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martedì 12 febbraio 2008

La Processione dei Misteri di Trapani - 3^ parte

Gruppo 2 - LA LAVANDA DEI PIEDI
Opera rifatta ed attribuita a Mario Ciotta
Ceto dei Pescatori

Gesù dopo l'Ultima Cena, si accinge a lavare i piedi agli apostoli. Pietro, sorpreso per tale gesto, cerca di sollevare il Maestro, mentre un servo versa l'acqua nella bacinella.
Il gruppo della " Lavanda " venne affidato il 6 aprile 1621
con atto rogato dal notaio Diego Martino Ximenes ( corda 10559 - pag.98 recto - AST Trapani ) ai pescatori che già ne usufruivano in base ad antiche consuetudini. Lo si affidò, così come riportato nell'atto, ai consoli piscatorum in generale e non, come spesso ed erroneamente ritenuto, ad una delle due marinerie esistenti allora a Trapani e cioè la Marina Piscatorum del Palazzo ( San Francesco d'Assisi ) che aveva sede nella chiesetta di S.Lucia, più antica dell'altra marineria, quella chiamata del " Casalicchio " ( Rione S.Pietro ), aggregata nella chiesa di S.Maria delle Grazie. Tra le due marinerie sorsero aspri conflitti di natura economica ed è interessante, a riguardo, consultare, la ricerca storica condotta a riguardo da Salvatore Accardi che ci illustra alcune particolarità seguite dai componenti la categoria, come quella di accompagnare il gruppo in base all'appartenenza ad una delle due marinerie,
Nel 1648 avvenne un evento particolare nella storia, non solo del gruppo ma dell'intera processione. A seguito dei numerosi conflitti tra le due marinerie, spesso culminanti in veri e propri tafferugli, i pescatori del Casalicchio "....con temerarietà grande e armata manu..", riuscirono, al termine della processione, a condurre il gruppo direttamente nella loro chiesa.Fu grazie all'intervento delle autorità competenti che si ristabilì l'ordine, riportando il mistero nella chiesa dei confrati ed evitando così che potesse diventare consuetudine conservare i gruppi presso le chiese delle singole corporazioni.
Successivamente le due marinerie si riappacificarono e l'atto rogato il 23 gennaio 1704 dal notaio Francesco Incandela assunse una notevole importanza per i suoi contenuti. Infatti, si concordava un patto inderogabile tra le due marinerie di condurre in processione con venti torce il mistero, obbligandoli a ricostruirlo a proprie spese.
Ed in quell'atto, si riconosceva anche l’opportunità di reintegrarsi nella conduzione del mistero dei pescatori del Casalicchio, detto della Lavanda de’ Pedi di Nostro Signore Gesù Cristo à San Pietro; un accordo tra le parti che rimandava ad una precedente intesa del 1621, con la quale si permise la quota fittizia di possesso per tre quarti ai pescatori del Casalicchio e la rimanente a quelli del Palazzo.
Tuttavia, negli anni seguenti, accaddero controversie tali che i pescatori del Casalicchio impedirono a quelli del Palazzo l’ingresso e la partecipazione alla processione del proprio mistero. Il contenzioso fu definito dal senato trapanese con delibera del 22 aprile 1669, dove si conveniva, inoltre, a quelli del Palazzo di costruirne un proprio gruppo da chiamarsi dell’ultima cena, (
vedi ricerca di Salvatore Accardi ).che si sarebbe dovuto presentare ai governatori della Compagnia di San Michele per la conseguente approvazione e concessione. In quasi quaranta anni, tuttavia, i pescatori del Palazzo non riuscirono a realizzare il proprio mistere, tanto che, nel 1704, ricorsero alla descritta soluzione d’accordo con quelli del Casalicchio.
Per quanto riguarda la componente artistica del mistero, Mario Ciotta, incaricato della ricostruzione, eseguì con mirabile arte l'episodio citato nei Vangeli. Compiuta l' Ultima Cena, Gesù si inginocchia davanti a Pietro e si accinge a lavargli i piedi.
Le tre figure scolpite da Ciotta sono di una particolare ed espressiva bellezza.Il gruppo esprime una profonda serenità nei volti dei personaggi, questo "mistero" può senz'altro considerarsi tra i più espressivi.La figura di Gesù è piena di una sensibile dolcezza nell'umile e fraterno gesto di inginocchiarsi ai piedi del discepolo. Pietro, esprime l'imbarazzo di tale situazione, quasi indeciso sul da farsi; mentre il servo che alle loro spalle versa l'acqua nella bacinella ( figura alquanto inverosimile dato che appare difficile immaginare che gli apostoli avessero un dipendente ) sembra quasi interessato ad ascoltare quel colloquio.
Il 27 ottobre 1770 il notaio Vincenzo Caraffa compilò l’apoca con la quale, su incarico del raiss Andrea Scardina e del curatolo Antonino Piacentino, consoli dell’Artis Marinae Piscatorum si predispose l’abbellimento della cappella del Sagro Misterio di detta Arte nella Venerabile Chiesa di San Michele Arcangelo. Il console incaricò il fabbro lignario Nicolò Mazziotta, tra il 1770 e il 1771, a rivestire con fodera di tavola e di legname la cappella con posa di legname di castagna per l’ossatura della stessa ossia landrone (andito), la cui opera costò due onze e venticinque tarì ( ricerca storica di Salvatore Accardi ).Gravemente danneggiato dalle bombe della seconda guerra mondiale, venne sapientemente restaurato nel 1946 da Giuseppe Cafiero.
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Foto della fine degli anni '30



Uscita


La marina


Gesù

San Pietro


Il servo


Particolare della vara


* Testo e foto di Beppino Tartaro
(
http://www.processionemisteritp.it/it.htm)

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