- - - - - - - - HOME I SITO I FORUM I FACEBOOK I GUESTBOOK I LINKS I CONTATTI
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - QUESTO BLOG STA CON IL PAPA
QUESTO BLOG E CON IL PAPA
- - - - - - - - - - - - - - - - - Image and video hosting by TinyPic

Online da lunedì 29 ottobre 2007


Visualizzazioni ultima settimana

- - - - - - - - - - - - -


______________________________________________________________________

sabato 31 marzo 2012

28 marzo 2012 - La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo a Bari Palese

Seconda parte - LA "PASSIO CHRISTI"

A conclusione del corteo che vede Gesù e i due ladroni portare la croce per le vie di Palese, si svolge quindi la Sacra rappresentazione della Passione di Cristo.
Si tratta di una bellissima performance recitativa, inserita nel contesto di una accurata scenografia che vede come palcoscenico il sagrato della chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo, sotto la regia di Piero Robles.
I testi recitati si attengono fedelmente alle Sacre Scritture.




LA SACRA RAPPRESENTAZIONE
(cliccare per accedere al reportage fotografico)

* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

giovedì 29 marzo 2012

28 marzo 2012 - La Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo a Bari Palese

Prima parte - IL CORTEO

La sera del 28 marzo 2012 si è svolta a Palese, quartiere di Bari, la 12^ edizione della Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo.



Dall' anno 2001, a cura del Comitato “Passione Vivente” della Parrocchia San Michele Arcangelo e in collaborazione con il Comitato “Settimana Santa”, sotto la regia di Piero Robles, la sera del Mercoledì di Passione che antecede la Domenica delle Palme, viene organizzata la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo.
Nel tardo pomeriggio il
Corteo di coloro che interpreteranno i vari personaggi della Passione, sfila per le seguenti vie: piazza Magrini, corso Vittorio Emanuele, via Gino Priolo, via Caputo, via Capitaneo, piazza Capitaneo, corso Vittorio Emanuele, piazza Magrini.
In piazza Magrini, dopo il tramonto del sole, viene rappresentata quindi la
"Passio Christi".

(cliccare per accedere al reportage fotografico)

* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

martedì 27 marzo 2012

La Settimana Santa a Modugno (BA)

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata a La Settimana Santa in Puglia, ho pubblicato la scheda monografica su


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.

* Foto tratta dal web.

domenica 25 marzo 2012

La Settimana Santa ad Andria (BT)

Più volte su questo sito ho parlato della Sacra Spina di Andria, insigne Reliquia della Santa Croce di Cristo, che da secoli si venera in questa città.
E' finalmente arrivato il momento di porgere alla attenzione dei lettori quello che ad Andria avviene durante il periodo Quaresimale e della Settimana Santa, nel quale la Sacra Spina svolge un importante ruolo di riferimento nelle Sacre Funzioni e nelle processioni.
Pertanto ho inserito nel sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata a La Settimana Santa in Puglia, una scheda monografica su


* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

venerdì 23 marzo 2012

Un' antica tradizione: l' Avèmmèri alla Mèdonne

A cura del prof. Cosmo Tridente.

Com’è noto, la Madonna (definita Theotokos = Madre di Dio, nel Concilio di Efeso dell’anno 431) è venerata da tempo immemorabile e questa adorazione può avvenire nei modi più svariati che possono essere la preghiera, la pittura, la letteratura e tutte le altre arti, le feste religiose, le feste patronali, i pellegrinaggi nei luoghi sacri.

Queste molteplici testimonianze e forme di adorazione, testimoniano il fatto che la pietà e la devozione Mariana hanno attraversato il tempo senza essere scalfite nella mente e nel cuore dei fedeli. Una di queste testimonianze è quella che a Molfetta è conosciuta con il nome di l’Avémméri alla Médonne. In che cosa consiste?

Nella notte tra il 30 e il 31 marzo di ogni anno, dopo la mezzanotte, un gruppo di donne e uomini si danno appuntamento in piazza Cappuccini e di là alcuni si dirigono verso levante, altri verso ponente della città declamando a gran voce, nel silenzio della notte: ci è devòte alla Médonne! ci a va dìsce l’Avémméri alla Médonne, fèmmene! Uno dei banditori era un tale chiamato con l’appellativo Gevénne de re d’òeve (Giovanni delle uova), perché vendeva uova in via Annunziata. Costui era un noto bestemmiatore. Infatti, quando riceveva qualche scortesia da parte degli acquirenti, lui reagiva pronunciando bestemmie a base di santi, morti e resurrezioni e morti ancora e resurrezioni di poi. Diceva di svolgere quella pia mansione non solo per tradizione familiare ma anche e soprattutto per chiedere perdono alla Madonna delle sue blasfemie.

I devoti, così sollecitati, si recano alla spicciolata sul Calvario. Lì accendono lumini e in attesa delle ore 4 recitano quindici poste del rosario, declamano una lauda in dialetto sulla Passione di Cristo e alle ore 4 precise tutti i convenuti si mettono faccia a terra recitando tre Ave Maria per la purità, la castità e la verginità di Maria, recita che si ritiene rivelata dalla stessa SS. Vergine a S. Matilde di Hackeborn, mistica tedesca vissuta nel sec.XIII, tra il 1241 e il 1299. In tempi lontani, coloro i quali erano impossibilitati a recarsi al Calvario per tradizione dovevano inginocchiarsi sul pavimento di casa e recitare le tre Ave Maria, dopo aver acceso una tipica lampada ad olio: consisteva in un bicchiere di vetro con dentro un’emulsione di acqua ed olio che bruciava, con l’aiuto di uno stoppino fatto di cotone, su una piccola base triangolare di sughero.

Poi i partecipanti raggiungono, salmodiando, la chiesa del Purgatorio dove pregano e bussano per tre volte alla porta gridando Médonne apre la pórte per chiamare la Madonna Addolorata. Dal Purgatorio vanno quindi alla chiesa di S. Stefano e anche qui bussano per tre volte alla porta gridando Criste apre la pórte per chiamare Cristo morto e risorto. A questo punto, terminata la recita del Padre Nostro, la schiera dei devoti si scioglie. E’ quasi l’alba ed al travaglio usato ciascuno in suo pensier farà ritorno, come direbbe Giacomo Leopardi. Nei luoghi di raduno resta la tremula luce dei ceri votivi accesi dai convenuti.

Quando ha avuto inizio questa tradizione? Presumibilmente dopo il 1858, anno in cui fu realizzato il monumento al Calvario, su progetto dell’architetto molfettese Corrado de Judicibus.

Il bussare alla porta del Purgatorio, secondo una mia interpretazione, potrebbe significare il voler sentire idealmente la rassicurante presenza di Maria che, come ha scritto don Tonino Bello, ha condiviso con la gente le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce. Parimenti il bussare alla porta di S. Stefano potrebbe significare il voler sentire idealmente la presenza di Cristo il quale ha preso su di sé la fragilità della condizione umana condividendo con noi tutto eccetto il peccato.

Pare che l’origine di questa pia devozione sia legata a due leggende: la prima ha per oggetto le streghe, la seconda i lupini. Secondo la prima leggenda i molfettesi avrebbero promesso alla Madonna Addolorata di dedicarle uno specifico momento di preghiera se fossero riusciti, con la sua intercessione, a cacciare le streghe dalla città. La Vergine avrebbe accolto la loro accorata invocazione nella notte tra il 30 e il 31 marzo, operando il miracolo verso le ore 4. Per meglio comprendere questa leggenda mi avvalgo di quanto scritto da Orazio Panunzio nel suo libro Molfetta attraverso le costellazioni. Panunzio racconta che un tempo a Molfetta esistevano due streghe che non avevano origine molfettese. La prima, la strega buona, si chiamava Viola ed era nata in un’isola della Grecia. La seconda, la strega cattiva, si chiamava Margherita e proveniva da un paese della Calabria. Le due donne non erano viste di buon occhio dalla popolazione molfettese perché operavano incantesimi e sortilegi maledicendo tutti i santi del Paradiso. Il popolino asseriva che le due streghe fossero ammalate di licantropia, che soffrissero il “mal della luna”, che nel loro delirio esse si credevano trasformate in bestie feroci e fossero indotte a fuggire nelle strade urlando e contorcendosi, specie nei crocicchi, terrorizzando tutta la popolazione.

La seconda leggenda, quella dei lupini, è tipicamente contadina. Si dice che la Vergine Maria si aggirasse per le strade in cerca del proprio Figlio, ricercato dalle guardie giudaiche. All’improvviso incontrò una ronda e per non farsi scoprire si nascose in una piantagione di lupini che, scossi dalle vesti, produssero un fruscio tale da attirare l’attenzione di quei gendarmi. Circondatala, le guardie la strattonarono facendola cadere per terra (erano le ore 4) e, accortisi che si trattava di una donna, la lasciarono andare proseguendo nel loro giro di perlustrazione. Interpretando quel rumore come “tradimento” da parte dei lupini, si dice che la Vergine abbia sentenziato contro di essi definendoli “legumi che non saziano”. Così non la pensava lo scrittore latino Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) il quale nella sua Naturalis Historia scrive che un sol moggio sazia e rende vigoroso un bue e che fra tutti gli alimenti nessuno è meno pesante e più benefico dei lupini. I venditori ambulanti li chiamano spassatìembe (passatempo) e sono nominati non solo in questa leggenda popolare ma anche nel romanzo I Malavoglia di Giovanni Verga allorquando padron ‘Ntoni tenta un affare acquistando a credito un carico di lupini da trasportare sulla barca “Provvidenza”, poi naufragata.

Nonostante l’evoluzione dei tempi e dei costumi, è bello pensare che ci sono tradizioni, come questa, che non cambiano mai, che passano di generazione in generazione e si ripetono allo stesso modo ogni anno. In una civiltà come quella odierna, ipertecnologica, nell'era della globalizzazione mondiale, il ricordo delle proprie origini e delle tradizioni popolari è di primaria importanza per poter mantenere una propria identità. Non a caso Luigi Pirandello (Enrico IV) diceva: Salutatemi tutte le tradizioni. Ripetete tutte le parole che si sono sempre dette.


* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

mercoledì 21 marzo 2012

La Settimana Santa a Trinitapoli (BT)

A Trinitapoli parlare di Settimana Santa significa parlare di qualcosa che è rimasto solo nel ricordo di pochi, in quanto tutto ciò che riguarda i riti tradizionali legati alla Pietà popolare si svolge ormai nella sola giornata del Venerdì Santo, e per di più in tono minore rispetto ad un passato neanche molto lontano.
Purtroppo la scarsa "sensibilità" verso le tradizioni, da parte del clero locale, ed una personalistica quanto errata interpretazione del Concilio Vaticano II, da parte dell' Autorità, hanno ridotto i riti Quaresimali e della Settimana Santa trinitapolese ad una mera ed insignificante appendice della Liturgia Ufficiale, priva ormai di quella partecipazione popolare fondamentale nel perpetuare in maniera decorosa ciò che è stato tramandato dai nostri padri.

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata a La Settimana Santa in Puglia, ho inserito quindi una scheda monografica su


Motivo del mio interesse verso i riti pasquali di questa cittadina, un tempo chiamata Casal Trinità (popolarmente
"u Casol") è che nativa di Trinitapoli era la mia carissima nonna Matilde che è stata colei che mi ha trasmesso l' amore per le processioni della Settimana Santa e che, fin da bambino, mi raccontava degli usi e costumi di quella terra e, ovviamente, anche della stessa Settimana Santa, per non parlare dei dolci tipici che, nel ricordo delle sue origini, preparava in casa a Molfetta.
Essendo poi vissuto da piccolo con lei, per motivi di lavoro dei miei genitori, si può dire che son cresciuto mangiando anche secondo la cucina trinitapolese.
Pertanto questa scheda monografica sulla Settimana Santa di Trinitapoli vuole essere anche un omaggio alla nonna Matilde che mi ha trasmesso questa mia grande passione.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di A. Capodivento, tratta da "Le Confraternite di Trinitapoli" di Pietro di Biase, Schena Editore, Fasano di Brindisi, 1989.

domenica 18 marzo 2012

Conferimento del titolo di Confratello Onorario del SS. Crocifisso al dott. Francesco Stanzione

Il 16 marzo 2012, al termine della cerimonia di gemellaggio tra l' Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca e la Real Maestranza di Caltanissetta, il Priore dott. Luigi Fiordaliso, ha ufficialmente comunicato il conferimento del titolo di Confratello Onorario della Venerabile Arciconfraternita del SS. Crocifisso e Monte dei Morti al dott. Francesco Stanzione, per aver diffuso su internet la "Cultura della Settimana Santa" e per il suo profondo attaccamento a questo Sodalizio ed alle tradizioni quaresimali di Sessa Aurunca.




* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

sabato 17 marzo 2012

Sessa Aurunca, 16 marzo 2012 - Gemellaggio tra l'Arciconfraternita del SS. Crocifisso e la Real Maestranza di Caltanissetta



Il 16 marzo 2012, nella Chiesa di S. Giovanni a Villa in Sessa Aurunca, si è celebrato il gemellaggio tra l' Arciconfraternita del SS. Crocifisso e la Real Maestranza di Caltanissetta.
La cerimonia è stata preceduta dalla celebrazione Eucaristica, presieduta da S. Ecc.za Mons. Antonio Napoletano, Vescovo di Sessa Aurunca.









ATTO DI GEMELLAGGIO






Essendo
Sommo Pontefice della Chiesa Universale Benedetto XVI
Mons. Antonio Napoletano Vescovo di Sessa Aurunca
Mons. Mario Russotto Vescovo di Caltanissetta

La Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca e la Real Maestranza Città di Caltanissetta hanno voluto sancire un gemellaggio per consolidare la comune vocazione e il patrimonio di Fede, di Storia e di Tradizione di cui entrambe sono depositarie.
Pertanto con il presente atto, sottoscritto dal Priore del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca, dal Capitano, dal Pro-Console e dal Gran Cerimoniere della Real Maestranza Città di Caltanissetta, stabiliscono un solenne gemellaggio di comunione e di fraternità.
Noi fratelli della Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca e della Real Maestranza Città di Caltanissetta, in questo giorno solenne dell’anno 2012, memori delle promesse del nostro battesimo e dell’impegno della professione di fede nella Santissima Trinita, consapevoli che "ai piedi della Croce ha inizio quello speciale affidamento dell’uomo alla Madre di Cristo", vogliamo stringere un patto di fraternità e di amore per condividere la fedeltà a Gesù Cristo e alla Chiesa e la devozione alla Vergine Addolorata, "eccellentissimo modello della Chiesa nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Gesu’ Cristo".
Ci impegniamo a percorrere insieme il cammino pasquale che attraverso le tappe dolorose e drammatiche della Passione e della Croce sfocia dopo il silenzio del Sabato Santo, nella esplosione gioiosa della Pasqua, come una luce purificatrice che irrompe in maniera vistosa dentro la coscienza di ogni cristiano che si lascia sopraffare dall'emozione di un amore così grande del Figlio di Dio che giunge a dare via tutto se stesso per noi.
Come Maria vogliamo essere discepoli autentici del Signore, testimoni della sua risurrezione e della sua presenza in mezzo a noi.
Come Maria vogliamo accogliere la Parola che salda e rinnova quotidianamente il nostro sì alla volontà del Padre.
Come Maria che andò sollecita dalla cugina Elisabetta ogni giorno vogliamo andare incontro a tutti coloro che sono nella difficoltà e nel bisogno.
Come Maria vogliamo portare Gesù Cristo ai nostri fratelli.
Come Maria che ha conservato fedelmente la sua unione col Figlio fino alla Croce, vogliamo rimanere fedeli ed autentici discepoli di Cristo Crocifisso e Risorto.
Come Maria vogliamo impegnarci a vivere nella comunione e nell’unità della Chiesa.
A Maria, che nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli ed affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata, ci affidiamo perché ci aiuti con la sua materna intercessione ad essere perseveranti fino alla fine dei nostri giorni.
Con questo impegno solenne vogliamo stringere un patto di fraternità tra la Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca e la Real Maestranza Città di Caltanissetta per condividere più profondamente la nostra fede ed i nostri impegni di fratelli impegnati nell’apostolato sociale.
Vogliamo incrementare il patrimonio di valori religiosi, storici e culturali che i nostri padri ci hanno tramandato, scambiandoci ogni forma di aiuto e di sostegno per trasmettere alle generazioni future quando abbiamo ricevuto anche attraverso una più viva familiarità con la parola di Dio.
Questo impegno solenne lo assumiamo in questo giorno di particolare rinnovamento spirituale e di grazia.

Sessa Aurunca ( CE) li 16 marzo 2012

seguono firme CON TITOLI E NOMINATIVI



* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

domenica 11 marzo 2012

Caltanissetta, 3 marzo 2012 - Il "Sabatino" del Capitano della Real Maestranza 2012 (Categoria Barbieri- Maestro Gioacchino Ricotta)

Il 3 marzo 2012, secondo sabato di Quaresima, a Caltanissetta si è svolto il tradizionale "Sabatino" del Capitano della Real Maestranza che per il 2012 è il mio carissimo amico Maestro Gioacchino ricotta, della Categoria Barbieri (al centro nella foto sottostante).


Per la prima volta, il "Sabatino" del Capitano ha avuto inizio dalla Chiesa della provvidenza perchè proprio a Maria SS. della Provvidenza questo "Sabatino" è dedicato. Quest' anno, in occasione del Convegno Internazionale "La Mater Dolorosa nel Regno delle Due Sicilie e in Andalusia", hanno partecipato una delegazione di Màlaga ed una di Granada, rappresentanze delle Confraternite pugliesi del Carmine di Pulsano, della Addolorata di Taranto, del Rosario e della Misericordia di Bitonto, di Maria SS. Addolorata di Enna e del Ceto degli Ortolani di Trapani.
Alle ore 16.00 le categorie si sono riunite presso la Chiesa della Provvidenza e in corteo si sono recate in Cattedrale per il passaggio di consegna delle Cariche di Categoria della real Maestranza (Portabandiera ed Alabardiere).
Alle ore 18.00 in Cattedrale si è svolta la Liturgia Eucaristica.
Alle ore 19.30, in piazza Garibaldi, con la banda musicale e i fuochi di artificio, si è reso onore al Capitano e alle Cariche. Subito dopo, presso il Palazzo dei Principi Moncada, si è tenuta la cena di rito, offerta dal neo Capitano Maestro Gioacchino Ricotta.


- GALLERIA FOTOGRAFICA -

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Diego Avanzato (1) e Angela Corso (2).

sabato 10 marzo 2012

La Settimana Santa a Carini (PA)

Sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione dedicata alla Settimana Santa in Sicilia, ho pubblicato una monografia su

La Settimana Santa a Carini

Si tratta di un mio ulteriore omaggio alla diffusione delle tradizioni pasquali della terra di Sicilia, alla quale sono molto affezionato per la sua bellezza e per le tante amicizie che ho il piacere di annoverare tra i suoi figli.

* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Peppe Russo, tratta dal sito www.processionemisteritp.it.

domenica 4 marzo 2012

"La Mater Dolorosa nel Regno delle Due Sicilie e Andalusia" - Caltanissetta, 3 marzo 2012



Sabato 3 Marzo 2012 a Caltanissetta, alle ore 09.30, presso l'Auditorium Museo Diocesano “Giovanni Speciale” del Seminario Vescovile di Caltanissetta, si è svolto il 7° Convegno Internazionale di Studi sulla Cultura Popolare sul tema:


Il Convegno ha preso il titolo dall' ultimo libro di Mons. Giovanni Lanzafame Di Bartolo.

Tra i relatori del Convegno, il dott. Francesco Stanzione che ha relazionato su

Il culto dei Dolori di Maria Santissima a Molfetta

GALLERIA FOTOGRAFICA


* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Gianni Taibi - Gran Cerimoniere della Real Maestranza di Caltanissetta.

sabato 3 marzo 2012

La "frasca" di Cristo all' Orto (2^ parte)

Come anticipato nella prima parte del 19 febbraio 2012, si da seguito al resoconto sul rituale della cosiddetta "frasca" di Cristo all' Orto, proponendo le sole immagini di quanto accade all' interno della Chiesa di S. Stefano quando la Confraternita di Maria SS. Assunta arriva con i rami di ulivo raccolti al mattino.
Tali immagini seguono immediatamente quelle precedentemente pubblicate nella sezione FOTO dell' Arciconfraternita di S. Stefano del sito La mia Settimana Santa.
Qualsiasi altro commento è inutile: le foto parlano da sole.



(cliccare per vedere il reportage completo)




* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.