un periodo di dura penitenza, dall'altra l’occasione per far rivivere in tanti centri pugliesi antichissime tradizioni come quello della "Quarantana".
Durante tutta la Quaresima il rito della "Quarantana" è ormai una consuetudine che vede la partecipazione dell’intera cittadina. La “Quarantana” è una bambola di pezza raffigurante una vecchia, che sospesa ad un filo tra due balconi, rappresenta i quaranta giorni di digiuno in preparazione alla Pasqua.
La leggenda attribuisce al rito della "nonnina di stoffa" un duplice significato: pagano, che la vuole moglie di Carnevale defunto e perciò triste e vestita a lutto; cristiano, a rappresentare la preghiera e la meditazione al dolore di Gesù Cristo.
La resurrezione di Cristo segna la fine delle privazioni, il ritorno alla gioia e la scomparsa della "Quarantana" (da cui deriva il rito propiziatorio).
Alla vecchietta, sospesa nel vuoto, viene legata una arancia in cui sono conficcate sette penne che vengono tolte una ad una, ogni domenica, fino all'arrivo della domenica di resurrezione, giorno in cui viene bruciata o fatta scoppiare.

A Molfetta non pare che questa tradizione sia stata molto sentita nel passato; le ultime notizie al riguardo, peraltro molto vaghe e poco attendibili, risalgono ad oltre un cinquantennio.
Dopo quindi molti anni (o forse per la prima volta?) durante la Quaresima 2008, su iniziativa di privati cittadini cultori delle tradizioni, nel Centro Storico di Molfetta ne furono collocate quattro in altrettante diverse vie, esattamente in piazza Municipio, in largo Chiesa Vecchia, in via Piazza e nei pressi della Chiesa della Morte.

Da allora della "Quarantana" non se ne parlato più, ma quest'anno, su iniziativa della Associazione Culturale "Passione e Tradizione", ne è stata collocata una sotto l'Arco di ingresso nella Città Vecchia.





Va dato atto a questa benemerita Associazione che i suoi soci, giovani per la maggior parte, si stanno attivando con grande passione alla riscoperta ed alla rivalutazione delle nostre tradizioni popolari.
Nel contempo si spera che negli anni a venire anche la "Quarantana" riesca a ritagliarsi il suo spazio tra le consuetudini molfettesi del periodo Quaresimale, fino a diventare anch'essa una tradizione.

 Per ulteriori approfondimenti sulla "Quarantana" a Molfetta, si consiglia di consultare la scheda monografica su 


presente sul sito La mia Settimana Santa.

* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

martedì 4 marzo 2014

La Settimana Santa a Castellaneta (TA)

Castellaneta è un piccolo comune in provincia di Taranto che deve la sua fama all'essere la patria di Rodolfo Alfonso Raffaello Pierre Filibert Guglielmi di Valentina D'Antonguella (Castellaneta, 6 maggio 1895 - New York, 23 agosto 1926), in arte Rodolfo Valentino, famosissimo ballerino italiano del cinema muto.
Così come a Taranto e nel resto della provincia, anche a Castellaneta sono ancora molto vive e sentite le tradizioni legate alla celebrazione della Quaresima e della Settimana Santa.
Pertanto sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia, ho pubblicato una scheda monografica su



* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal  dal gruppo facebook Castellanetum Antiqua Moenia.

sabato 1 marzo 2014

In casa dei "Misteri" a Bari - Ceglie del Campo

A Ceglie del Campo, un tempo comune autonomo, poi frazione ed ora quartiere di Bari, la processione dei Misteri del Venerdì Santo è costituita da ben cinquantatre simulacri, tra gruppi e statue singole.
Caratteristica di questa località, come in altre dell'hinterland barese, è che i Misteri vengono custoditi nelle case dei loro proprietari per tutto l'anno e solo in occasione del Venerdì Santo vengono portati nel luogo convenuto per dare inizio, tutti insieme, alla processione.
Ad integrazione della scheda monografica su La Settimana Santa a Bari - Ceglie del Campo già da tempo pubblicata sul sito La mia Settimana Santa, ho realizzato un SERVIZIO FOTOGRAFICO dal titolo



* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.