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mercoledì 12 marzo 2008

Dall' Arciconfraternita Romana della Morte ed Orazione

Ho ricevuto dagli amici dell' Arciconfraternita Madre della Morte ed Orazione in Roma, e pubblico, il seguente articolo tratto da

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Come si può leggere, quasi in fondo all' articolo, viene citata la nostra Arciconfraternita della Morte di Molfetta.
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ARTE SACRA NELLE CONFRATERNITE
A cura di
G.P.Vigo
Pubblicato il 11/03/2008


Si è appena inaugurata nella chiesa dell’Arciconfraternita-madre di Morte ed Orazione di Roma, in via Giulia n. 262, la mostra d’arte “I patimenti di Gesù sulla Via dolorosa”.

Promossa dall’Arciconfraternita-madre di Morte ed Orazione di Roma, dall’Accademia Culturale Europea, e dal Comitato per il Cinquecentenario 1508-2008 della storica Via Giulia dell’Urbe, ha aperto al pubblico “I patimenti di Gesù sulla Via dolorosa”, mostra d’arte di Valentina Zelli.
Inaugurata alle 19.00 di lunedì 10 marzo con la prolusione della prof. Romina Gerace, rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 16,30 alle 18,30 fino a domenica 16 marzo prossima. L’ingresso è libero e tutti sono benvenuti.
Perchè un tema simile in un contesto simile? Assolutamente non per macabre attinenze che non ci sono nè si è mai inteso introdurre. Nell’invito all’evento è riportata una citazione dal Catechismo C.E.I. degli Adulti:
“La morte di Gesù non può essere spiegata solo con motivi di ordine storico ... la fede vi vede un atto salvifico di Dio ed una donazione libera di Cristo ... morto sì a causa dei peccati degli uomini ma per salvarli”.
La spiritualità delle confraternite fu -alle sue origini- e tuttora rimane fortemente improntata alla Passione redentrice di Cristo. In particolare, la spiritualità delle Confraternite della Morte contribuisce a rafforzare questo carattere salvifico: Cristo discese agli inferi per liberare anime e corpi dalla decomposizione e dalla morte eterna, tant’è che la discesa è il presupposto della salita al Cielo.
Quando si parla di “buona morte”, in chiave cristiana non si può nè si deve intendere altro che "buona" nel senso cristiano del termine, sia innanzitutto dal punto di vista di una adeguata preparazione ed assistenza spirituale, che da quello del provvedere ai servizi necessari ai diversi atti e situazioni che accompagnano quest'ultimo momento della vita poiché si tratta di vita, dell’ultimo atto della vita, ma sempre di vita si tratta.
Il tutto, ovviamente non va mai disgiunto dalla preghiera. Tutti i credenti formano un solo corpo: il bene degli uni é comunicato agli altri. Questa è la comunione dei santi, cioè la comunione alle cose sante e la comunione tra le persone sante (= coloro che hanno veramente conosciuto il Signore ed hanno conformato la loro vita al Suo invito “Fatevi santi perché Io sono Santo”, fino ad arrivare -in alcuni casi- ad essere proclamati modelli per gli altri). Il cristiano davvero tale, nulla possiede di così strettamente suo da non ritenerlo comune con gli altri. Nella comunione dei santi nessuno vive per sé stesso e nessuno muore per sé stesso: il più piccolo dei nostri atti compiuto nella carità ha ripercussioni benefiche per tutti, vivi o morti, in forza della solidarietà fondata, appunto, sulla comunione dei santi. Da questo si deduce la possibilità di prevedere che si possano iscrivere anche i defunti, a titolo di suffragio, perché possano beneficiare delle preghiere del sodalizio di cui si tratta.

Ecco perché si offrono suffragi, al punto da creare una apposita “rete dedicata” di preghiera per questo fine, di cui rendere partecipe l’ “universalità” delle persone, siano esse vive o morte, ed in particolare sia che si tratti di defunti che hanno qualcuno che si ricordi di loro e sia che si traqtti di anime “abbandonate” ossia per le quali nessuno prega mai o prega più. La casa-madre aggrega a sè diverse centinaia di associazioni simili, su Internet -in italiano- sono ad esempio presenti le confraternite di
Collepardo, Gavi, Molfetta, Meta di Sorrento, Piano di Sorrento, Sant'Angelo in Pontano, ed, in Svizzera, Lugano.

Tra gli altri suoi scopi, l'Arciconfraternita di Morte ed Orazione di Roma si è resa benemerita lungo i secoli pure per i suoi interventi verso i morti che venivano abbandonati insepolti, provvedendo a dar loro cristiana sepoltura e ad assicurare il decoro delle tombe. Attualmente, infine, la sua chiesa è tempio dei caduti sul lavoro: c’è da riflettere, in una società contemporanea come l’attuale dove si tende ad allontanare, accantonare, esorcizzare la morte ...

Il nero è il colore simbolico della terra, da cui ha principio la vita, alla quale torna con la morte, é adottato, per questi motivi, dalle Confraternite della Buona Morte (in senso lato il nero viene inteso come indicatore di lutto, ma non é questo il suo significato originario o comunque principale, tant’è vero che alcuni paramenti funebri della Chiesa orientale sono “bianchi come un morto”).

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