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lunedì 5 aprile 2010

Furto sacrilego alla Cappella Gentilizia della Arciconfraternita della Morte

E' della tarda mattinata di ieri, Pasqua del Signore, la scoperta che la Cappella Gentilizia dell' Arciconfraternita della Morte, insita nel Cimitero Monumentale di Molfetta, è stata profanata da un furto sacrilego.
Infatti, presumibilmente nella nottata tra il Sabato Santo e la Domenica di Pasqua, ignoti ladri hanno aperto la porta in ferro della cappella ed hanno asportato tutto quello che c' era dentro, compresa la bellissima Sacra Immagine della prima Addolorata portata in processione il Venerdì di Passione dall' Arciconfraternita della Morte fino al 1904.
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La statua è presumibilmente dei primi del 1700 e vestiva un pregevolissimo abito offerto a devozione del prof. Pasquale Lisena, già Priore dell' Arciconfraternita della Morte.
Tra le cose di valore che sono state asportate, c' è anche un bellissimo inginocchiatoio con lo stemma gentilizio di don Gaetano Lioy Lupis, di proprietà della Rettoria del Purgatorio, in uso alla confraternita e che era nelle mie intenzioni, quando ero Priore, di restaurare e riportare in chiesa.
Purtroppo un altro importatissimo pezzo di storia del Venerabile Sodalizio è andato perduto per sempre ... si sa che ben difficilmente queste opere d' arte vengono recuperate, anche se confido molto nell' attività del Nucleo Tutela dei Beni Artistici della benemerita Arma dei Carabinieri che sicuramente, in Italia, è rimasta l' unica istituzione veramente funzionante e rispettabile.
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La mia amara considerazione ...
... una Quaresima iniziata malissimo, con un diluvio che ha impedito lo svolgimento della processione della Croce, andata avanti alla men peggio a causa di una "forzatura" che ha condotto al commissariamento dell' Arciconfraternita, si è conclusa nel peggiore dei modi con il furto sacrilego della Madonna Addolorata ...
... che sia un segno di disapprovazione Divina del comportamento di alcuni pseudo confratelli, indegni di essere chiamati tali, che si sono distinti ultimamente per il loro scarso senso di Carità Cristiana?
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... Quomodo sedet sola civitas plena populo:
facta est quasi vidua domina gentium ...
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

8 commenti:

prof.Cosmo Tridente ha detto...

Sono davvero costernato, Franco,per la notizia che ci dai del furto sacrilego alla cappella gentilizia del Cimitero, soprattutto per quella "storica" statua dell'Addolorata. Purtroppo,in questi tempi, sconvolti non solo metereologicamente,non ci sono più valori,non c'è più rispetto nemmeno per i luoghi e le cose sacre,ma come scrive Don Luigi Merola contro la camorra: "Anche quando tutti i fiori saranno strappati, nessuno potrà strappare la primavera".

Pasquale Magarelli ha detto...

Non'è possibile! Sono senza parole...
Spero veramente che le opere vengano recuperate, anche se è molto difficile...Non sò che dire, questa notizia lascia l'amaro in bocca!

Anonimo ha detto...

Non c'è più rispetto nemmeno per i santi! Dalle nostre parti circa un anno fa furono rubate le stelle della Madonna del Rosario, roba da rimanere senza parole, spero che la preziosa statua venga ritrovata.
Luca Caporale da Orta Nova (Fg)
sul mio blog http://lucacaporale.wordpress.com le immagini del venerdì santo ad Orta Nova ed a Stornara.
Un saluto!

Lucrezia Modugno ha detto...

Sono costernata. Non è possibile. Sto studiando l'iconografia dell'Addolorata e mi sono fermata a considerare le statue portate in processione dall'Arciconfraternita della Morte a Molfetta. Non ho fatto in tempo a vedere quella statua, non ci sono riuscita. Comunque credo che si dovrà dire addio per sempre a tutto quello che hanno rubato: è quasi impossibile ritrovarlo, arrestate i colpevoli e i mandanti, perché c'è sicuramente un mandante. Mi viene in mente la Natività di Caravaggio, rubata dalla mafia per conto di un collezionista, finita in un porcile, mangiata dai topi, e alla fine bruciata perché inservibile. So di aver tracciato un brutto quadro, ma è successo per molte opere d'arte, storia, devozione.

Anonimo ha detto...

Franco,
non sono solito inserire commenti, ma questa notizia, che abbiamo appreso il mattino di Pasqua, ci ha lasciato tutti sgomenti.
E' un pezzo di storia della nostra Arciconfraternita che ci è stata sottratto, ma non solo...
Chi come te ha lavorato e si è sacrificato per il nostro Sodalizio, averte anche la grande amarezza arrecata a chi con propri sacrifici, non solo economici, ha desiderato esternare, in un momento di intenso dolore personale, la propria devozione alla Vergine con apporti personali tangibili e riconoscibili.
Non ti ho mai apertamente manifestato l'apprezzamento per la tua decisione di porre il reliquario argenteo restaurato (e da qualcuno inopinatamente dismesso per utilizzare un reliquario di più dubbia fattura) ai piedi della statua della Pietà nella nicchia;
leggere nella descrizione della notizia l'esplicita menzione dell'abito offerto dai miei genitori, mi ha commosso. Anche l'esplicita citazione del Priorato di papà, è un segno importante che tutti dovrebbero imparare: l'attaccamento all'Arciconfraternita si dimostra anche con il rispetto che si deve portare a chi nel tempo ha amministrato il nostro Sodalizio e "gelosamente" ci ha tramandato, il più possibile integri e luminosi, la fede, la cultura e il "patrimonio" della nostra Arciconfraternita.
Questo è lo spirito con cui ogni confratello dovrebbe riguardare il mandato di Amministratore, rispettando, lasciando lavorare e ringraziando chi, volta per volta è chiamato a svolgere questo servizio, non come da almeno un decennio a questa parte sta capitando da parti di alcuni noti, ponendosi sempre e soltanto come pietra di inciampo: è lecito esprimere le proprie opinioni educatamente nelle sedi pertinenti, ma poi bisogna stare "al proprio posto" e rispettare le decisioni che vengono assunte e lasciando lavorare tranquillamente chi è preposto all'amministrazione, senza fomentare zizzannia e ricorrere continuamente ......
Grazie, Franco.
Girolamo Lisena

Franco Stanzione - Molfetta ha detto...

Mimmo, grazie a te; è stato un punto fermo della mia Amministrazione il rispetto di chi ci ha preceduti nella guida dell' Arciconfraternita.
Solo chi ha fatto l' esperienza amministrativa sa quanto costi (soprattutto a livello di mettere da parte se stessi in nome del buon nome del sodalizio) ed è per questo che bisogna dare onore agli ex amministratori, anche perchè ognuno col proprio stile e nelle proprie possibilità, hanno tutti, nessuno escluso, dato la possibilità di far giungere sino ad oggi questa nobile Arciconfraternita di cui con orgoglio posso dire di avere avuto l' onore di presiedere.
Al di là di alcuni facinorosi che andrebbero perseguiti (per un fatto di giustizia, non di vendetta) l' Arciconfraternita della Morte è una congrega di galantuomini ... lo scrivo e sottoscrivo, io ... che forse immodestamente ritengo di conoscerla meglio di tantissimi altri.

Francesco De Nicolo ha detto...

novità?

Franco Stanzione - Molfetta ha detto...

Purtroppo non si sa più nulla, anche perchè non essendoci più io, non so a quanti interessi questa questione. Se ci fossi stato ancora io, per lo meno sarei stato dietro dietro ai Carabinieri.