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giovedì 27 giugno 2013

Parole di speranza per i giovani

A cura del Prof. Cosmo Tridente

Nella ricorrenza, quest'anno, del ventesimo anniversario della morte del nostro amato Vescovo, don Tonino Bello, il prof. Cosmo Tridente mi ha inviato questo scritto che volentieri pubblico. 



Molfetta è la città che, insieme alle città della diocesi, ha ricevuto in dono don Tonino Bello, vivendo con la sua presenza un’autentica primavera di umanità, prima che spirituale.
È da questi luoghi che riecheggiano in tante parti del mondo i discorsi di don Tonino Bello ai giovani. Tante volte si parla di lui come profeta della pace e della speranza. Ma è proprio questa la caratteristica del profeta, di guardare più avanti, oltre l’orizzonte basso della nostra visuale corta e, attraverso il grigiore dei giorni sempre uguali, scorgere la primavera che viene. Sperare è guardare al nuovo non come qualcosa che in qualche modo verrà, ma come qualcosa che è già in costruzione e sta crescendo, invitandoci in qualche modo a sceglierlo subito. Ricordiamo le sue parole:


“Cambierete il mondo e non lo lascerete cambiare agli altri. Appassionatevi alla vita perché è dolcissima. Mordete la vita. Non accantonate i vostri giorni, le vostre ore, le vostre tristezze con quegli affidi malinconici ai diari. Non coltivate pensieri di afflizione, di chiusura, di precauzioni. Mandate indietro la tentazione di sentirvi incompresi. Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori. Bruciate… perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza. Incendiate…non immalinconitevi. Perché, se voi non avete fiducia, gli adulti che vi vedono saranno più infelici di voi.  Coltivate le amicizie, incontrate la gente. Voi crescete quanto più numerosi sono gli incontri con la gente, quante più sono le persone cui stringete la mano”.


E ancora.
“Ragazzi, non barattate mai l’onestà con un pugno di lenticchie. Vogliate bene a Gesù Cristo, amatelo con tutto il cuore. Prendete il Vangelo tra le mani, cercate di tradurre in pratica quello che Gesù vi dice con semplicità di spirito. Amate i poveri, perché è da loro che viene la salvezza. Non arricchitevi, non vale: nel gioco della vita  è sempre perdente chi vince sul gioco della borsa”. 


E ancora.
“No, non è un problema solo dei grandi. Anzi, comincio a dubitare che la pace, in questo vecchio mondo, possano essere i grandi a farla fiorire. E allora ragazzo spezzati in quattro per la pace. Prega per la pace. Allenati al dialogo. Cambia il tuo cuore. Educati alla pace. Si, perché la pace è anche un’arte che si impara. Non basta lo slogan. Non basta una marcia. Non basta un cartello. Ci vuole lo studio. Occorre il confronto. Occorre soffrire. Ti sarà necessario anche prendere posizione: l’equilibrismo non è il modo giusto per difendere la pace. Dai, ragazzo! Per la pace fatti in quattro pure tu! Ce la farai!”.


E ancora.
“Ragazzi, vivetela bene la vostra vita, non bruciatela! Sarebbe splendido se la vostra vita la metteste al servizio degli altri. Io sono convinto che se la vostra vita la spendeste per gli altri, la metteste a disposizione degli altri, non la perdereste. Perdereste il sonno, ma non la vita. La vita è diversa dal sonno. Perdereste il denaro, ma non la vita. La vita è diversa dal denaro. Perdereste la quiete, ma non la vita. La vita travalica la quiete, soprattutto la quiete sonnolenta, ruminante del gregge. Perdereste la salute, ma non la vita”.

* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratta dal web.

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