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giovedì 21 febbraio 2013

La Settimana Santa a Cagliari

La Sardegna, dal punto di vista dei riti legati alla Pasqua Cristiana, è uno scrigno contenente gioielli di immenso valore storico ed antropologico, tutti da scoprire, apprezzare e valorizzare.
Una bellissima Settimana Santa, molto ricca di eventi religiosi, nel solco di una rigida tradizione, è quella che si celebra annualmente a Cagliari.
Durante la Quaresima e la Settimana Santa, il capoluogo sardo diventa un immenso palcoscenico sul quale le ultime vicende terrene di Gesù Cristo vengono rievocate dalla gente in forma corale.
Ho pertanto pubblicato, sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Sardegna, una scheda monografica su



* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

mercoledì 20 febbraio 2013

Il restauro della Maddalena del '700



La prima ed antica statua processionale settecentesca di S. Maria Maddalena, utilizzata dalla Arciconfraternita della Morte fino al 1928, è stata recentemente restaurata a cura della stessa Arciconfraternita e presentata al pubblico nella serata di sabato 16 febbraio 2013, presso l'Auditorium del Museo Diocesano di Molfetta che, senza tema di smentita, può essere considerato il più grosso "propulsore" culturale della città.

Nel corso della manifestazione, alla quale sono stati presenti Mons. Luigi Martella, Vescovo Diocesano, ed il dott. Saverio Di Bisceglie, attuale Commissario vescovile dell'Arciconfraternita della Morte, il prof. don Sebastiano Pinto, biblista e docente di esegesi biblica alla Facoltà Teologica Pugliese, ha relazionato sul tema "Maria Maddalena nei Vangeli".
Quanto detto dall'illustre relatore ha costituito non solo una autorevole fonte di notizie storiche ma, per i numerosi confratelli presenti, un grande momento di catechesi, quanto mai opportuna nei primi giorni di questa Quaresima 2013.
Sabato 23 febbraio 2013, sarà invece la dott.ssa Maria Raffaella la Grasta, della Università degli Studi di Bari, a parlare sul tema: "Tra vanità e penitenza: l'iconografia di S. Maria Maddalena".
Dopo un periodo di esposizione in un'area riservata del Museo Diocesano, la statua sarà collocata definitivamente accanto alle altre antiche statue dell'Arciconfraternita, in un'altra sala dello stesso Museo Diocesano.

Ulteriori informazioni è possibile leggerle sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alle Antiche Statue dell'Arciconfraternita della Morte:




 Nota: nelle foto la Maddalena prima e dopo il restauro.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura del Museo Diocesano di Molfetta.

domenica 17 febbraio 2013

La "Quarantana" a Ruvo di Puglia

Ho da sempre ritenuto la bellissima cittadina di Ruvo di Puglia "città di Settimana Santa" per antonomasia, a motivo della serietà con la quale le tradizioni pasquali vengono tramandate e riproposte anno dopo anno.
A me piacciono talmente le processioni ed i riti quaresimali ruvesi che, durante l'anno, nei momenti in cui maggiormente mi manca l'atmosfera della Settimana Santa, ritorno tra le vie del centro storico per rivisitare le chiese del Purgatorio, del Carmine, di S. Rocco e di S. Domenico da cui escono le processioni della Settimana Santa.
Una delle tradizioni ruvesi più affascinanti è quella della "Quarantana" che, dal giorno delle Ceneri, viene posta in diversi punti della città, fino al giorno di Pasqua allorquando verrà fatta scoppiare al passaggio dellaprocessione di Cristo Risorto.



Ma cosa è la "Quarantana"?
In un post di questo stesso sito, sabato 9 febbraio 2008 così scrivevo, in occasione della collocazione di quattro "Quarantane" nel centro storico di Molfetta, dopo oltre cinquant'anni (vedi post):

<< I giorni che separano il Carnevale dalla Pasqua sono carichi di significato e suggestione.
Da una parte un periodo di dura penitenza, dall'altra l'occasione per far rivivere in tanti centri pugliesi, come ad esempio Ruvo, antichissime tradizioni come quello della "Quarantana"
Durante tutta la Quaresima il rito della "Quarantana" è ormai una consuetudine che vede la partecipazione dell'intera cittadina. 
La "Quarantana" è una bambola di pezza raffigurante una vecchia, che sospesa ad un filo tra due balconi, rappresenta i quaranta giorni di digiuno in preparazione alla Pasqua. La leggenda attribuisce al rito della "nonnina di stoffa" un duplice significato: pagano, che la vuole moglie di Carnevale defunto e perciò triste e vestita a lutto; cristiano, a rappresentare la preghiera e la meditazione al dolore di Gesù Cristo. 
La resurrezione di Cristo segna la fine delle privazioni, il ritorno alla gioia e la scomparsa della "Quarantana" (da cui deriva il rito propiziatorio). Alla vecchietta, sospesa nel vuoto, viene legata una arancia in cui sono conficcate sette penne che vengono tolte una ad una, ogni domenica, fino all'arrivo della domenica di resurrezione, giorno in cui viene bruciata o fatta scoppiare. >>

Questa mattina, prima domenica di Quaresima, sono stato a Ruvo per riprendere le "Quarantane" poste in quattro diversi punti della città ed ho realizzato il seguente 




- Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione. 

mercoledì 13 febbraio 2013

Le pie donne sulla via della Croce

A cura del prof. Cosmo Tridente.

Sulla strada stretta percorsa da Gesù verso il Calvario, il racconto dei Vangeli e la tradizione pongono figure femminili vicine alla croce nel momento della sua morte e poi presenti alla sua sepoltura. Il Vangelo di Giovanni presenta anche la Madre ai piedi della croce. Solo il Vangelo di Luca descrive l’incontro con donne piangenti lungo la via dolorosa. Inoltre, la tradizione (non i Vangeli) parla della Veronica. La veronica alla VI stazione della via crucis , le donne piangenti alla VIII, Maria presso la croce nella XII. 

 Il sogno della moglie di Pilato (Le Rêve de la femme de Pilate)
 incisione di Alphonse François, dopo Gustave Doré, ca. 1879.

L’incontro con i personaggi della via crucis, scrive don Angelo Silei (biblista) nel settimanale Toscana Oggi, non può non considerare queste donne. Se aggiungiamo a questi passaggi la IV stazione dove Gesù incontra sua Madre e la scena della deposizione dove Gesù morto sta fra le sue braccia, vediamo una strada tutta segnata da attenzioni femminili. Ad esse possiamo aggiungere anche la moglie di Pilato con il suo sogno e la sua richiesta di liberare quell’uomo giusto. I, IV, VI, VIII, XII, XIII, XIV: sono le stazioni della via crucis dove voci, lacrime, sentimenti, coraggio, amore di donne pietose accompagnano il cammino del Signore. Fra le donne pie, continua don Angelo, ebbe grande fama la Veronica

A lei è legato un ricordo molto particolare a cui soprattutto la tradizione medievale ha dedicato molta attenzione e venerazione: l’impronta del volto di Gesù sofferente, il Sacro Volto, il Mandylion (così simile alla Sindone). Secondo questa tradizione la donna si fece avanti e asciugò il volto sudato e insanguinato di Gesù lungo la salita al Calvario e sul panno restò impressa l’impronta del Salvatore. Veronica (o Berenike) è il suo nome: esso può derivare da «vera icona», cioè vera immagine. Ma c’è di più: in alcuni antichi apocrifi Veronica è il nome dell’emoroissa guarita da Gesù; essa - si racconta - «dipinse il suo volto mentre egli era ancora nel suo corpo». Il velo della Veronica è stata una reliquia veneratissima e in tutto l’alto e basso medioevo, dall’oriente all’occidente. 
L’Anonimo di Piacenza, antico pellegrino in Terra Santa nel 570, nel suo diario scrive: «Là vedemmo un panno di lino nel quale è impressa l’immagine del Salvatore. Si dice che quando era vivo si sia terso con quel panno il volto lasciandovi la sua immagine». Di qui la presenza di questo Sacro Volto in molti luoghi della cristianità: qui in Italia da 400 anni a Manoppello (Pescara). 

Dopo la Veronica nella via della croce Gesù incontra un gruppo di donne. Sono - dice Luca - donne di Gerusalemme. Si battono il petto e fanno lamento. Prendono parte al dramma come nei cori delle tragedie greche o come le piangenti nei funerali del sud. 
Sono l’attualizzazione plastica della profezia di Zaccaria: «guarderanno a colui che hanno trafitto; lo piangeranno come si piange un primogenito; ne faranno il lutto come per un figlio unico»
Alla fine, dopo la morte di Gesù - con una certa sorpresa per i lettori attenti del Vangelo - entrano sulla scena alcune donne. I sinottici riferiscono i loro nomi. Marco scrive: erano Maria di Magdala, Maria, madre di Giacomo e di Ioses, e Salome e molte altre. Ci dice anche che lo avevano seguito e servito dalla Galilea. È la prima volta che il Vangelo ne parla e ce le mostra presenti là, a guardare da lontano. Subito dopo osserveranno anche il luogo della sua sepoltura. 

Peter Von Cornelius, "Le tre Marie al Sepolcro"

“Omaggio alle donne e al loro coraggio!”, commenta criticamente il biblista citato. “Là dove gli uomini, i Dodici, si sono eclissati, sono fuggiti, si sono dileguati per la paura, le donne resistono, sono presenti. La forza dell’amore! La forza del sesso debole! Una lezione sempre attuale e provocatoria dei Vangeli a proposito della preminenza maschile. Il cammino della croce svela adesioni e attaccamenti oltre ogni pregiudizio e preferenza. Oltre la Madre, queste donne intrecciano con veri gesti di pietà, di compassione, di coraggio, il percorso di Gesù sofferente e precedono i Dodici che pure erano stati scelti per «stare con lui», sempre, in ogni situazione, su ogni strada”

* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dal web. 

venerdì 8 febbraio 2013

La Settimana Santa a Mola di Bari (BA)

A pochi giorni dall'inizio della Quaresima 2013, sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia, propongo una monografia su


Trattasi di una Settimana Santa sconosciuta ai più che, sicuramente ancora molto sentita, andrebbe maggiormente curata nell'organizzazione affinchè possa essere tramandata alle future generazioni con lo stesso spirito con il quale fu concepita nel passato.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Nico Colella.