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mercoledì 31 marzo 2010

La leggenda del salice

A cura del prof. Cosmo Tridente
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Gesù saliva verso il Calvario, portando sulle spalle piagate la croce pesante. Sangue e sudore scendevano a rigare il volto santo coronato di spine.
Vicino a lui camminava la Madre, insieme ad altre pie donne.
Gli uccellini, al passaggio della triste processione, si rifugiavano, impauriti, tra i rami degli alberi.
Ad un tratto, Gesù stramazzò al suolo.
Due soldatacci, armati di frusta, si precipitarono su di Lui, allontanando la Madre, che tentava di rialzarlo “Su muoviti! E tu, donna, stattene da parte”.
Gesù tentò di rialzarsi, ma la croce troppo pesante glielo impedì.
Era caduto ai piedi di un salice…
Cercò inutilmente di aggrapparsi al tronco. Allora l’ albero pietoso chinò fino a terra i suoi rami lunghi e sottili perché potesse, afferrandosi ad essi, rialzarsi con minor fatica.
Quando Gesù riprese il faticoso cammino, l’ albero rimase coi rami pendenti verso terra: perciò fu chiamato «Salice Piangente».

Tratto da: “La Nostra Voce” n.23-24 del 28 marzo 2010
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* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.

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