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Online da lunedì 29 ottobre 2007


Visualizzazioni ultima settimana

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domenica 22 febbraio 2009

La processione della Croce dal 2005 al 2008

Martedì 24 febbraio, a mezzanotte in punto, i trentatre rintocchi del campanone della Cattedrale annunzieranno l' inizio della Quaresima.
Iniziamo questa Quaresima 2009 con una retrospettiva fotografica della processione della Croce, organizzata dall' Arciconfraternita della Morte negli ultimi quattro anni.
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2005
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2006
(Si esce dalla Cattedrale a causa del restauro del Purgatorio)

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2007
(Si esce dal Purgatorio, ma la chiesa è ancora inagibile per restauro)
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Sosta davanti alla chiesa di S. Stefano
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2008
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* Testo di Franco Stanzione.
* Foto provenienti dall' Archivio personale del dott. Franco Stanzione.

sabato 21 febbraio 2009

L' Addolorata di Minervino Murge (BA)

Nell' attesa dell' ormai imminente Quaresima, mi fa piacere proporre le immagini della bellissima Madonna Addolorata di Minervino Murge, cittadina pugliese al confine con la Basilicata.
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Ho ricevuto infatti proprio alcune ore fa una e-mail del sig. Luigi Posa di Minervino Murge, il quale cortesemente mi ha scritto:
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Carissimo fratello, mi presento ... sono Luigi Posa, il responsabile del ramo maschile del Terz' Ordine Carmelitano di Minervino Murge; mi occupo inoltre del culto dell'Addolorata che è antichissimo nel mio paese.
Infatti il Settenario si svolge due volte l'anno in preparazione alla festa del 15 settembre e a quella del Venerdi delle Palme in cui si svolge la processione.
L' antico e venerato simulacro della S. Vergine è una scultura lignea di fattura napoletana, comprata a Napoli nel 1796, vestita con un abito in seta con ricami in oro e custodito nella Cattedrale.
Poichè come te sono molto devoto dell'Addolorata esprimo il mio apprezzamento per la tua opera e ti invio le immagini della nostra Madonna Addolorata mentre ti saluto fraternamente .
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Ringrazio davvero tanto l' amico Luigi Posa di Minervino Murge, per il gradito invio delle foto, che mi hanno dato la opportunità di conoscere questa stupenda altra Immagine della Vergine dei Dolori.
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* Testo di Franco Stanzione.
* Foto fornite dal sig. Luigi Posa - Minervino Murge (BA).

lunedì 16 febbraio 2009

Detti popolari molfettesi su San Pietro

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Il prof. Cosmo Tridente, del quale ho già pubblicato alcuni suoi scritti su questo sito, inizia da oggi ufficialmente la sua collaborazione con "La mia Settimana Santa".
Voglio ringraziarlo, sin da ora, per il qualificato aiuto che continuerà a darmi nel diffondere correttamente le tradizioni molfettesi legate alla Quaresima e alla Settimana Santa anche se, in verità, Egli è anche un meticoloso e attento studioso di tutte le altre della nostra città.
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San Pietro, com’è noto dai Vangeli, fu tra i più intraprendenti e sicuramente il più impulsivo degli apostoli, per cui ne divenne il portavoce e capo riconosciuto, con la celebre promessa del primato: “E io ti dico che sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. Ti darò le chiavi del regno dei cieli e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”(Matteo 16,18). Questo grande personaggio evangelico non è stato risparmiato dalla leggenda, la quale ha fatto propri alcuni detti o locuzioni che spesso udiamo nel linguaggio popolare. Vediamoli, ricordando ai lettori che nel lessico dialettale la “e” non accentata non va letta.
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Ci a’ ppèrse…u presutte ( Chi ha perso… il prosciutto): Un giorno, mentre peregrinava con il suo Maestro, San Pietro trovò un prosciutto, perso da qualche benestante della Galilea. Subito la sua mente fu colta da un difficile dilemma: restituire il prosciutto al legittimo proprietario, compiendo così un gesto di onestà, oppure trattenere il prosciutto e farsi una scorpacciata una volta tanto nella vita. La scelta della decisione gli procurava gran turbamento. Allora chiese a nostro Signore come dovesse comportansi. Il Maestro gli rispose: “restituisci il prosciutto a colui che l’ha perduto, cercando il proprietario a squarciagola”. San Pietro obbedì e cominciò a gridare ci a’ ppèrse…u presutte, nei crocicchi delle strade affinché tutti potessero udirlo. Ma per il troppo gridare, gli venne una afonìa. Sicchè l’ultima parola, “u presutte”, a mala pena era udita dalla gente: “u pr(sutte)”. Si fece quindi strada la realizzazione della seconda possibilità, segretamente nascosta nel suo cuore: tenersi il prosciutto e farsi una bella scorpacciata all’insaputa del Maestro.
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La strasciàiene de Sén Bìete ( La scia di San Pietro). L’apostolo Pietro, giunto in Paradiso, volle costruirsi un giaciglio di fieno per poter riposare più agiatamente. Per procurarsi la paglia, tornò fra gli uomini e con una bracciata ne prese talmente tanta che lungo il cammino dalla terra al cielo, non riuscendo a contenere tra le braccia il traboccante carico di fieno, seminò un’estesa scia di fili d’oro, dando origine alla Via Lattea che, per la grande distanza dalla terra, appare biancastra.
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U Pèsce Sén Bìete ( Il pesce San Pietro, Zeus faber ). Molto gradito sulle nostre tavole, è un pesce fornito di macchie nere al di sopra della parte terminale della pinna pettorale. Secondo una leggenda, queste macchie sarebbero le impronte digitali dell’apostolo Pietro che avrebbe afferrato questo pesce per prelevare dalla sua bocca una moneta che in quel momento gli serviva per pagare un tributo.

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Sén Bìete u tegnéuse (San Pietro il “tignoso”). Il detto, ricordato particolarmente dagli anziani, è riferito alla vecchia statua di San Pietro, portata in processione fino al sabato santo del 1947: aveva la mano destra sulla fronte, nel sovvenimento di aver rinnegato il Maestro e la mano sinistra distesa sul gallo, quasi a imporgli di tacere. La statua raffigurava un uomo anziano, con la barba grigia e un’ampia calvizie che veniva considerata quasi fosse una vasta area di diradamento dei capelli dovuta alla tigna, una malattia parassitaria del cuoio capelluto che all’inizio del secolo era ancora molto diffusa a Molfetta, specialmente nella città vecchia, a causa dell’arretratezza delle condizioni igieniche. Per questa similitudine, San Pietro era chiamato “il tignoso”, appellativo benevolo che certo non voleva essere irriverente, bensì un segno di familiare confidenza, spinto fino a considerare il Santo come “il protettore dei tignosi”.
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Re péiete de Sén Bìete (Le pietre di San Pietro). In quel tempo Gesù camminava con i suoi apostoli e arrivarono in un paese. Cercarono pane, ma non c’era pane. Allora Gesù disse ai suoi apostoli: “Prendete ciascuno una pietra”. Gli apostoli non capivano a cosa servisse precisamente, ma obbedirono: Chi se la prese in un modo, chi in un altro. Simon Pietro, che era pigro e indolente, se ne pigliò una piccola piccola e camminava così. Gli altri invece trasportavano dei pietroni, grandi e pesanti. Camminarono a lungo in questo modo, ognuno con la sua pietra addosso, tutti gli apostoli, appesantiti e sudati per il gran peso, tranne Pietro, che camminava leggero e gongolando. Dopo, Gesù disse: “Fermiamoci in questo spiazzale e ponete le pietre per terra” e subito le pietre diventarono pane e Gesù continuò: “Prendete e mangiatene tutti, ciascuno il suo pezzo di pane”. San Pietro, vedendo questo miracolo, ci rimase malissimo e disse a Gesù: “Gesù, e io questa miserabile mollica devo mangiare?” E Gesù rispose: “Se uno è pigro o si sente furbo poi ne paga le conseguenze e non si deve lamentare”.
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U sfrecatóreie de Sèn Bìete (Le legnate di San Pietro). Una notte il Santo aveva buscato una doppia razione di legnate mentre era ospite con Giovanni presso la stalla di un contadino. Costui aveva offerto loro ospitalità a patto che non facessero rumori molesti, altrimenti sarebbero state botte. Pietro cominciò a russare e svegliò il contadino, il quale accorse con un robusto randello e vibrò legnate sul primo che incontrò: cioè Pietro. Ma il padrone era generoso e concesse loro un’altra chance. Stavolta Pietro fece il furbo: per non doversi subire una seconda razione di randellate, scambiò il posto con Giovanni. Appena riaddormentato, Pietro riattacca la fanfara. Inesorabile l’arrivo del padrone, che non solo era generoso ma anche giusto: infatti per distribuire equamente le legnate si avventò sul secondo ospite, ahimè ancora Pietro, il quale esclamò: “Ho capito la lezione: mi devo allenare a soffrire: Se è questa la strada che porta al cielo, ben vengano le legnate!”.
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Se dè lé mén’è mbrònde com’a Sén Bìete (Si dà la mano in fronte come San Pietro). Si tratta di un gesto di pentimento riferito a persone consapevoli di aver sbagliato in un’azione o nel linguaggio.
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Nén zì facénne lè mémme de Sèn Bìete (Non fare la mamma di San Pietro). Il detto trae origine da una leggenda popolare e vuole significare che nella vita bisogna avere spirito di solidarietà verso il prossimo, specialmente verso i poveri e gli emarginati. Un giorno, la madre di san Pietro, donna avara e cattiva, mentre sciacquava in un ruscello delle cipolle appena colte, se ne fece sfuggire una di mano, che fu portata via dalla corrente. Poco più giù, una povera vecchina riuscì ad afferrare l’ortaggio e chiese alla madre di san Pietro il permesso di mangiarlo, perché aveva fame. Quella, per la prima volta nella sua vita, fu colta da benevolenza e acconsentì.
Quando la mamma di san Pietro morì, fu mandata al Purgatorio a causa della sua avarizia, affinché potesse purificare la sua anima prima di salire nel Regno dei Cieli. Lei, allora, ricorse al figlio. «Figliolo, mi hanno messo tra le fiamme; è un tormento. Non abbandonare la tua mammina, portami in paradiso con te». San Pietro le rispose che non si poteva: «Cosa direbbero le altre anime, mamma?» La donna, però, non faceva altro che chiamarlo per ripetergli di trasferirla in paradiso. Così, per far cessare quel lamento, san Pietro si decise ad invocare l’intervento di Gesù per tirarla via di lì. «Dopo tutto – disse il santo –, una volta ha fatto la carità ad una vecchia affamata. Le ha regalato una cipolla». A Gesù venne quasi da ridere, però, per far piacere a Pietro, acconsentì che la madre potesse uscire dal Purgatorio. «Se è stata così caritatevole – disse ironicamente Gesù –, falla appendere ad una resta di cipolle e portala con te in paradiso».
Appesa la madre alla resta, il santo cominciò a farla salire verso il paradiso, ma altre anime purganti si avvinghiarono alla veste della donna per salvarsi anch’esse. Ella, allora, cattiva com’era, urlò loro di staccarsi e menava calcioni, perché voleva salvarsi da sola. E tanto urlò e si dimenò che la resta si spezzò, facendola precipitare nuovamente e definitivamente al Purgatorio.
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La mescolanza di sacro e profano in questo scritto non deve essere ritenuta dissacratoria nei confronti del “principe degli apostoli”, qual’era San Pietro. Né bisogna ritenere irriguardosi certi modi di dire dialettali, conservati in una lunga tradizione orale che altro non fa che rafforzare le tradizioni di un popolo. Si sa che il popolo vive il sacro intensamente nel suo svolgersi, ma fuori della funzione sacra si abbandona ad una sorta di rivivimento ironico del sacro stesso. E di capacità ironiche del popolo abbiamo una infinità di esempi.
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* Testo del prof. Cosmo Tridente.
* Foto di Franco Stanzione.

sabato 14 febbraio 2009

Cronaca del Convegno Nazionale su "Settimana Santa e Internet" - Chiesa del Purgatorio 7/2/2009 Parte 5^

Lunedì scorso, due giorni dopo lo svolgimento del Convegno su "Settimana Santa e internet", ho sentito per telefono, come spessissimo accade, il mio carissimo amico trapanese dott. Giovanni Cammareri, giornalista, cultore e studioso di tradizioni popolari, il quale mi ha dapprima rivolto alcune domande su come si era svolto e poi su come la pensassi su certi altri aspetti dello stesso argomento.
Al termine della telefonata mi ha chiesto l' assenso a che una sintesi della nostra telefonata diventasse parte di un articolo sul Convegno svoltosi a Molfetta, da pubblicare sul settimanale trapanese "Monitor" (http://www.monitortp.it).
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A distanza di pochissimi giorni, esattamente il 13 febbraio, Monitor ha pubblicato un interessante articolo sul Convegno organizzato a Molfetta dall' Arciconfraternita della Morte, a firma di Giovanni Cammareri che ringrazio.
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Approfittando della mia grande amicizia con il dott. Beppino Tartaro, rimando la lettura dell' articolo al seguente link:
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* Testo di Franco Stanzione.
* Foto tratte dal web.

martedì 10 febbraio 2009

Cronaca del Convegno Nazionale su "Settimana Santa e Internet" - Chiesa del Purgatorio 7/2/2009 Parte 3^

L' intervento di Rosario Ago al Convegno
"Settimana Santa e Internet"

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Tra i relatori del Convegno su "Settimana Santa e Internet" avrebbe dovuto esserci il mio amico Rosario Ago di Sessa Aurunca; purtroppo egli ha dovuto essere assente per motivi strettamente familiari ma, pur di mantenere fede all' impegno assunto di dare un suo contributo al convegno, ha realizzato un pregevolissimo video che è stato proiettato nella occasione.


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Rosario Ago ha parlato della sua esperienza come webmaster del sito


"La Settimana Santa a Sessa Aurunca"




http://www.settimanasanta.com
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Riporto il testo del filmato visibile al link (http://www.settimanasanta.com).
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Relazione tratta dal video

“Sessa Aurunca e il sito sulla Settimana Santa”
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Intervento di Pasquale Ago
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Utilizzo internet dal 1996, e negli anni ho imparato ad apprezzarne le potenzialità, che ritengo in parte siano ancora inesplorate. Fin dall’inizio, ho maturato, da profondo amatore quale sono della Settimana Santa a Sessa Aurunca e da confratello dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso, il proposito di vedere le tradizioni della mia città finalmente presenti sul web.
Nel mese di febbraio del 1998, questa mia intenzione cominciò a concretizzarsi. Non si trattava di un vero e proprio sito, tra l’altro, le poche pagine pubblicate, erano ospitate sul dominio del Comune di Sessa Aurunca, ma solo di un primo tentativo di diffondere sulla rete le informazioni sulla nostra Settimana Santa.
Ricordo ancora le tante giornate trascorse dinanzi al mio vecchio PC, a scannerizzare fotografie, a scrivere i primi testi, e soprattutto, a concepire la grafica. Ma alla fine, il 18 marzo del 1998, dopo aver chiesto ed ottenuto l’assenso da parte di alcuni fra i confratelli più anziani della mia città, pubblicai finalmente il lavoro.
Le mie conoscenze del linguaggio html, utilizzato per creare quelle prime pagine web, erano decisamente limitate e pertanto anche la qualità e la grafica erano sicuramente molto semplici; ciò nonostante l’idea piacque a molti e per questo, a distanza di circa due anni dalla pubblicazione del sito, mio fratello Rosario, raccolse il mio testimone trasformando quelle che erano soltanto delle piccole informazioni su internet esposte in maniere anche molto spartana in un vero e proprio sito internet con tanto di dominio.
Nasce così
www.settimanasanta.com uno fra i primi domini in Italia ad essere registrati sull’argomento Settimana Santa.
Da allora il sito è cresciuto tantissimo sia in termini di contenuti ma soprattutto in termini di collegamenti, di contatti, e questo ha davvero sorpreso tutti, anche il sottoscritto, che tanti anni prima ne aveva voluto la nascita.
Oggi può essere considerato un vero e proprio “portale” dal quale è possibile accedere a tutto quello che su internet è pubblicato in modo diretto e indiretto sull’argomento Settimana Santa a Sessa Aurunca.
Credo, però, che nessuno meglio di mio fratello possa parlarvi di tutto questo.

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Intervento di Rosario Ago
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La prima difficoltà incontrata quando nel 2000 rielaborai le pagine web sulla Settimana Santa, realizzate da mio fratello Pasquale, fu la ricerca e la selezione del materiale da pubblicare.
Era necessario, infatti, integrare il povero corredo fotografico del precedente sito ed offrire ulteriori informazioni su alcuni aspetti della nostra Settimana Santa, erano stati affrontati solo marginalmente da mio fratello.
Oggi, ovviamente, è più facile procurarsi fotografie, filmati, ma 9 anni fa non era così semplice!
Le informazioni a mia disposizione erano davvero scarse poiché era disponibile solo un testo sull’argomento, neanche troppo aggiornato. Mi ispirai allora alle considerazioni e ai ricordi di alcuni confratelli, fra cui mio padre, che all’epoca era il priore dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso.
Dal 2002, iniziai, poi, personalmente a fotografare tutte le processioni e le funzioni ed a pubblicare, man mano, anno per anno, il materiale raccolto.
Con il diffondersi delle tecnologie multimediali, cominciai a realizzare dei brevi filmati che poi con il tempo sono diventati sempre più numerosi costituendo un vero e proprio archivio a cui tutti possono accedere liberamente.
Oggi, il mio lavoro è facilitato dalla collaborazione di molte persone che mi inviano materiale da pubblicare, foto, immagini, testi, registrazioni audio, sempre con un livello qualitativo in crescita.
Negli ultimi due anni, poi, con la collaborazione di mio fratello e di altri amici, abbiamo attivato un forum di discussione, abbiamo attivato un blog dove vengono, di volta in volta, pubblicati comunicati, articoli relativi alle varie confraternite, o al mondo quaresimale. Questi innovativi strumenti di comunicazione hanno ulteriormente favorito la crescita del sito web tant’è che la nostra Settimana Santa è sbarcata anche su Wikipedia, su Youtube e di recente anche su Facebook.
Oggi il sito è presente in molti circuiti di siti cattolici, in quasi tutti i siti della Settimana Santa in Italia e nel mondo ed ha ricevuto nel corso degli anni molte richieste di scambio links, tra le quali una delle prime fu, appunto, quella dell’amico Beppino Tartaro, instancabile webmaster del sito della Processione dei Misteri di Trapani.
In 11 anni, dal ’98 ad oggi, ha avuto circa 100.000 visite e diverse citazioni e recensioni su giornali e quotidiani locali e nazionali (fra cui il National Geografic, Corriere della Sera, Repubblica, e tanti altri locali).
Nel corso degli anni il sito ha incentivato la crescita del numero di turisti e visitatori durante le nostre processioni. Ricordo che alcuni mi dissero quando creai il sito che offrendo tutte le notizie su internet, nessuno sarebbe più venuto a Sessa per vedere le processioni di persona. Nulla di più falso
Oggi il numero è sempre in crescita e buona parte del merito credo vada proprio ad internet.
Da tre anni, inoltre, abbiamo avviato un innovativo progetto sul sito; utilizzando alcune webcam dislocate lungo il percorso. Inizialmente abbiamo trasmesso in diretta solo alcuni dei momenti salienti della Processione del Venerdì e del Sabato Santo. Nel 2008, erano circa 10 le webcam disposte lungo il percorso e online già dal Lunedì Santo fino al Lunedì in Albis. Quindi abbiamo dato a tutti la possibilità di guardare tutta la Settimana Santa. Sono state centinaia le visite ed i contatti ricevuti soprattutto da residenti fuori sede all’estero (dagli Stati Uniti all’Argentina). E’ un’iniziativa che mi auguro possa proseguire anche in futuro, visto il discreto successo che ha riscontrato.
Un ulteriore e non meno importante aspetto legato al sito della nostra Settimana Santa è l’effetto che ha avuto sulle 6 confraternite cittadine. Infatti, in questi anni, 5 confraternite su 6 si sono dotate di siti internet ricchi di informazioni, di aggiornamenti e quant’altro. E non solo, alcune confraternite si sono anche dotate di ulteriori mezzi e strumenti di comunicazione, come forum, mailing-list, newsletter. Quindi, sicuramente un influsso positivo anche sulle stesse confraternite.
A questo punto non mi resta che invitarvi a visitare il sito, raggiungibile all’indirizzo
www.settimanasanta.com o http://www.settimanasanta.it/ .
Mi auguro accorrerete in tanti, soprattutto vi invito a lasciare un messaggio sul guestbook, o ad iscrivervi al forum, o ancor meglio a lasciare il vostro indirizzo per l’iscrizione alla newsletter, attraverso la quale sarete aggiornati, di volta in volta, su tutte le novità relative alla Quaresima e alla Settimana Santa di Sessa Aurunca; e vi ricordo che anche quest’anno, durante la Settimana Santa, sarà possibile visionare in diretta tutte le Processioni dal Lunedì Santo fino al Lunedì in Albis.
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La Settimana Santa a Sessa Aurunca su internet in cifre:
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1 Gb di materiale
152 pagine
570 fotografie
119 video
100.000 visitatori circa
90 links
7 siti collegati
5 siti di Confraternite
9 video su Youtube
1 guestbook
1 forum
1 blog
3 mailing list
2 newsletter
2 gruppi Facebook
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Si ringrazia il dott. Angelo Palmieri per aver realizzato il filmato.
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* Testi e foto di Rosario e Pasquale Ago.

lunedì 9 febbraio 2009

Cronaca del Convegno Nazionale su "Settimana Santa e Internet" - Chiesa del Purgatorio 7/2/2009 Parte 2^

Una delle mie grandi passioni è sempre stata la Settimana Santa Tarantina e grazie anche ai tanti amici confratelli di quella città ho potuto ampliare il giro delle mie conoscenze nell' ambito degli appassionati dei Riti Pasquali.
Ringrazio pertanto il mio carissimo amico Luca Catucci di Taranto, webmaster de "Lo Sdanghiere" (http://www.losdanghiere.com) per avermi permesso di linkare dal suo sito alcune delle relazioni esposte durante il Convegno.
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Foto ricordo: in ordine da sinistra Luca Catucci, Beppino Tartaro,
Franco Stanzione, Nicola Ferro, Luigi D'Ippolito.
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Interventi al Convegno "Settimana Santa e Internet"
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Introduzione del dott. Franco Stanzione - Molfetta
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Relazione del dott. Beppino Tartaro - Verona
http://www.losdanghiere.com/index_file/notizie172°.htm
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Contributo del Sig. Luca Catucci - Taranto
http://www.losdanghiere.com/index_file/notizie173°.htm
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* Testo di Franco Stanzione.
* Foto di Foto Umberto - Molfetta.
* Links delle relazioni tratti da http://www.losdanghiere.com .

domenica 8 febbraio 2009

Cronaca del Convegno Nazionale su "Settimana Santa e Internet" - Chiesa del Purgatorio 7/2/2009 Parte 1^

Si è svolto ieri sera, presso la Chiesa del Purgatorio, organizzato dall' Arciconfraternita della Morte, il tanto atteso Convegno Nazionale su "Settimana Santa e Internet".
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Una buona affluenza di persone interessate all' argomento da dibattere ha caratterizzato la prima metà dei lavori.
Purtroppo un improvviso ed imprevisto acquazzone ha sicuramente impedito una ulteriore partecipazione.


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Il Priore dell' Arciconfraternita della Morte, prima di dare inizio ai lavori, ha dato la parola al Sig. Gaetano Armenio, responsabile del Progetto Settimana Santa in Puglia (http://www.settimanasantainpuglia.it/), che vede quest' anno in primo piano Molfetta ed i suoi riti pasquali .
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Il Priore ha introdotto i lavori illustrando quali sono stati i motivi che lo hanno indotto ad organizzare il convegno e a realizzare il suo sito "La mia Settimana Santa" (http://lamiasettimanasanta.net).
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Successivamente la parola è passata al dott. Beppino Tartaro, webmaster del sito più famoso in Italia sulla Settimana Santa e sulla processione dei Misteri di Trapani (http://www.processionemisteritp.it).
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Dopo la interessante esposizione del dott. Tartaro, ha parlato il dott. Francesco Cambione di Bitonto, per illustrare i contenuti e gli scopi del suo sito sulla "Settimana Santa a Bitonto" (http://www.settimanasantabitonto.it).
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Quindi il sig. Luca Catucci ha parlato dei riti pasquali tarantini, attraverso il suo sito "Lo Sdanghiere" (http://www.losdanghiere.com).
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Avrebbe dovuto essere presente per dare il suo contributo al convegno anche il sig. Rosario Ago da Sessa Aurunca; motivi familiari gli hanno impedito di essere presente a Molfetta, per cui egli ha inviato nei giorni precedenti una registrazione su DVD del suo intervento, che è stata proiettata sullo schermo.
E' stato così possibile conoscere la "Settimana Santa a Sessa Aurunca" attraverso le pagine del sito http://www.settimanasanta.com.
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Al termine delle loro relazioni, il dott. Franco Stanzione, in qualità di organizzatore del Convegno, ha dato a tutti gli intervenuti un ricordo della manifestazione: un quadro raffigurante una fotoriproduzione su tela del volto della Pietà di Molfetta appena restaurata.
La foto è stata realizzata dello stesso Priore, notoriamente appassionato anche di fotografia.
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Conclusi i lavori, il Priore Franco Stanzione ha ringraziato gli Amministratori della Confraternita dell' Addolorata e di S. Domenico di Taranto per il loro intervento ed ha mostrato loro, non senza una punta di orgoglio tutto molfettese, i capolavori di Giulio Cozzoli appena restaurati.
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La serata ha avuto il suo epilogo con questa foto ricordo dei Priori di due tra le più famose Addolorate di Puglia, quella di Taranto e quella di Molfetta: il prof. Antonio Liuzzi ed il dott. Franco Stanzione.
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* Testo di Franco Stanzione.
* Servizio fotografico di Foto Umberto - Molfetta.