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Online da lunedì 29 ottobre 2007


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mercoledì 24 febbraio 2010

La Settimana Santa a Trapani

Alla vigilia della mia partenza per Trapani e Caltanissetta, per assistere rispettivamente, in questo fine settimana, al rito della 2^ Scinnuta ed al Sabatino della Real Maestranza, pubblico sul sito, nella sezione dedicata alla “Settimana Santa in Italia – Sicilia”, la monografia completa sulla Settimana Santa a Trapani.
E’ il mio omaggio alla stupenda città che mi ospiterà per due giorni (dandomi anche la possibilità di degustare la incomparabile e buonissima pizza di Calvino, che tante volte rimpiango quando sto a Molfetta).
Senza nulla togliere a tutte le altre località della bellissima isola, che io tra l’ altro adoro, la Settimana Santa trapanese e la sua processione dei Misteri, rappresentano per me la massima espressione di quello che questo periodo dell’ anno possa offrire, in termini di singolarità della processione e della valenza artistica dei venti gruppi che la compongono.

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- Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
- Foto del dott. Beppino Tartaro.

martedì 23 febbraio 2010

BARABBA ... Un misterioso personaggio nello scenario della Passione

A cura del prof. Cosmo Tridente.
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Il tema di questo articolo prende in considerazione il personaggio Barabba, protagonista anch’egli della passione di Cristo (anzi la sua liberazione fa si che Gesù venga crocifisso). Barabba lo troviamo nel racconto evangelico solo in tale circostanza.
Siamo a Gerusalemme, alla vigilia di Pasqua. Il Sinedrio (consiglio supremo di Gerusalemme che aveva poteri sia politici che religiosi) ha consegnato Gesù a Ponzio Pilato affinché lo condanni come sobillatore del popolo contro i romani, come istigatore a non versare i tributi dovuti a Cesare, come re dei Giudei. Pilato (quinto governatore della provincia romana della Giudea, sotto l’impero di Claudio Tiberio, come dimostra il ritrovamento nel 1961 di un’iscrizione latina a Cesarèa Marittima «Pontius Pilatus Praefectus Judaicae Regionis», capitale della provincia romana palestinese), dipinto dai Vangeli come un “pio imbecille” in balia del popolo, non vede nessuna colpa in Gesù e cerca un modo per poterlo liberare. Infatti tutti gli evangelisti affermano che il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero a loro scelta. Allora Pilato, convinto dell’innocenza di Gesù, chiede alla folla quale dei due volesse liberare, Gesù o Barabba, e si sente rispondere: Barabba. Pilato si sente obbligato a liberare il carcerato e a condannare a morte Gesù.
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Ma chi era realmente Barabba? Poco si sa storicamente di questo personaggio, interpretato da
Antony Quinn nel film “Barabba” di Richard Fleischer (1961). Par Lagerkvist (1891-1974), premio Nobel per la letteratura, nel suo suggestivo romanzo “Barabba”(1951) così lo descrive: "… era un uomo di circa trent’anni, di corporatura robusta, ma dal colorito terreo; aveva la barba rossiccia e i capelli neri; le sopracciglia erano anche esse nere e gli occhi molto infossati, come se lo sguardo avesse quasi voluto celarsi. Sotto un occhio aveva una cicatrice profonda che scompariva tra la barba …"
Nei quattro Vangeli canonici la figura di Barabba viene presentata in modi diversi:
Il Vangelo di Marco (15,7) racconta che «un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio», sottolineando quindi l’appartenenza ad un gruppo insurrezionale, responsabile collettivamente di un omicidio. Il Vangelo di Matteo (27,16) lo definisce un «prigioniero famoso». Il Vangelo di Luca (23,19) afferma che era stato incarcerato per assassinio, oltre che complicità in una sommossa: «Questi (Barabba) era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio». Il Vangelo di Giovanni (18,40), invece, afferma che «Barabba era un brigante».
Giulio Firpo, professore di storia romana all’Università di Chieti scrive: «il ladrone era con ogni probabilità un partigiano che combatteva contro l’autorità romana». Per Vittorio Messori (giornalista e scrittore) «era quasi certamente non un brigante o un delinquente comune, ma un sobillatore politico, un guerrigliero». Per Ganfranco Ravasi (teologo e biblista) «Barabba non era un ladrone ma forse un rappresentante dei rivoluzionari zeloti» (zeloti erano partigiani accaniti dell’indipendenza del regno ebraico. Considerati dai romani alla stregua di terroristi, si ribellavano con le armi alla presenza romana in Palestina). Cerchiamo di capire queste affermazioni.
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Ai tempi dell’antico impero romano, in Palestina erano sorti gruppi isolati che volevano rovesciare il potere romano che governava in quel territorio. Sì perché a nessuna nazione piace essere invasa dalle forze militari di altre nazioni. In un gruppetto di rivoluzionari c’era Barabba e per il popolo era il “salvatore” perché i romani, anche se portavano la civiltà, non erano ben accetti. Un po’ come i partigiani italiani contro i tedeschi che erano entrati in Italia come alleati e invece si rivelarono nemici del popolo italiano saccheggiando e sterminando villaggi interi, senza alcuna pietà per donne, anziani, bambini.
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E così succedeva in Palestina contro i romani i quali, sicuramente non erano stinchi di santi, erano spietati, sanguinari e la storia ce lo insegna, tutto questo per la sete di conquista. Barabba non faceva che difendere la sua terra, il suo popolo. Fu messo in prigione come assassino dai romani, in attesa del processo. Pertanto, la parola “brigante” usata da Giovanni non va intesa come malfattore ma come rivoluzionario catturato e condannato a morte.
Ci chiediamo: che fine avrà fatto Barabba dopo la sua liberazione?

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Nel romanzo citato, l’autore scrive che Barabba, disorientato e incredulo, mentre guarda le tre croci, cerca di informarsi di Gesù. Si avvicina ai suoi discepoli, accoglie le confidenze e lo sconforto di Pietro, s’intrattiene con i primi convertiti i quali, appena scoprono la sua identità, lo respingono con orrore. Barabba non ha più il vigore e la prepotenza di un tempo, vive assorto, stralunato, con una pena segreta di cui non sa darsi ragione. Unica sua compagna è Leporina, una ragazza che vive ai margini della società, rifiutata da tutti, che un tempo rese madre e che ora lo segue con docilità e sommesso affetto. Leporina si converte e viene lapidata e Barabba, che ha assistito al fatto, vendica la donna con un nuovo delitto, dimostrando di non aver compreso nulla dell’insegnamento di Cristo.
In carcere conosce uno schiavo cristiano, Sahak, con il quale stringe una profonda amicizia e tenta di pregare con lui. I due vengono condotti davanti al procuratore con l’accusa di essere cristiani: Sahak verrà condannato a morte, mentre Barabba, per aver salva la vita, dichiarerà cinicamente di non avere alcun Dio. Come ricompensa viene trasferito a Roma, quale servo in una casa di nobili patrizi; l’impulso di incontrare e seguire i cristiani è però più forte di lui. Si unisce quindi a loro e muore martire insieme ai cristiani che Nerone ha condannato a morte con l’accusa di aver incendiato la città.
L’autore conclude il romanzo con queste parole: “Quando sentì appressarsi la morte, della quale aveva avuto sempre paura, disse nell’oscurità, come se parlasse con essa: «A te raccomando l’anima mia». Ed esalò lo spirito”.
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* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dal web.

lunedì 22 febbraio 2010

La Settimana Santa in Puglia vola in Europa

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Dal 28 febbraio i riti pasquali sul portale di Ryanair.
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Il progetto di promozione turistico-religioso
“La Settimana Santa in Puglia: I Luoghi della Passione” cresce ancora e valica i confini nazionali.
Un ulteriore e importante tassello si aggiunge al programma di diffusione dei riti pasquali della nostra regione grazie all’accordo intervenuto tra l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia e i vertici della Compagnia Aerea Low Cost RYANAIR.
Secondo la convenzione stipulata durante i giorni della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, dal 28 febbraio 2010 il banner della Settimana Santa in Puglia sarà presente sul portale della compagnia aerea Ryanair (
www.ryanair.com) tradotto nelle principali lingue europee: inglese, tedesco, spagnolo, fiammingo, catalano, danese, norvegese.
“Questo dimostra il grande interesse che i riti pasquali della nostra regione hanno dal punto di vista turistico, religioso e culturale – afferma Gaetano Armenio, presidente dell’Associazione Culturale Opera di Molfetta e coordinatore del progetto di promozione - e testimonia il valore e l’efficacia del progetto che da alcuni anni la nostra Associazione cura con tenacia insieme con gli Enti e i Comuni coinvolti attraverso un percorso che si propone come momento di valorizzazione del patrimonio antropologico regionale, di sviluppo della conoscenza delle identità culturali, religiose e delle tradizioni popolari della Puglia per un turismo sostenibile.”
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Eppure tre anni fa, quando in qualità di Priore della Arciconfraternita della Morte, sottoposi la mia idea di promuovere l' immagine della mia Confraternita a Gaetano Armenio, Presidente della Associazione Culturale Opera di Molfetta, mai avrei pensato che quella mia intuizione sarebbe andata a finire così in alto ... è il caso di dirlo ... con Ryanair.
... Con buona pace degli "zotici" che all' epoca criticarono veementemente la mia iniziativa, sostenendo da emeriti "trogloditi" che le processioni di Molfetta devono vederle solo i molfettesi ... alla faccia della Cultura !!!
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto fornita gentilmente dal sig. Gaetano Armenio.

sabato 20 febbraio 2010

Concerto di Marce Funebri Molfettesi

Questa sera, presso la Parrocchia di S. Gennaro, si è svolto il primo dei tre concerti di Marce Funebri, "Aura Passionis", programmati ed eseguiti dalla Orchestra Giovanile della Parrocchia San Pio X, diretta dal dott. Girolamo Lisena.
Sono state eseguite le marce funebri:
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1) Simon Boccanegra

2) I funerali di Alessandro Manzoni

3) Gatti

4) Senza Nome

5) La Maledetta
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... Una bellissima esecuzione, dalla grande valenza musicale e culturale, che ha offerto ai presenti la possibilità di ascoltare la versione integrale de "I funerali di Alessandro Manzoni", prima della "sforbiciata" operata dal Maestro Angelo Inglese che la riadattò secondo la sua magistrale interpretazione, privandola di una parte forse ritenuta un po' monotona e ripetitiva.
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E' stato questo il primo assaggio di questa Quaresima 2010 iniziata un po' sotto tono, a causa del diluvio che si è abbattuto su quella che a mala pena quest' anno si può definire la processione della Croce

Bravissimi i ragazzi, bravissimo il Maestro, splendida la cornice della Chiesa di S. Gennaro che, con l' avvento del nuovo Parroco don Sergio Vitulano è risorta a nuova vita, nella speranza che anche il culto ai SS. Medici Cosma e Damiano, piuttosto offuscato negli ultimi anni, possa rifiorire.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.

venerdì 19 febbraio 2010

Chiesa di S. Stefano - Iniziano le Sacre Funzioni dei Venerdì di Quaresima

Iniziano da questa sera le Sacre Funzioni dei Venerdì di Quaresima presso la Chiesa di S. Stefano, a cura della Venerabile Arciconfraternita di S. Stefano.
Ogni Venerdì di Quaresima verrà esposto uno dei Misteri, a partire da quello del Cristo all' Orto che oggi verrà contemplato.
Si tratta di Funzioni religiose molto antiche nel corso delle quali vengono eseguiti canti ottocenteschi, vere e proprie romanze composte da Giuseppe Peruzzi.
La S. Messa avrà inizio alle ore 18,30.
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Ciò che è da mettere in evidenza di questi Pii Esercizi, è soprattutto l' aura di antico misticismo che aleggia intorno a queste Sacre Funzioni, accentuata dalla visione di Statue bellissime del 1525 (tranne proprio il Cristo all' Orto che è del 1858), uniche nel loro genere, per antichità e mirabile fattura artistica.
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* Testo e foto del dott. Franco Stanzione.

giovedì 18 febbraio 2010

TRAUMI SOFFERTI DAL “CROCIFISSO”

A cura del prof. Cosmo Tridente.
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Quella di Cristo è anche la storia di un corpo umano: con il cuore che batte, il sangue che scorre, i muscoli che palpitano. Un corpo che ha conosciuto la fisicità della morte.
Che cosa, secondo la scienza moderna, ha causato la morte di Gesù? La domanda è stata rivolta dal giornalista Edoardo Rosati al Prof. Pierluigi Baima Bollone, ordinario di medicina legale presso l’Università degli Studi di Torino, nonché autori di famosi libri, tra cui “la psicologia di Gesù” (Mondadori). Qui di seguito, riporto la sua presunta diagnosi:
«Cristo ha conosciuto, prima di spirare, una lunga sequenza di stress: l’arresto, i processi, la flagellazione, il conseguente sanguinamento, la disidratazione. Eventi altamente traumatici, autentiche torture per il fisico e la psiche. Poi sulla Croce – continua Baima Bollone – Cristo ha subito degli intensi “stimoli asfittici”: in quella posizione, con il corpo fissato da tre chiodi (due per le mani e un altro che ha trapassato i piedi sovrapposti), la respirazione è stata irrimediabilmente compromessa. I muscoli intercostali e il diaframma (la cupola muscolare che separa il torace dall’addome e che, contraendosi, pompa aria nei polmoni) non sono più stati in grado di agire correttamente.
L’agonia di Cristo sulla Croce è durata circa tre ore. Un tempo piuttosto breve per un individuo crocifisso. E comunque inferiore al periodo di agonia vissuto dai due ladroni. Segno – dice l’esperto – che la drammatica sequela di sevizie psichiche e materiali subita ha accelerato il momento della fine. Una fine tragicamente segnata da un urlo. Cristo versava ormai in uno stato di profonda disidratazione. E con l’asfissia successiva, la circolazione sanguigna è “andata in crisi”. Il sangue, impoverito di liquidi, è diventato iperdenso e scarsamente ossigenato. Come un fiume che s’inaridisce. E il cuore, privato di un valido flusso arterioso nelle coronarie, ha ceduto. Ed ecco l’urlo di Gesù: una crisi cardiaca. Una morsa fatale nel petto.
Il Vangelo di Giovanni, poi, riferisce che fu inferto sul torace un colpo di lancia da cui fuoriuscirono “sangue e acqua”. E’ quel fenomeno chiamato “dissierazione”. Nella cavità toracica di Cristo Morto si era accumulato del sangue, e, per la forza di gravità, i globuli rossi si erano raccolti in basso e il siero (la parte liquida e trasparente del sangue) in alto. Così, quando il centurione colpisce per accertarsi dell’avvenuta morte, ecco sgorgare “sangue e acqua”. Insomma, una reazione post mortem».
Dopo questa sconvolgente descrizione del Cristo sofferente, vorrei concludere con qualche mia riflessione. Recentemente la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, con una sua sentenza, assurda e gravissima, ha bocciato i Crocifissi nelle aule, perché, a suo avviso, il simbolo cattolico costituisce una violazione della libertà. Niente di più falso e di più offensivo. E vediamo in sintesi il perché.

Il compito precipuo della scuola è certamente l’educazione ai valori necessari per la pacifica convivenza delle persone. Infatti, la mera conoscenza culturale servirebbe a ben poco o potrebbe addirittura essere controproducente se non fosse subordinata ai superiori valori etici. Pertanto, il Crocifisso nelle scuole svolge una funzione simbolica educativa. I giovani, tutti, al di là del credo professato o pur senza credo alcuno, guardandolo, possono intuire come si può essere uomini e donne veri e come si può vivere perché anche l’altro sia vero. Negli ospedali, la presenza del Crocifisso simboleggia l’incomparabile amore di Cristo verso l’umanità sofferente e costituisce un invito alla conversione ed uno stimolo a ricorrere alla sua infinita misericordia. Nei tribunali, Gesù simboleggia la verità e la giustizia. Non solo, ma la sua crocifissione se da un lato rappresenta l’ingiusta condanna subita, dall’altro lato costituisce un monito per tutti i giudici affinché si prodighino per una giustizia equa. Gesù si è sempre prodigato per il prossimo ed ha invitato tutti i suoi discepoli a fare altrettanto. Quindi, l’esposizione del Crocifisso negli edifici pubblici in cui normalmente operano persone preposte al servizio pubblico rappresenta un incomparabile emblema di servizio al prossimo.
Queste sintetiche considerazioni fanno del Crocifisso un esempio ineguagliabile di amore universale che non trova riscontro in nessun’altra figura storica. Per il cristiano il Crocifisso è ben più di un simbolo, è una Persona! E’ proprio il Figlio di Dio e nessuno come lui può mostrarci cos’è l’amore e come si ama.

* Testo e foto a cura del prof. Cosmo Tridente.

venerdì 12 febbraio 2010

Arciconfraternita della Morte - Programma 2010

Accogliendo la richiesta di alcuni lettori di questo sito, pubblico il Programma 2010 della Arciconfraternita della Morte e le foto delle due "Immagini Votive" in distribuzione ai fedeli.
La copertina del Programma 2010 raffigura l' antico Cristo della Pietà dopo il restauro terminato nell' ottobre 2009 ... la mia ultima "fatica" da Priore dell' Arciconfraternita della Morte.
Tutte le foto, come ormai mia abitudine, le ho realizzate personalmente ... un piccolo sfizio che ci si può concedere quando ... si può ...
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

giovedì 11 febbraio 2010

La processione della Croce apre la Quaresima Molfettese

Gli ultimi giorni del Carnevale, festa peraltro che nella mia vita non ha mai suscitato il benchè minimo interesse, ci preannunziano che è ormai imminente l' arrivo della Quaresima ... quella Quaresima che, per chi alla fede unisce senso della poesia e della estetica, è certamente il periodo più atteso dell' anno.
A Molfetta, a mezzanotte tra il martedì grasso ed il mercoledì delle Ceneri, dalla Chiesa del Purgatorio, a cura dell' Arciconfraternita della Morte, esce la processione della Croce.
Purtroppo, nell' ultimo trentennio, e non parlo solo di Molfetta, a manifestazioni di questo tipo, hanno mostrato interesse con finta passione, elementi nel cui animo non albergano nè fede, nè cultura e nè sensibilità, per cui bisogna attentamente vigilare affinchè la cura di queste tradizioni non vada mai a cadere in mani sbagliate ... cambierebbero completamente fisionomia e, tanto vale a questo punto, che non si svolgano più, piuttosto che ridurle ad approssimate manifestazioni di folclore, nel senso peggiore della accezione di questo termine.
Nel reportage fotografico che segue, propongo le foto della processione della Croce svoltasi nel 2009 quando, purtroppo, per la inettitudine di chi doveva essere preposto, non avvenne lo spegnimento delle luci, secondo consuetudine, cosa che fece perdere parte della misticità del momento.
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto a cura di Hobby Foto - Molfetta.

martedì 9 febbraio 2010

La Settimana Santa nelle Filippine

Con quello odierno, inizia una serie di aggiornamenti al sito La mia Settimana Santa, nella sezione riguardante le Tradizioni Pasquali in Italia, in Spagna e nel Mondo.
Questa volta mi sono occupato della Settimana Santa nelle Filippine dove, sin dall' epoca in cui furono cristianizzate dai Padri Missionari, nella giornata del Venerdì Santo si perpetua un antico rito di mortificazione corporale, che va dalla flagellazione alla crocifissione.
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(I rituali di flagellazione e le crocifissioni)
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* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

lunedì 1 febbraio 2010

Finalmente è online il sito: "La mia Settimana Santa"

Dopo che questo pomeriggio ho pubblicato il post sottostante, sono stato letteralmente sommerso di mails in privato di amici e miei estimatori che non stanno più nella pelle dalla voglia di vedere la nuova veste del mio sito.
Ho deciso pertanto di anticipare i tempi, anche se qualche ulteriore rifinitura devo farla. Non mi andava di "fare il prezioso" ... tirandomi la famosa "calzetta", come si dice a Molfetta.
Ecco pertanto il banner del sito:
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http://www.lamiasettimanasanta.it

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Beninteso ... che questo blog esistente da ormai due anni e mezzo rimane attivo a tutti gli effetti, e continuerà a funzionare come fino ad ora, riportando news ed aggiornamenti.

Il nuovo Sito è ottimizzato per una visione a 1024 x 768, con un monitor normale, e se lo si vede con un monitor 15:9 l' immagine può essere difforme dalla originale, nel senso che alcune foto si vedranno spostate ed adattate ad altre risoluzioni. Chi sa come fare, troverà la soluzione migliore.

Ad ogni buon conto ecco alcuni numeri.
Ho caricato qualcosa come tre o quattromila foto, molte delle quali sono state realizzate dal sottoscritto.

E' possibile ascoltare 200 marce funebri ... per ora. In seguito caricherò anche quelle spagnole ... ma non ora.

Ho realizzato, da solo, qualcosa come 300 pagine web; sono stato per due mesi dalle 12 alle 14 ore al giorno a lavorare al sito, davanti al PC ... trascurando letteralmente tutto ... anche nei giorni delle festività natalizie ...

Per il momento le sezioni della Settimana Santa in Italia, in Spagna e nel Mondo, sono ancora in fase di allestimento ... un po' alla volta saranno riempite. Idem dicasi per le note storiche sull' Arciconfraternita di S. Stefano (le sto ricopiando dai libri, digitando parola dopo parola, così come ho fatto per la Chiesa del Purgatorio e l' Arciconfraternita della Morte).

Dicano di me quello che vogliono, anche che sono pazzo ... tanto so bene che lo diranno tutti coloro che (invidiosi) non potranno mai realizzare nemmeno l' 1% di quello che ho realizzato io, anche nella mia vita di ogni giorno (... io sì ... loro no ... e poi c' è il resto!!!).

A questo proposito voglio qui riportare quello che in altra sezione del sito ho scritto ... lo scoprirete cliccando sulle mie foto in home page:

Nella home page del sito ho scritto che "tutto quello che io pubblicherò, sarà il frutto di come dal punto di vista estetico intendo la Settimana Santa e di quello che per me rappresenta, in quanto cattolico". Questo è stato lo spirito con il quale ho gestito il primo blog "La mia Settimana Santa" e tale rimarrà nella maniera di concepire questo sito, perchè le tradizioni della Settimana Santa, quando avulse dal contesto religioso in cui sono nate e si sono sviluppate, non avrebbero più ragione di esistere senza di esso, ridotte a meri rituali para folcloristici.

Inoltre mi aspetto che più di qualcuno possa pensare che questo sito è troppo incentrato sulla mia persona ... ma ovviamente ... altrimenti non sarebbe più "La mia Settimana Santa", ma quella di qualcun altro.

Pertanto auguro a tutti una buona visione, ricordando di partire sempre da un presupposto; che nulla di ciò che ho fatto è per mero folclore, ma solo per autentico sentimento religioso verso Maria SS. Addolorata e Cristo Morto, che mi onoro di servire come confratello delle Venerabili Arciconfraternite della Morte e di S. Stefano.
dott. Franco Stanzione

Il nuovo sito è ormai pronto per essere online

Siamo ormai quasi in Quaresima ed ho il piacere di comunicare che il mio nuovo sito è ormai pronto per poter essere messo online.
Ancora qualche giorno di pazienza ... per il momento pubblico solo la foto della home page, ma nei prossimi giorni fornirò anche alcune informazioni che potranno essere utili per una buona navigazione del sito; posso anticipare solo che sarà possibile, tra le tante altre novità, ascoltare la bellezza di ben 200 marce funebri.
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.