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giovedì 20 marzo 2008

La processione dell' Addolorata secondo Francesco Tempesta

Il giovane Francesco Tempesta, corrispondente di "Quindici", mi ha chiesto cortesemente di pubblicare su questo sito l' articolo da lui realizzato e già presente sulla testata online di quel periodico.
Lo accontento di buon grado.

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Venerdì 14 Marzo ore 16 in punto: processione della B.V. Addolorata a cura dell’Arciconfraternita della Morte.
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Ore 15.45. Il sagrato dinanzi al Purgatorio e lo spazio circostante brulicheranno di gente. Si avvertirà chiara la sensazione che qualcosa stia per accadere. Infatti sarà così. La porta della chiesa si schiuderà e compariranno la Croce, i due lumi, il paliotto portati dai confratelli incappucciati dell’Arciconfraternita della Morte e lo stendardo dell’Associazione femminile portato dalle donne. La Croce comincerà ad avanzare mentre la processione grazie ai ‘mazzieri’ comincerà a disporsi. Verrà posizionato il baldacchino sul sagrato mentre gli occhi della gente presente saranno puntati sul buio interno della chiesa cercando di scrutare qualcosa. Il silenzio sarà assoluto, direi assolutamente mistico quasi a richiamare angoli di un passato ormai remoto della storia cittadina.
Ore 16.00. Nel buio assoluto del Purgatorio cominceranno a farsi strada delle fievoli e tremolanti luci mentre il suono cantilenante del Vexilla farà rabbrividire i più sensibili. Il baldacchino verrà sollevato mentre il simulacro della Beata Vergine Addolorata comparirà con il suo viso pallido sul sagrato gravando sulle spalle di quattro confratelli incappucciati. Ad un cenno del maestro la banda squarcerà il silenzio surreale intonando la marcia funebre del noto compositore molfettese Vincenzo Valente, ‘Lo Sventurato’.
Il viso della Madonna si concederà ai suoi fedeli in tutto il suo dolore con gli occhi gonfi di lacrime che saranno rivolti al cielo mentre cercheranno un sollievo divino. Il suo cuore sarà trafitto da un pugnale di dolore, il dolore più lancinante e terribile, il dolore di una madre che sa di aver perso il proprio figlio per sempre. Nella sua mano un fazzoletto bianco di pizzo per asciugare le sue tremende tribolazioni.

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La folla guardandola là sul sagrato si farà il segno della Croce mentre la Madonna comincerà ad avanzare fra due ali di confratelli e consorelle dirigendosi verso la città vecchia. Ed è proprio qui che verranno richiamate sensazioni perdute nel tempo ma indelebili nel cuore di chi almeno una volta le abbia provate. La pietra viva degli edifici del centro storico, le chianche in terra, il rumore delle scarpe nere dei confratelli che per l’occasione saranno tirate a lucido, il profumo incessante della cera delle candele che arderanno, il suono triste e misterioso del Vexilla e infine la Madonna che si farà strada sfiorando i balconi da dove i fedeli appostati cercheranno di farle almeno una carezza come si fa ad un bambino che piange: saranno questi i particolari che rimarranno impressi nelle menti dei presenti quasi commossi.
La processione, preceduta dal ‘Temmure’ che intonerà il sinistro ti-tè,detto ‘u scroumme’ in molfettese, dopo il centro antico farà un salto nel tempo tuffandosi nel presente e, attraversando la parte più nuova della città, ripercorrerà come da consuetudine il suo antico itinerario che sarà poi dopo una settimana circa, rispettivamente venerdì e sabato santo, quello delle processioni dei Misteri e della Pietà.
Durante la processione si alterneranno per portare a spalla l’Addolorata quattro confratelli per tratto. I tratti, come da tradizione, saranno tre: il primo dal Purgatorio a Piazza Immacolata, il secondo da Piazza Immacolata alla chiesa di S. Teresa, il terzo dalla chiesa di S. Teresa al Purgatorio. Dopo ogni cambio i confratelli portatori si scambieranno auguri e raccomandazioni e probabilmente a qualcuno di essi, provato ed emozionato per aver avuto l’onore di aver portato la Madonna sulle proprie spalle, scapperà qualche lacrima.
Intorno alla Mezzanotte,tempo permettendo, la processione si avvierà a conclusione mentre i fedeli si accalcheranno per riuscire ad intravedere lo sguardo di dolore della Madonna che verrà nuovamente inghiottita dall’oscurità del Purgatorio. Il simulacro, con il volto rivolto verso i fedeli, passando sotto al baldacchino scomparirà lentamente mentre nell’aria risuoneranno le note sinistre dello Stabat Mater che ricorderanno ai presenti che la settimana Santa è ormai alle porte. I presenti, dopo averle avanzato qualche richiesta di intercessione, sperando in cuor loro di essere ascoltati, si faranno il segno della Croce come per salutarla.
La porta del Purgatorio verrà chiusa ma per i devoti sarà come se in quello stesso momento, anche se mancheranno ancora due giorni, si aprisse la settimana Santa simbolo di rinunce e penitenze ma anche colonna portante delle tradizioni della nostra città.

Francesco Tempesta

Le foto sono tratte dal sito del dott. Stanzione (
http://www.lamiasettimanasanta.net) che ringrazio.

* Articolo pubblicato il 13/3/2008 su http://www.quindici-molfetta.it/default.aspx?action=frmnews&main=zoomnews&tipo=news&id=8108.

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