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venerdì 22 gennaio 2010

L’ Addolorata

A cura del prof. Cosmo Tridente.

L’ Addolorata (o Maria Addolorata o Madonna Addolorata o Maria dei sette dolori), in latino Mater Dolorosa, è un titolo con cui viene molte volte chiamata e invocata dai cristiani Maria, la madre di Gesù. L’ unico evangelista ad annotare la presenza della Vergine sul Golgota è Giovanni. Infatti leggiamo nel suo testo (19,25): «Presso la Croce di Gesù stavano sua Madre e la sorella di sua Madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala». Gli altri evangelisti (Matteo, Marco, Luca) non annotano questa presenza, anche se citano il nome delle pie donne che erano al seguito di Gesù e assistettero sul Calvario alla sua morte. Episodio quindi autentico, testimoniato dal Vangelo, quello dell’ Addolorata. Non così invece quello della Pietà. Nessuno dei quattro evangelisti descrive la scena del cadavere di Gesù schiodato dalla Croce e deposto sulle ginocchia della Madre. Questo episodio appartiene alla tradizione, non al riferimento testuale del Nuovo Testamento.
Per la Vergine Addolorata non si celebra la novena, come per le altre Madonne venerate nel corso dell’anno, ma il “settenario”, chiamato così perché contempla i sette dolori della Madre di Dio. Vediamoli:

1° Dolore: Simeone predice a Maria la passione e morte di suo Figlio;
2° Dolore: L’ angelo annunzia a Maria la crudele esecuzione operata da Erode;
3° Dolore: Maria smarrisce nel tempio il suo amatissimo Figlio e lo ritrova dopo tre giorni;
4° Dolore: Maria ha notizia di suo Figlio nell’ orto del Getsemani e dei barbari trattamenti praticatigli;
5° Dolore: Maria incontra suo Figlio sanguinante sulla strada del Calvario;
6° Dolore: Maria assiste alla crocifissione di suo Figlio;
7° Dolore: Maria vede morire e seppellire il suo amatissimo Figlio.

La commemorazione dell’ Addolorata ricorre il venerdì che precede la domenica delle palme sotto il titolo: “I sette dolori di Maria”. Infatti, per lasciare la figura di Gesù protagonista del venerdì santo, nel calendario liturgico la celebrazione dei patimenti è stata anticipata di una settimana. Oltre che il venerdì di passione, l’ Addolorata fu venerata con un’altra festa fuori dal ciclo quaresimale, la terza domenica di settembre. Essa fu istituita da Pio VII nel 1814 per reazione alle campagne napoleoniche contro la Chiesa. Pio X nel 1914 stabilì definitivamente la ricorrenza liturgica dell’ Addolorata il 15 settembre.
Nella cronistoria dell’ Arciconfraternita della Morte quante sono state le statue dell’Addolorata da essa venerate? Come ha scritto Orazio Panunzio, nessuno potrebbe affermarlo con certezza, giacchè non esistono a tale riguardo notizie documentali. Probabilmente non meno di quattro. Le conoscenze della prima sprofondano nell’ ignoto. Di quella che forse è stata la seconda versione un riscontro è possibile.
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Si tratta della statua che si trova attualmente in una nicchia della cappella cimiteriale dell’ Arciconfraternita. Come le altre che l’hanno seguita, anche questa immagine dell’Addolorata è ritratta in abito e manto luttuosi, presso la croce ornata di sindone, che essa abbraccia con la mano destra, mentre con la sinistra regge un fazzoletto per tergersi le lacrime. Il viso, rigato dal pianto, è rivolto al cielo in segno di supplica; il petto è trafitto dallo spadino, simbolo della funesta profezia di Simeone. Questa statua, per gran parte dell’Ottocento, fu la protagonista del venerdì di passione.
Nel 1905-1906 fu sostituita con un’altra immagine, anch’essa scolpita in legno, e recata in processione fino al 1957.
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L’ attuale statua dell’Addolorata fu plasmata dal Cozzoli nel 1957 e fu portata in processione il venerdì di passione del 1958 ma lo scultore non potette vederla perché morì il 15 febbraio del 1957. La statua fu donata all’Arciconfraternita dalla Sig .ra Antonietta Magarelli, residente ad Hoboken, come leggiamo in una sua lettera inviata al priore pro tempore, prof. Pasquale Regina, datata 3 giugno 1957: «La sottoscritta Antonietta Magarelli a perenne ricordo e devozione per spirituale debito di riconoscenza si permette offrire a codesta Venerabile Arciconfraternita una nuova Immagine, in cartapesta lavorata dal defunto scultore Prof. Giulio Cozzoli raffigurante Maria Santissima Addolorata unitamente al velo. A tale scopo prega V. S. Ill. ma, i Componenti l’ Amministrazione e tutti i Confratelli dell’ Arciconfraternita affinché la predetta Immagine venga a sostituire la vecchia e sia esposta nella Chiesa del Purgatorio durante le Funzioni delle Domeniche di Quaresima, del Sacro Settenario ed infine portata in Processione nel Venerdì di Passione per le vie di Molfetta …»

La sig. ra Antonetta Magarelli

La precedente statua fu “prestata” alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù, su proposta del priore in carica, Giuseppe Tridente (mio zio), come risulta dal verbale di assemblea dell’ Arciconfraternita del 1 luglio 1962: «Il priore chiede ai presenti l’autorizzazione a prestare la Madonna Addolorata che si trova nella vecchia Chiesa della Morte, alla Chiesa del Cuore di Gesù, dove sarà venerata. Il Padre spirituale (Don Michele Carabellese) è di accordo e ne farà parola al Vescovo. Il socio Regina Francesco dice: poiché la proposta viene dal presidente, il quale mostra un suo desiderio, merita accoglimento. L’ assemblea accoglie con piacere ed approva, però desidera che il Parroco di quella Chiesa, qualunque esso potrà essere, dovrà riconoscere a titolo di prestito, ma il diritto di proprietà è sempre della Chiesa del Purgatorio, in modo che in qualsiasi momento la Confraternita della Morte potesse aver bisogno sarà padrona di ritirarsela».

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Con questa opera si concluse un periodo storico per l’Arciconfraternita della Morte: il cinquantennio dal 1907 al 1956. In questo arco di tempo lo scultore, con apprezzabile perizia, plasmò in cartapesta le statue sostituendo via via le precedenti che erano in legno. L’ unica delle statue originarie rimaste è la preziosa immagine della Madonna della Pietà, pur se leggermente ritoccata nel volto.
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* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Le foto provengono dall' archivio privato del dott. Franco Stanzione.

1 commento:

Anonimo ha detto...

caro Franco con tanta meraviglia ho visto la foto; e'una che non avevo mai vista. sara' una sorpresa per mia moglie e mio cognato di vedere questa foto,( al momento sono fuori paese) grazie del ricordo,
michele Balacco