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venerdì 15 maggio 2009

E' scomparso un simbolo della Settimana Santa molfettese

Il 13 maggio è scomparso in Roma il dott. Mario Saverio Cozzoli, stroncato da quel male che personalmente preferisco non nominare perchè ha perseguitato e perseguita ancora membri della mia famiglia.
Il dott. Cozzoli (Saverio per gli amici più stretti, tra i quali mi onoro di esserci stato anche io), era confratello dell' Arciconfraternita di S. Stefano, della Morte e del SS. Sacramento alle cui attività, pur risiedendo a Roma, ha sempre partecipato con assiduità, senz' altro molto più di tanti iscritti che abitano a Molfetta e che si vedono, se pure, solo in occasione della Bussola.
Saverio Cozzoli era infatti un Confratello con la C maiuscola, non semplicemente uno dei tanti; infatti se è vero che l' adesione ai nostri Sodalizi conferisce a tutti gli stessi diritti (si pensa solo a questi ultimamente, molto meno ai doveri) è un dato di fatto che, quasi per selezione naturale, vi siano alla fine confratelli e semplici iscritti.
Mi pare ovvio che una confraternita progredisce grazie ai primi e non ai secondi.
Saverio, lo ripeto, era tra i primi; indimenticabili sono i suoi interventi alle assemblee, per chi come il sottoscritto è sempre stato presente in ogni aspetto della vita confraternale delle due Arciconfraternite.
Persona di elevata cultura politica, artistica ed umanistica, è stato da giovane vice presidente nazionale dell' Azione Cattolica Italiana.
E' stato da giovanissimo, addirittura sino all' età di settant' anni, portatore delle Sacre Immagini dell' Addolorata, di Cristo Morto e della Pietà.
Fino all' ultima Settimana Santa, trascorsa da poco più di un mese, ha voluto presenziare a tutte le processioni e celebrazioni, pur già compromesso dalla malattia.
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Consegna della targa per i 50 anni di appartenenza
all' Arciconfraternita della Morte nel novembre 2005
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Saverio, stando a Roma, manteneva i suoi contatti con Molfetta e con l' Arciconfraternita della Morte, per quello che riguarda il mio rapporto di amicizia con lui, attraverso lunghissime quanto piacevoli conversazioni telefoniche; io lo tenevo aggiornato su tutto e, devo dire, molte volte ho anche accettato i suoi consigli che mi sono serviti a meglio svolgere il mio ruolo di Priore.
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Sabato Santo 2007 in Cattedrale, poco prima dell' uscita
della processione della Pietà
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Avrebbe potuto degnamente ricoprire la carica di Priore di S. Stefano come della Morte, perchè per confratelli come lui la distanza da Molfetta non avrebbe potuto costituire un impedimento; Saverio era ogni giorno a Molfetta col cuore, in S. Stefano e nel Purgatorio.
A tal punto che due giorni prima di lasciare questo mondo ha voluto, attraverso le poche parole scambiate al telefono con me e con il Priore di S. Stefano, congedarsi per sempre dalle sue tanto amate Arciconfraternite.
Oggi pomeriggio si sono celebrati i suoi funerali nella Chiesa di S. Stefano, alla presenza degli amici più cari e con il visibile contorno di quei confratelli a lui più vicini nella condivisione di certi valori in cui Saverio ha creduto e nei quali anche noi crediamo.
Non mi sento di aggiungere altro, per ora; dico solo che dal 13 maggio 2009 S. Stefano e la Morte sono prive di un tassello importante della loro storia.
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* Testo di Franco Stanzione.
* Fotografie di Foto Umberto - Molfetta, provenienti dall' archivio personale del dott. Franco Stanzione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Spero ardentemente che tutti noi giovani Confratelli possiamo prendere da te l'attaccamento alla nostre Arciconfraternite e il loro viverle quotidianamente, passione e devozione,anche a tanti chilometri di distanza.
Arrivederci don Saverio...

Anonimo ha detto...

Insieme agli altri amici di Sessa Aurunca, ho avuto il piacere di conoscere il Sig. Cozzoli durante le nostre visite a Molfetta e la sua gentilezza mi è rimasta impressa, pari solo alla passione per le tradizioni molfettesi che traspariva da ogni suo gesto. Condoglianze vivissime alla famiglia Cozzoli da parte mia, della mia famiglia e dei confratelli di Sessa Aurunca.
Pasquale Ago