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domenica 30 maggio 2010

La processione dei Misteri tra Via Sigismondo e Via S. Angelo (a cura di Pasquale Magarelli)

Ancora un reportage fotografico a cura di Pasquale Magarelli sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione FOTO dell' Arciconfraternita di S. Stefano.
In questo servizio si può vedere la processione dei Misteri tra Via Sigismondo e Via S. Angelo, mentre si avvia alla ritirata.
E' questo, sicuramente uno degli scorci più belli della processione, dopo l' attraversamento della banchina di S. Domenico alle prime luci dell' alba.
Nuovamente rivolgo tanti ringraziamenti a Pasquale Magarelli.
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* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Pasquale Magarelli.

L' uscita della processione del Sabato Santo negli scatti di Pasquale Magarelli

Ho pubblicato sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione FOTO dell' Arciconfraternita della Morte, un altro bel reportage fotografico realizzato nel corrente anno 2010 da Pasquale Magarelli su l' uscita della processione del Sabato Santo.
Ringrazio ancora una volta l' amico Pasquale Magarelli per aver messo le sue foto a disposizione di questo sito.

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* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Pasquale Magarelli.

La processione del Sabato Santo in Via Sigismondo negli scatti di Pasquale Magarelli

Ho pubblicato sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione FOTO dell' Arciconfraternita della Morte, un bel reportage fotografico realizzato nel corrente anno 2010 dal giovane amico Pasquale Magarelli su la processione del Sabato Santo in Via Sigismondo, uno dei tratti più suggestivi dell' intero itinerario.
Ringrazio Pasquale Magarelli per la sua disponibilità.
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* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Pasquale Magarelli.

martedì 25 maggio 2010

Un appuntamento mancato con S. Francesco de Geronimo

A cura del prof. Cosmo Tridente.
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Presso la chiesa di Santo Stefano in Molfetta, dove ha sede l’ omonima Arciconfraternita dal sacco rosso, è custodita una statua in cartapesta di S. Francesco de Geronimo, donata all’ Arciconfraternita dal confratello Giuseppe Peruzzi.
La statua è attualmente collocata nella nicchia che sovrasta la porticina d’ ingresso corrispondente alla navata minore. L’ iconografia del santo lo raffigura vestito di abiti sacerdotali con tonaca nera e cotta bianca, reggendo un crocifisso con la mano sinistra che indica con l’indice destro.
La devozione a S. Francesco de Geronimo nella nostra città risale almeno al 1838, come risulta da una novena fatta stampare dal Cav. Giuseppe Sigismondo per la Chiesa Vecchia (Duomo), da dove poi passò alla Chiesa di S. Pietro (Monacelle ) ed indi a Santo Stefano (Parecchiédde) dove si conserva il simulacro. Il santo compose l’ inno “Dio ti salvi, Regina”, un tempo cantato nelle nostre chiese durante le celebrazioni in onore della Madonna.
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Chi era Francesco de Geronimo?
Nato a Grottaglie (Taranto) il 17 dicembre 1642, era il primo di undici figli appartenenti ad una famiglia benestante e di profonda fede cristiana. Studiò nel collegio dei Gesuiti di Napoli e qui divenne Padre Gesuita rivelando, nell’attività apostolica, le sue doti di apostolo zelante e predicatore efficace. Predicava nelle piazze, nelle chiese, negli ospedali, nelle carceri, nei conventi, nelle campagne. Il suo ardore trascinava alla conversione, alla confessione, alla comunione. La sua carità verso gli sbandati e i sofferenti raccoglieva intorno a lui folle di gente bisognosa del suo aiuto, del suo conforto. Fra le devozioni favorite e diffuse dal de Geronimo fu particolare quella a S. Ciro, medico e martire, il cui corpo riposa nella cappella omonima della chiesa del Gesù Nuovo a Napoli. Egli portava con sé nelle missioni una reliquia del santo e ad essa attribuiva tutti i prodigi che andava operando durante le sue prediche, sebbene i suoi biografi sostengono che Dio operasse miracoli per le sue virtù che celava dietro il potere taumaturgico di S. Ciro. Morì a Napoli l’ 11 maggio 1716 e fu canonizzato da Papa Gregorio XVI il 26 maggio 1839.
Nel mese di settembre del 1945 l’ urna contenete le reliquie del santo furono portate a Grottaglie, suo luogo natio, per le celebrazioni in quella località e, nel ritorno a Napoli, avrebbe dovuto fare sosta per due giorni a Molfetta, come da programma predisposto dalla Curia Vescovile, riportato su “Luce e Vita” n.15 dell’ 8 settembre 1945:

Il 16 settembre arriverà a Molfetta il venerato corpo di S. Francesco de Geronimo che nel ritorno dalle celebrazioni dalla sua nativa Grottaglie alla sua diletta chiesa di Gesù Nuovo a Napoli, sosterà nella nostra Cattedrale fino al pomeriggio del giorno seguente.
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P R O G R A M M A
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Giorno 13, 14, 15 ore 9,30: In Cattedrale triduo predicato dal M. R . Mons. Prof. Antonio Palmiotti;
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Giorno 16 ore 18: Ricevimento del venerato corpo del santo a via Giovinazzo, corteo e accompagnamento alla Chiesa Cattedrale, discorso di un Padre Gesuita, indi benedizione.
Ore 22: Veglia notturna per soli uomini in Cattedrale. Confessioni.
Ore 24: S. Messa con fervorino di Sua Ecc. Mons. Vescovo.
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Giorno 17 ore 7,30: S. Messa della comunione generale celebrata da un Padre Gesuita.
Ore 10: S. Messa solenne con assistenza pontificale. Discorso di un Padre Gesuita.
Ore 17: Accompagnamento del venerato corpo fino a S. Domenico.
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Vorremmo circondare in modo particolare la sua urna di tutti gli uomini di Molfetta ed in prima fila ameremmo vedere i nostri fratelli reduci per attestare a Dio la nostra riconoscenza per la fine della guerra e nel medesimo tempo ricordarci di quanti hanno immolato la loro vita per il nostro bene. Per gli uomini è riservata la veglia notturna in Cattedrale tra il 16 e il 17 settembre.

Molfetta, 1 settembre 1945 - Achille Vescovo


Ma ci fu gran delusione di popolo quando la Curia, con un successivo comunicato, annunciò che l’ arrivo dell’ urna a Molfetta sarebbe stato rinviato, come da lettera del Superiore dei Padri Gesuiti, indirizzata al nostro Vescovo Achille Salvucci, di cui riporto il testo pubblicato su “Luce e Vita” n.16 del 22 settembre 1945:

Eccellenza Reverendissima,
L’ uomo propone e Dio dispone.
Ora la Provvidenza, con nostra sorpresa, ha disposto che il corpo di S.Francesco de Geronimo faccia una lunga sosta a Grottaglie prima di riprendere il suo viaggio apostolico di ritorno.
Ci hanno indotto a ciò gli avvenimenti prodigiosi in questa città natia del santo, il desiderio unanime di questa popolazione e specialmente la volontà di alcuni Ecc. mi Vescovi di avere le sacre reliquie nelle loro Diocesi dopo l’ autunno e per un più lungo periodo di giorni. Torneremo quindi in altro tempo a sottoporre a V. E. il nostro programma apostolico, sicuri che, avendo a disposizione maggior tempo, le cose si potranno meglio organizzare per il bene delle anime che sarà più abbondante. Con i sensi della più devota stima, baciamo il Sacro Anello.

Il Padre Provinciale ed i Missionari Gesuiti

S. Francesco de Geronimo non è più arrivato a Molfetta. Morale della favola: “U mégghie descùrse è cùre ca nénze fàsce” (il migliore discorso è quello che non si fa), recita un detto popolare molfettese. Se Molfetta non ha avuto l’ onore di venerare il corpo del santo, ha avuto almeno il merito di essersi resa ospitale e disponibile all’ appuntamento poi mancato. Evidentemente, come ha scritto il poeta latino Orazio (Arte Poetica, 19), “non erat hic locus” (non era qui il suo luogo).
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* Testo a cura del Prof. Cosmo Tridente.
* Foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

sabato 22 maggio 2010

La Settimana Santa a Verbicaro (CS)

Seconda tappa tra le "Settimane Sante" calabresi con l' allestimento sul sito La mia Settimana Santa, nella sezione La Settimana Santa in Calabria, della scheda monografica su "La Settimana Santa a Verbicaro", cittadina di 3.500 abitanti in provincia di Cosenza in cui, analogamente a Nocera Terinese (CZ), sopravvive un antico rito di flagellazione a sangue da parte di un gruppo di devoti che si chiamano "Battenti".
Un ringraziamento a don Paolo Raimondi, mio amico e giovane sacerdote verbicarese, per aver attinto dai suoi scritti le notizie riportate sulla Settimana Santa a Verbicaro.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratta dal web.

venerdì 21 maggio 2010

La Settimana Santa a Trani (BT)

Ho cercato di colmare una lacuna portata avanti da molto tempo, pubblicando sul sito La mia Settimana Santa la scheda monografica de La Settimana Santa a Trani, inserita nella sezione La Settimana Santa in Puglia.
Spero di aver accontentato gli amici tranesi Savio Palmieri ed in particolare Roberto Di Gregorio che lamentava la totale assenza di notizie sulla Settimana Santa della sua città.
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* Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.
* Foto a cura di Savio Palmieri.

giovedì 20 maggio 2010

La Settimana Santa a Ruvo di Puglia

Mi pareva oggettivamente doveroso pubblicare al più presto sul sito La mia Settimana Santa, una scheda monografica su La Settimana Santa a Ruvo di Puglia; infatti le tradizioni pasquali rubastine sono tra quelle che prediligo, sia per l' alto senso di religiosità con cui vengono svolte, sia per il loro pregio dal punto di vista estetico.
Ruvo è per me "città da Settimana Santa" per antonomasia.
Si può accedere ad essa attraverso la sezione dedicata alla Settimana Santa in Puglia.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto gentilmente concessa dalla Confraternita della Purificazione Addolorata.

domenica 16 maggio 2010

La Settimana Santa a Cerignola (FG)

Sono particolarmente felice di presentare all' attenzione dei lettori del sito La mia Settimana Santa, la scheda monografica de La Settimana Santa a Cerignola che è possibile trovare nella sezione Settimana Santa in Puglia.
Cerignola è un grosso paese in provincia di Foggia, a vocazione prevalentemente agricola e patria del noto sindacalista Giuseppe Di Vittorio.
Ho visto personalmente quest' anno (durante il mio "tour de force" del Venerdì Santo sera, in giro per la Puglia) le due processioni della Desolata e di Cristo Morto (organizzata tra l' altro dall' Arciconfraternita della Morte e Orazione con sede nella Chiesa del Purgatorio ... guarda caso), rimanendone positivamente colpito per la serietà con la quale partecipano ad esse i confratelli.
In verità, a fronte delle atmosfere di silenzio descritte nella scheda monografica, ho notato per le strade molta confusione e tante inopportune bancarelle di alimentari (contrastanti con lo spirito penitenziale del Venerdì Santo), ma si deve fare i conti anche con le necessità di quei commercianti che, soprattutto in momenti di crisi economica come l' attuale, approfittano di certe ricorrenze per rifarsi delle mancate vendite dell' anno.
Forse anche queste sono le grazie che Gesù Cristo dispensa agli uomini, anche se ciò può sembrare anacronistico.
Il giudizio di Dio è molto più clemente di quello dell' uomo, nondimeno bisogna tendere il più possibile ad un recupero dello spirito penitenziale non solo delle processioni, ma indipendentemente da queste, al modo di vivere tutta la Quaresima e la Settimana Santa.
Non si dimentichi che il Papa, proprio in questi giorni di visita a Fatima, ha indicato nello sperpero e nel vivere sopra le proprie possibilità, una delle cause della attuale situazione di crisi economica.
Inoltre c' è da dire che le bancarelle non erano di fronte alle Chiese, come invece è scandalosamente avvenuto a Molfetta quest' anno, con un gazebo che vendeva "pizzarelli" di fronte a S. Stefano mentre erano esposte le statue dei Misteri, sulla scia di sciocche ed inopportune relative sagre organizzate da associazioni che farebbero molto meglio a fare altro, coerentemente con i propri scopi statutari.
Colgo l' occasione per invitare le signore organizzatrici della "Sagra del pizzarello" (che è cosa che riguarda solo una tradizione di confraternite) ad organizzare per il futuro altre manifestazioni, magari avendo come fine la promozione del corretto approccio religioso a quelli che sono i riti della Settimana Santa; sarebbe questo un argomento che potrebbe soddisfare lo spirito, anzichè la pancia, rispettando il significato di quei giorni.
Ritornando alla Settimana Santa di Cerignola, devo con una punta di orgoglio constatare che questo mio spazio, ad essa dedicato sul mio sito, è forse l' unica e più completa documentazione sulle tradizioni pasquali di quella città.
Poco conosciuta ... è vero, ma certamente non meno meritevole di attenzione rispetto a quelle "più blasonate" quanto rinomate.
Spero di aver colmato una lacuna e di aver reso onore, nel contempo, alla mia sincera amicizia con il Priore dell' Arciconfraternita della Morte e Orazione di Cerignola, sig. Saverio Cannone e al simpaticissimo e arzillo (nonostante i suoi oltre 85 anni) Padre Spirituale di questo antico Sodalizio, Mons. Tommaso Dente.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di "Foto Belviso - Cerignola", tratta dalla copertina del volume "Settimana Santa", Centro Grafico Foggia, marzo 2010.

mercoledì 12 maggio 2010

"La Mèdonn du Tremelizze" di Cosmo Tridente

Il carissimo amico prof. Cosmo Tridente, collaboratore di questo sito, ha pubblicato, proprio in questi giorni, un nuovo volumetto nel quale Egli annota tutto ciò che riguarda il miracolo della Madonna dei Martiri dell' 11 maggio 1560.
Ne riporto la presentazione a cura di Padre Leonardo M. Di Pinto o.f.m.
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PRESENTAZIONE

Un’ altra tessera viene a impreziosire il meraviglioso mosaico della storia della presenza attiva della Madonna dei Martiri nella comunità di Molfetta. Si tratta del saggio che con indubbia competenza il Prof. Cosmo Tridente mette nelle mani di chi avverte profonda l’ appartenenza alla storia ancora in atto della propria città: La Médonne du Tremelizze (La Madonna del Terremoto) tra storia e devozione popolare.
L’ autore, con la sua nota competenza di docente, coniuga armoniosamente fede e scienze naturali, devozione popolare e storia, che illuminano, a distanza di 450 anni, l’ evento catastrofico da cui Molfetta andò esente, grazie all’ intervento invocato della propria Patrona, la Madonna dei Martiri.
Il lettore, leggendo questo prezioso lavoro, si sente come portato per mano ad essere parte di quei 5.620 molfettesi che, alle 4,40 dell’11 maggio 1560, si riversarono per le strade e, correndo con i piedi e ricorrendo con la fede, si rivolsero alla Madonna dei Martiri, sicuri della sua materna protezione, e furono salvi.
A 450 anni i distanza, quell’ evento è oggi. Il resto non è altro che la documentata devozione la quale, anche tramite quell’evento, si è rafforzata nel cuore dei devoti che, in qualsiasi “sisma” della vita si trovano, per mare o per terra o per aria, sanno a chi devono rivolgersi per sentirsi raggiunti dalla carezza materna di Maria con quella stessa mano con cui, nell’ ammirabile icona e nella pregiata statua lignea, indica Gesù, come “via” sicura da seguire, sussurrando a tutti e a ciascuno quelle stesse parole che ridiedero gioia e speranza agli sposi di Cana di Galilea: “Fate quello che egli vi dice”. E “il mare s’ infrange ai suoi pié …”
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P. Leonardo M. Di Pinto o.f.m.
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* Testo e foto tratti da "La Mèdonn du Tremelizze", Editore La Nuova Mezzina, Molfetta, 2010.

lunedì 10 maggio 2010

La Settimana Santa a Taranto

Sul sito La mia Settimana Santa ho pubblicato la scheda monografica della Settimana Santa a Taranto.
Come si può notare occupa il primo posto nella Settimana Santa in Puglia in quanto quella di Taranto è la più nota nella nostra regione, essendo diventata un po' l' icona di quel periodo.
Anche la Settimana Santa di Molfetta potrebbe essere molto più conosciuta se non fosse per la ostilità di qualcuno dalle vedute ristrette e del "tirare a campare" di altri.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione

domenica 9 maggio 2010

Consegna degli attestati ai nuovi Soci Onorari della Real Maestranza di Caltanissetta

Martedi 20 aprile 2010, l' Assemblea dei Delegati della Real Maestranza Città di Caltanissetta in seduta plenaria, presieduta dal Presidente Gaetano Villanucci coadiuvato dal Segretario Agesilao Fiocco, alla presenza dei Capitani della Real Maestranza Maestro Pasquale Maiorana, Sebastiano Garzia e Giuseppe Giordano, nonchè alla presenza dell' intero Consiglio Direttivo e dei dieci Presidenti delle Categorie Artigiane che compongono la Real Maestranza e dei Cerimonieri, su proposta del Gran Cerimoniere Gerlando Gianni Taibi, all' unanimità ha deliberato la nomina a Socio Onorario delle dieci Categorie della Real Maestranza di Beppino Tartaro, Francesco Stanzione e Andrea Lovascio.
Le onorificenze sono state consegnate il 7 maggio a Caltanissetta in occasione del Convegno Internazionale dal titolo "SAN MICHELE ARCANGELO, FEDE E DEVOZIONE" che ha visto la partecipazione di una delegazione spagnola, tra cui la prof.ssa Maria Encarnacìon Cabello Diaz (Màlaga) e Mons. Giovanni Lanzafame (Siviglia), e colombiana, tra cui Felipe Velasco Melo (Presidente della Giunta Permanente pro Semana Santa de Popayan (Colombia).
Il giorno 8 maggio invece, i tre nuovi Soci Onorari hanno partecipato insieme alla Real Maestranza (assente da 60 anni) alla processione di S. Michele Arcangelo, patrono della città di Caltanissetta.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura del dott. Beppino Tartaro.