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venerdì 10 luglio 2009
60° anniversario di Sacerdozio di don Francesco Gadaleta, Padre Spirituale dell' Arciconfraternita della Morte
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sabato 27 giugno 2009
La "Sagra dei Misteri" di Campobasso

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giovedì 25 giugno 2009
Online il sito del fotografo tarantino Peppe Carucci
Peppe Carucci è un giovane fotografo tarantino che ho conosciuto il giorno della processione dell' Addolorata di quest' anno, avendomi, attraverso una precedente email, chiesto la autorizzazione a poter liberamente muoversi in chiesa e durante la processione, in quanto avrebbe voluto realizzare un servizio fotografico sull' Arciconfraternita della Morte.Devo dire che Peppe Carucci è stato talmente discreto nello svolgimento del suo lavoro, che non mi sono nemmeno accorto della sua presenza, probabilmente perchèPeppe è non soltanto un bravissimo fotografo, ma conosce bene i nostri ambienti confraternali e sa benissimo come ci si deve comportare in certe situazioni.

Peppe Carucci ha quindi realizzato un sito internet dall' aspetto grafico sobrio e gradevole, che invito a visitare.
http://www.caruccifotografia.it
Nella sezione "PORTFOLIO e PROGETTI" è presente una galleria dei suoi lavori sin qui realizzati, tra cui quello riguardante la Confraternita della morte “dal sacco nero” e culto dell’Addolorata realizzato, come dicevo precedentemente, proprio quest' anno, con una bellissima "Presentazione" i cui testi "sono stati tratti dalla conferenza sulla stessa tenuta dal Dott. Franco Stanzione" a Caltanissetta nel marzo scorso, come ben si può leggere nell' altra sezione Crediti e ringraziamenti personali .
* Testo di Franco Stanzione.
* Foto di Peppe Carucci - Taranto.
mercoledì 24 giugno 2009
21 giugno 2009 - Chiesa del Purgatorio Presentazione del volume "Molfetta 1858 - 2007"
Anche se non c' entra niente con la Settimana Santa , riporto comunque la notizia della avvenuta presentazione, il 21 giugno 2009 nella Chiesa del Purgatorio, del volume "Molfetta 1958 - 2007" ovvero cinquant' anni di annulli postali e cartoline commemorative, realizzato a cura di Giovanni Di Terlizzi, Gaetano Losito e Corrado Minervini.I primi due autori, Giovanni Di Terlizzi e Gaetano Losito, sono confratelli dell' Arciconfraternita della Morte ed hanno chiesto al sottoscritto, non in qualità di Priore ma come collezionista ed esperto di filatelia, di presentare la loro opera, cosa che ho accettato volentieri, sia per onorare la considerazione degli amici verso di me, sia perchè effettivamente mi piace parlare di questo argomento.
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Apparentemente, come già detto, potrebbe sembrare che ciò non c' entri niente con la Settimana Santa, ma appena si comincia a sfogliare il libro ci si accorge che nell' ultimo decennio sono diversi gli annulli che commemorano eventi legati a questo periodo e alle Arciconfraternite della Morte e di S. Stefano.
Già sulla copertina sono evidenti i volti di Giulio Cozzoli, di Cristo alla colonna e della Maddalena.
Il libro, dal costo di 25 euro è momentaneamente in vendita presso gli autori, che possono essere contattati telefonicamente per l' acquisto:
Giovanni Di Terlizzi - cell. 349/4368204
Gaetano Losito - cell. 334/5467981

8/12/2001 - 50° anniversario della statua di S. Maria Salomè

5/4/2003 - Quaresima Molfettese 2003

28/03/2004 - Quaresima Molfettese 2004

19/03/2006 - Restauro della Chiesa di S. Stefano

18/11/2007 - 50° anniversario della morte di Giulio Cozzoli
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Leggi l' articolo su "L' ALTRA MOLFETTA" online
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* Testo di Franco Stanzione.
* Foto tratte dal volume "Molfetta 1958 - 2007".
venerdì 19 giugno 2009
Il Forum dei Cultori della Settimana Santa è online su un altro circuito
http://lamiasettimanasanta.forumattivo.com.
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martedì 16 giugno 2009
Una marcia funebre eseguita da tutte le bande del meridione d' Italia
La forma “lagrima” (con la “g”) è dovuta al processo di trasformazione delle consonanti sorde c, p, t nelle sonore corrispondenti: g, b, d, passando dal latino alle lingue volgari. Tale forma è stata spesso adottata da scrittori in lingua letteraria, specie nei secoli passati. Ne cito alcuni; Dante (Vita Nova): “Piangendo uscivan for de lo mio petto / con una voce che sovente mena / le lagrime dogliose a li occhi tristi”; Tasso: “Le nascenti lagrime a vederle / erano a i rai del sol cristallo e perle”; Petrarca: “ O cameretta, che già fosti un porto / a le gravi tempeste mie diurne / fonte se’or di lagrime notturne, / che ‘l dì celate per vergogna porto”; Pascoli: “Sempre a gli occhi sento che mi viene / quella che ti bagnò nell’agonia / non terminata lagrima le ciglia”; Verga: “Aveva sempre pagato del suo la festa, in moneta di lagrime e di onte segrete”; B. Croce: “L’artista deve darci le lagrime delle cose e non le lagrime sue”; Carducci: “Ella cantava questa terrena valle di lagrime, le nostre gioie che son neve al sole, le glorie del di là ove trasfigurata l’anima sguazza nelle voluttà eterne”.
Il titolo della marcia è emblematico in quanto racchiude momenti che appartengono alla natura degli esseri umani: la morte, la morte di una madre, la tomba, le lacrime. La morte fa parte della vita. Nell'universo infatti tutto ha un inizio e una fine. Quando Giovanni, nell'Apocalisse 22,13, fa dire al suo Cristo: "Io sono il Primo e l'Ultimo, l'Alfa e l'Omega, l'Inizio e la Fine, l'Origine e il Punto d'arrivo", doveva in qualche modo aver capito che in natura esiste una sorta di "finalismo", di "ricapitolazione intelligente delle cose". Non era, la sua, l'esagerazione di un visionario, la boutade di un mistico. Questo processo, infatti, lo si riscontra nella vita in generale, nell'esistenza delle cose, nel corso dei processi storici.
Il motivo per cui non riusciamo ad accettare la morte è dovuto al fatto che per istinto rifiutiamo l'idea che ci venga a mancare una persona amata, come ad esempio la propria madre.
«La morte della madre – scrive Oriana Fallaci – è la morte della creatura che ti ha concepito, portato dentro il ventre, regalato la vita. Nell’attimo in cui muore, muore fisicamente una parte di te».
La tomba è la meta di tutti: «Omnes eodem cogimur» (siamo tutti sospinti verso una stessa meta) dice Orazio (Odi, II, 3, 25). Che dire delle lacrime: spesso, purtroppo, sono legate al cordoglio funebre. Il profondo dolore per la morte di un congiunto si esprime proprio nel pianto.
La marcia, come ci riferisce il prof. Mauro Spagnoletti, è stata edita su parti stampate dalla Casa Editrice ”Pucci” di Portici (Napoli) che ne è diventata proprietaria. La marcia, dopo un breve inizio in Sol minore, presenta un magnifico canto, nella stessa tonalità, affidato al flicorno tenore che ne costituisce il tema dominante. A questo motivo struggente ed estremamente cantabile segue un trio, in Sol maggiore, davvero originale, caratterizzato da un continuo arpeggio dei clarini.
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* Testo e foto a cura del prof. Cosmo Tridente.
lunedì 15 giugno 2009
Condoglianze al confratello Saverio Pansini
Porgo, attraverso questo sito, le più sentite condoglianze al mio carissimo amico Saverio Pansini, confratello dell' Arciconfraternita della Morte, per la scomparsa del figlio Vito Donato, anch' egli confratello.












