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giovedì 21 gennaio 2010

Una gradita e-mail di consenso verso il mio operato

Non è certamente questa la sede per riferire degli squallidi rigurgiti di "nullismo" che stanno emergendo negli ultimi tempi nei confronti del mio operato, ma nemmeno a farlo apposta, questa sera mi è giunta una e-mail di un lettore di questo sito che capita veramente, come si suol dire, "a fagiolo" in un momento come l' attuale.
L' estensore della e-mail che mi è gradito proporre ai lettori, e del quale ho riportato solo le iniziali per motivi di privacy, esprime esattamente quali sono il mio pensiero ed il mio modo di concepire il ruolo che ho fin qui svolto.
Dal canto mio lo ringrazio delle belle parole che, devo dire, sono risuonate come un incoraggiamento a non scoraggiarmi di fronte all' avanzata del "nulla" che vorrebbe riconquistare il terreno perso negli ultimi anni.
Che lo si voglia o no, anche la Settimana Santa, nel 2010, è roba da gestire avendo alle spalle un bagaglio non indifferente di sensibilità e cultura: il tempo dell' ignoranza e del pressapochismo è finito, se si vuole sopravvivere al futuro ... in tutti i campi della vita, politica, lavorativa e culturale.
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In questa foto il momento in cui ho preso a spalla, nel 1980, per la
prima volta la statua di Cristo Morto, provando esattamente le stesse
sensazioni descritte nella e-mail sottostante, inviatami dall' avv. C. S.
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Egregio dott. Franco Stanzione,
sono un "giovane" avvocato di Trani da sempre cultore e appassionato di tradizioni locali e processioni. Le scrivo questa mia mail perchè, dopo aver visitato casualmente il suo Blog, ho avvertito la necessità di ringraziarLa per l' enorme contributo che Lei fornisce alla salvaguardia e diffusione delle nostre tradizioni locali. Il Suo bellissimo e interessantissimo Blog non soltanto istruisce, diffondendo la cultura delle tradizioni molfettesi (che personalmente già conoscevo) e non, ma è in grado (cosa estremamente rara) di rendere il senso materico delle emozioni che riesce a trasmettere. Crea una sorta di immedesimazione in ciò che descrive e documenta con il lungo excursus fotografico. Le confesso, in tutta sincerità, che la fotografia che più mi ha emozionato è la presa dai banchi del Cristo Morto nel 1980. Per chi deve portare un' Immagine sacra in processione, i momenti che precedono l' uscita, quando si è accanto all' Immagine mentre tutta la confraternita mestamente guadagna l' uscita, fino al momento in cui si solleva il dolce peso dai banchi e si varca la soglia della Chiesa, sono momenti unici e irripetibili che difficilemente si riescono a spiegare. Per non parlare delle notti insonni che precedono la processione, quando si sa di dover portare a spalla una sacra immagine. Un altro Suo grandissimo merito, adesso in qualità di Priore del Venerabile Arcisodalizio della Morte, è quello di ergersi a baluardo e difensore strenuo delle tradizioni che ci hanno tramandato i nostri Avi. Le tradizioni, costituite da tutto quell' apparato rituale unico, fuori dal tempo, sempre uguale a se stesso nei secoli eppure sempre così attuale ed emozionante, è inconciliabile con le ventate di modernità, con il cambiamento per il cambiamento, con l' ignoranza di chi vuole ricoprire cariche ma non conosce e comprende le tradizioni, perchè non le porta addosso come una seconda pelle. Questi sono i danni più perniciosi per le confraternite e le loro ataviche consuetudini. Tutto non deve cambiare, affinchè tutto cambi. Chi ha l' onore e l' onere di ricoprire cariche ai vertici di una confraternita ha, a mio avviso, il dovere morale di custodire e tramandare ciò che ci è stato tramandato da tutti coloro i quali sono vissuti prima di noi. Se noi oggi siamo ciò che siamo lo dobbiamo a loro e il nostro senso di devota deferenza e gratitudine deve essere rivolto soltanto e sempre a loro. Nessuno, e sottolineo nessuno, può arbitrariamente cancellare o modificare secoli di tradizioni per arbitrarie e irragionevoli prese di posizione, violentando e svilendo, in tal modo, il testimone storico-tradizionale che noi siamo chiamati soltanto a consegnare nelle mani delle generazioni future. E, Le ripeto, egregio Priore, che questo è un altro dei suoi grandissimi meriti. Per concludere questa mia lunga e forse un po' noiosa lettera telematica, voglio dirLe che, come Lei, sono orgoglioso di essere un amante e cultore delle nostre tradizioni, dei nostri bellissimi Riti della Settimana Santa, delle nostre eleganti e "spagnoleggianti" processioni. Scandiscono la nostra vita sin dall'infanzia, sono il dolce orologio della nostra esistenza terrena, hanno ancora il potere di farci chiudere lo stomaco e rendere quasi spasmodica l'attesa di una data e di un evento annuale. Ma soprattutto ci contraddistinguono, rendendo unica una comunità, le sue radici e la sua fede popolare.
Con profonda stima,
C. S.
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* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

"quelli che parlano male di Lei lo fanno per invidia perchè vedono in Lei quello che loro non saranno mai!"
sinceramente in questi sei anni di priorato stanzione l'arciconfraternita della Morte ha fatto balzi da gigante...
spero solo che chi prendera la guida
del sodalizio sia degno del suo predecessore.

Anonimo ha detto...

Concordo caro Dott. Franco, con il commento che precede il mio. Sei un grande Priore. Uso il "presente" perchè di cuore Ti auguro, (e auguro all'Arciconfraternita), di riavverti in doppio mandato alle prossime elezioni del 2013.
Un Abbraccio Fraterno, Tuo Amico, Roberto Soru

Franco Stanzione ha detto...

Carissimo Roberto, grazie anche a te per l' apprezzamento verso quello che faccio, ma sappi una cosa: in vita mia, anche se dovessi nascere di nuovo, non mi ripresenterò candidato nemmeno alle elezioni per il capo classe della prima elementare ... io non chiederò mai più voti a nessuno.
Senza contare poi che le "minestre riscaldate" non sono mai buone come la prima.

Lucia Mozzillo ha detto...

Mi associo all'auspicio di un nuovo mandato espresso dal sign. Soru, cosa che ho sempre auspicato anche io. Mi permetta però di dirle, dott. Stanzione, che non penso proprio che un suo ulteriore mandato possa essere una minestrina riscaldata. Lei ha dato tanto all'Arciconfraternita della Morte e ai nostri riti e sono sicura che potrebbe dare ancora tanto. Parlando così lei sminuisce il suo profondo amore, la sua autentica passione e il suo attaccamento ai nostri riti della Settimana Santa che sono la linfa vitale di tutto il suo lavoro passato, presente e futuro.

Franco Stanzione - Molfetta ha detto...

Forse mi sono spiegato male; ad ogni modo, sig.na Lucia, stia tranquilla, che a nessuno mai verrà in mente di richiamarmi a fare il priore, perchè (lo chieda ai nostri comuni amici per conferma) altrimenti non starebbero a succedere le cose che stanno invece succedendo.
Lì dentro non ho mai pensato di avere una riconoscenza.
Semmai sono più che convinto che nella vita bisogna sapere quando ritirarsi in buon ordine e non forzare mai gli eventi, se non si vuole rovinare quello che di buono si è fatto prima.
Nel frattempo spero che i ragazzi di ora diventino grandi subito, in modo da eliminare definitivamente quelli della mia generazione, che sono la parte peggiore dell' Arciconfraternita; io rimpiango gli anziani di una volta.

Lucia Mozzillo ha detto...

Avevo inteso male il suo intervento e mi scuso se la cosa le ha arrecato disturbo. So che in questo periodo le cose all'Arciconfraternita della Morte non stanno andando bene, non conosco i particolari della vicenda e non faccio domande ai nostri comuni amici perchè sono cose che non mi riguardano. Però sappia che mi dispiace molto per quanto sta succedendo. E sono sincera come lo ero nel mio precedente intervento...non si sarà capito perchè forse mi sono spiegata male.

Danny ha detto...

Con tutta la stima che ho per Franco penso che ormai ciò che si è potuto fare è stato fatto. Durante questi 6 anni si è gestito in un certo modo la vita confraternale e tutto ciò che riguarda le processioni indirizzando il tutto verso una certa strada. Il compito dell'attuale amministrazione è stato quello di spianare questa strada gettando le basi di un corretto modus operandi all'interno della confraternita. Ora tocca alla nuova amministrazione ed in primis ai confratelli seguire la strada tracciata e non cercare di farne una nuova o addirittura distruggere le basi gettate per evitare di rovinare tutto ciò che di buono è stato fatto in questi anni. Non si può sperare sempre nelle stesse persone, bisogna invece impegnarsi di più, assumere una posizione precisa e soprattutto prendere coscienza di che strada si vuole seguire. La strada giusta già c'è poi pro o contro, il tempo darà ragione.

Pasquale Ago ha detto...

Quando nel giugno 2000, a soli 23 anni, mi candidai e fui eletto segretario dell'Arciconfraternita del SS. Crocifisso di Sessa Aurunca (carica che ricopro ancora), mio padre (priore uscente e quindi esperto in questo) mi disse: ma sei sicuro di quello che fai ... ti ammazzerai di lavoro e nessuno ti renderà mai merito per quello che farai, anzi saranno sempre pronti ad evidenziare i tuoi errori. Io risposi: papà, io entro per amore della confraternita, per quello che rappresenta e che sempre rappresenterà nella mia vita ! FRANCO ha svolto il proprio ruolo in questo modo, mettendo avanti a tutto la confraternita e per questo merita solo un plauso, incondizionato e senza se e ma !