"La mia Settimana Santa" su FACEBOOK

http://www.facebook.com/group.php?gid=34579557435
Il giorno 10 aprile 2009, per la prima volta, è stata superata quota 1.000, con ben 1.061 visite giornaliere e 1.870 pagine viste:
Indubbiamente un lusinghiero successo che rende merito alla mia grandissima passione per i Riti della Settimana Santa.
Questo sito, con una media di oltre 300 visite giornaliere nel periodo, si colloca nella hit parade degli spazi web similari in Italia.

mercoledì 10 marzo 2010

Dio ti augura una buona giornata ... dedicagli un minuto

Rivolgo l' invito a tutti quelli che seguono sul web la mia attività di promozione della Settimana Santa intesa in senso cristiano, a leggere attentamente quanto segue; in fondo se si ama la Settimana Santa, bisogna amare anche e soprattutto il suo protagonista principale che è Gesù Cristo ... cioè Dio.
.
... è Dio stesso che ci parla al nostro risveglio ...
.
Quando ti sei svegliato questa mattina, ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare.

Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi in casa per vestirti e sistemarti, sapevo che avresti avuto del tempo anche solo per fermarti un momento e dirmi “Ciao!”, però eri troppo occupato.

Per questo ho acceso il cielo per te, l’ ho riempito di colori e di canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi, però nemmeno di questo ti sei reso conto.

Ti ho osservato mentre ti accingevi al lavoro e ti ho aspettato pazientemente tutto il giorno, ma tu eri troppo occupato per dirmi qualcosa.
.
Al tuo rientro ho visto la stanchezza sul tuo volto ed ho pensato di rinfrescarti un poco facendo cadere una lieve pioggia, perchè questa la portasse via; il mio era un dono, ma tu ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome.

Desideravo tanto che tu mi parlassi ... c’ era ancora tanto tempo, ho pensato.

Dopo hai acceso il televisore, ti ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la TV, hai cenato e ti sei immerso nel tuo mondo, ti sei dimenticato nuovamente di parlare con me.

Ho notato che eri stanco ed ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho fatto scendere il sole e al suo posto ho disteso una coperta di stelle ed al centro di questo ho acceso una candela: era uno spettacolo bellissimo, ma tu non ti sei accorto di nulla.

Al momento di dormire, dopo aver augurato la buona notte alla tua famiglia, ti sei coricato e quasi immediatamente ti sei addormentato.

Nemmeno ti sei accorto che io sono sempre con te. Bene, ti sei svegliato ed ancora una volta io sono qui che aspetto, senza nient’ altro che ilmio amore per te, sperando che oggi tu possa dedicarmi un po’ del tuo tempo.

Ti amo tanto che attendo tutti i giorni una preghiera, i doni che ti ho dato oggi sono il frutto del mio amore per te.

Buona giornata ... Dio “tuo Padre”.

Che questo testo sia spunto di riflessione sulle nostre tante omissioni verso Colui che è l' unica Persona esistente esistente al mondo, su cui poter contare in tutti i momenti più difficili della nostra vita.

* Testo e foto tratti dal web.

lunedì 8 marzo 2010

PASQUA IN PUGLIA: La Settimana Santa alla libreria Ubik di Foggia

Lunedì 15 marzo alle ore 18.30, presso la Sala eventi “live” della libreria UBIK di FOGGIA, (p. zza Giordano 76 – tel. 0881 587853) si terrà la presentazione del volume
.
SETTIMANA SANTA IN PUGLIA: I LUOGHI DELLA PASSIONE - 2010”
.
.
Interverranno: Nicola Vascello, commissario Azienda di Promozione Turistica di Foggia, Michele Antonio Bonfitto, consigliere provinciale, Pinuccio Villani, vicesindaco di San Marco in Lamis, Matteo Cuttano, vicesindaco di Troia, Matteo Cannarozzi De Grazia, consigliere comunale di Vico del Gargano, i Priori delle Confraternite e il presidente dell’ Associazione Culturale Opera di Molfetta, Gaetano Armenio.
Dopo l’ anteprima nazionale alla Bit di Milano, la Settimana Santa in Puglia sceglie la splendida cornice della libreria Ubik di Foggia per la sua première regionale.
“I riti pasquali della nostra regione – spiega Gaetano Armenio, presidente dell’ Associazione Culturale Opera di Molfetta – hanno una forte valenza non solo religiosa ma anche storica e culturale. Un patrimonio artistico e culturale che ha una sua forte tipicità e caratterizzazione che li rende unici nel panorama dei riti pasquali che si svolgono nel nostro Paese. Sviluppare la conoscenza per una maggiore consapevolezza di tutti per questo grande patrimonio artistico e culturale di cui ognuno di noi è custode, è uno dei nostri obiettivi di promozione.
L’appuntamento presso la libreria Ubik di Foggia è il primo di una serie di appuntamenti culturali che svilupperemo, nei prossimi giorni, in altre librerie della nostra regione”.
.
* Comunicato stampa a cura di Gaetano Armenio (Ass. Opera).

domenica 7 marzo 2010

Lettera di San Pio da Pietrelcina a Padre Agostino - 7 aprile 1913

Se dovessi dire in pubblico cosa sta alla origine della mia grande devozione a Padre Pio, forse qualcuno avrebbe di me un giudizio da "pazzo" ancor più di quello che qualcuno ha, dal momento che alla età di dieci anni di questo Santo Frate ho avuto una apparizione ... cosa di cui quasi nessuno è al corrente.
Fatto sta che io ho veramente visto Padre Pio, ad un mese dalla sua morte, così come appare nella foto accanto, ma di ciò ne parlerò in un' altra occasione.
Da allora è come se Padre Pio mi stia a sorvegliare in tutto quello che faccio, nel bene e nel male, facendomi sempre sentire la sua presenza che, non più di cinque anni fa mi ha nuovamente manifestato.
Nemmeno a farlo apposta, in questi giorni mi è capitata tra le mani (è il caso di dirlo) questa lettera che Padre Pio inviò nel 1913 a Padre Agostino ... quasi a volermi lanciare un messaggio ... chi vuol capire, capisca. ..-
.
Mio carissimo padre, venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù. Era tutto malconcio e sfigurato. Egli mi mostrò una grande moltitudine di sacerdoti regolari e secolari, fra i quali diversi dignitari ecclesiastici; di questi chi stava celebrando, chi si stava parando e chi si stava svestendo dalle vesti sacre.

La vista di Gesù in angustie mi dava molta pena, perciò volli domandargli perché soffrisse tanto. Nessuna risposta n'ebbi. Però il suo sguardo si riportò verso quei sacerdoti; ma poco dopo, quasi inorridito e come se fosse stanco di guardare, ritirò lo sguardo ed allorché lo rialzò verso di me, con grande mio orrore, osservai due lagrime che gli solcavano le gote.

Si allontanò da quella turba di sacerdoti con una grande espressione di disgusto sul volto, gridando: "Macellai!". E rivolto a me disse: "Figlio mio, non credere che la mia agonia sia stata di tre ore, no; io sarò per cagione delle anime da me più beneficate, in agonia sino alla fine del mondo. Durante il tempo della mia agonia, figlio mio, non bisogna dormire.

L'anima mia va in cerca di qualche goccia di pietà umana, ma ohimè mi lasciano solo sotto il peso della indifferenza. L'ingratitudine ed il sonno dei miei ministri mi rendono più gravosa l'agonia. Ohimè, come corrispondono male al mio amore! Ciò che più mi affligge è che costoro, al loro indifferentismo, aggiungono il disprezzo, l'incredulità.

Quante volte ero lì per fulminarli, se non fossi stato trattenuto dagli angioli e dalle anime di me innamorate... Scrivi al tuo padre e narragli ciò che hai visto ed hai sentito da me questa mattina. Digli che mostrasse la tua lettera al padre provinciale...".

Gesù continuò ancora, ma quello che disse non potrò giammai rivelarlo a creatura alcuna di questo mondo. Questa apparizione mi cagionò tale dolore nel corpo, ma più ancora nell'anima, che per tutta la giornata fui prostrato ed avrei creduto di morirne se il dolcissimo Gesù non mi avesse già rivelato...

Gesù purtroppo ha ragione di lamentarsi della nostra ingratitudine! Quanti disgraziati nostri fratelli corrispondono all'amore di Gesù col buttarsi a braccia aperte nell'infame setta della massoneria! Preghiamo per costoro acciocché il Signore illumini le loro menti e tocchi il loro cuore. Fate coraggio al nostro padre provinciale, che copioso soccorso di celesti favori ne riceverà dal Signore. Salutatemi il padre provinciale e ringraziatelo per me dell'applicazioni.
.
Fra Pio
Pietralcina, 7 aprile 1913
.
* Testo tratto da "Una dolorosa apparizione".

sabato 6 marzo 2010

Simone di Cirene nella Via Dolorosa del Golgota

A cura del prof. Cosmo Tridente.
.
Nel linguaggio comune il termine “cireneo” indica una persona che, volente o nolente, si accolla il peso di eseguire un compito che spetterebbe ad altri.
L’ origine di questo lemma risale all’ episodio di Simone di Cirene, detto anche il cireneo. Costui tornava dai campi e passando per le stradine strette di Gerusalemme si imbattè in un corteo triste e drammatico: tre uomini venivano portati al supplizio. Portavano il patibolo della croce, spinti e scortati da soldati romani. Si fermò per guardare e questo gli costò un’ esperienza faticosa e dolorosa: gli fu “comandato” di portare la croce di Gesù. Lo fece non per uno slancio di generosità (era già abbastanza stanco per il lavoro appena terminato). Lo fece perché costretto.
Chi era il cireneo? I Vangeli di Matteo, Marco e Luca non ci danno altra informazione se non quella di essere un uomo di Cirene. Marco aggiunge che viene dalla campagna ed è padre di due figli, Alessandro e Rufo, mentre Giovanni nulla scrive in proposito.
.
Matteo 27:32
Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui.
.
Marco 15:21
Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce.
.
Luca 23:26
Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.
. La "varicedda" del Cireneo - Caltanissetta
.

Il gruppo del Cireneo nella processione dei Misteri Palese (BA)

Cirene è il nome di una importante colonia greca del Mediterraneo che si trovava nell’ odierna Libia orientale. La città fu, infatti, sede di una importante scuola di pensiero fondata da Eratostene (276-194 a.C.), primo uomo al mondo a misurare la circonferenza della terra utilizzando l’inclinazione dei raggi solari in luoghi diversi.
Simone era dunque un ebreo straniero a Gerusalemme, come tanti altri che per qualche motivo avevano scelto di stabilizzarsi nella città santa. Diversi “atti dei martiri” affermano che Alessandro e Rufo morirono martiri nella Spagna e che Simone di Cirene fu consacrato vescovo da San Pietro, predicò nella Spagna e morì a Gerusalemme dopo un vissuto di vita cristiana.
Perché Gesù fu aiutato a portare la croce?
Possiamo distinguere due fini: quello umano e quello divino. Fine umano: Gesù, duramente provato dalla flagellazione, non era più in grado di proseguire con il pesante carico. Ciò preoccupò fortemente il centurione, il quale aveva il compito di portare a termine l’ esecuzione della condanna sul Calvario. In altri termini, Gesù doveva arrivare “vivo” in quel luogo per serbarlo ad una morte più crudele, quella della croce. Il centurione ricorre allora alla “requisizione”, ossia requisisce un certo Simone di Cirene che passava di là, per caso. Ma c’ è pure un fine divino: Gesù ha bisogno di un altro uomo per continuare il suo cammino. Il suo progetto, quello di una umanità fraterna e solidale, non si realizza senza il nostro contributo, senza il nostro aiuto! Gesù, chiamandoci fratelli, ci chiede di contribuire ad eliminare gli ostacoli che ci impediscono di esserlo. Se è vero che ogni cristiano deve accogliere la sua croce, deve anche “schiodare” tutti coloro che vi sono appesi, nella condivisione della sofferenza, cercando di portare a metà il peso con l’ amico.
Mons. Tonino Bello si spinge ancora più in là; scrive infatti: “Pertanto, non solo dobbiamo lasciare il “belvedere” delle nostre contemplazioni panoramiche e correre in aiuto del fratello che geme sotto la sua croce personale, ma dobbiamo anche individuare, con coraggio e intelligenza, le botteghe dove si fabbricano le croci collettive.
Richiamandoci così a guardare alla società in cui viviamo per individuare quei meccanismi che producono in maniera stabile e strutturata ingiustizie, differenze inaccettabili, sofferenze.
.
* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.

* Foto tratte dal web.

giovedì 4 marzo 2010

Gigi Montenegro: "Alla ricerca della storia due ..."

Mi è gradito, in qualità di aderente e socio fondatore della Associazione Internazionale di Studi sulla Cultura Popolare "La Veste Rossa", portare alla attenzione dei lettori il seguente comunicato stampa inviatomi dal mio amico Gigi Montenegro, giornalista e scrittore tarantino, autore del volume che sarà presentato tra breve a Taranto.
.
Sarà presentato giovedì 18 marzo alle ore 18.30, presso il Salone di rappresentanza del Palazzo Galeota a Taranto, fra l’ altro con una testimonianza del Vescovo di Castellaneta, Monsignor Pietro Maria Fragnelli, la pubblicazione intitolata «Alla ricerca della storia due...» di Gigi Montenegro, edita da questa Associazione.
.
Alla serata parteciperanno i rappresentanti dell’ Ente civico e della Provincia, e sono stati invitati ad intervenire i rappresentanti delle due maggiori confraternite di Taranto e dei comuni vicini, che vivono con grande intensità il tema ed i riti della Settimana Santa, attorno alla quale la pubblicazione di fatto ruota.
.

.
Sono previsti gli interventi del professor Angelo Carrieri, profondo conoscitore della cultura tarantina che firma la prefazione corredata da un’ attenta ed approfondita analisi della personalità dell’ autore e del modo di esprimere le sue ricerche storiche. Ed inoltre un intervento del professor Antonio Liuzzi, attuale priore della Confraternita dell’ Addolorata e San Domenico, che con l’ ex priore della Confraternita del Carmine, Francesco Zito, firma un interessente riflessione. Libro e DVD che insieme conpongono la pubblicazione, che contiene nella parte cartacea anche due presentazioni firmate da Monsignor Giovanni Lanzafame, direttore spirituale della Hermandad sivigliana de “Las Aguas”, e dal giornalista della redazione economica del TG1, Luigi Monfredi.
La novità di questa pubblicazione è l’ aver voluto accludere al libro il documentario di circa trenta minuti contenuto sul DVD. In esso si potranno vedere oltre alle immagine di Taranto, anche quelle di Maglie, San Marco in Lamis, Nocera Terinese (Cz), Molfetta, Trapani e Caltanissetta, per quel che riguarda il territorio italiano, mentre per l’ Andalusia spagnola sono documentate immagini di Siviglia e Malaga. Il filmato ospita altresì un’ intervista al già citato Monsignor Giovanni Lanzafame, catanese di nascita, che spiega la ragione per la quale non si riesce a reperire il documento che indicherebbe un operaio ceramista, probabilmente originario della provincia tarantina, quale iniziatore delle tradizioni spagnole. La parte musicale è affidata ai suoni originali, che “raccontano” le ambientazioni, delle immagini.
Questa che si può considerare la prima iniziativa editoriale dell’ Associazione Internazionale «La veste rossa», si propone tanto all’ attento studioso della Cultura Popolare, che al semplice curioso tutta una serie di aspetti del rito in quella che molti considerano la sue più alte espressioni popolari e penitenziali, come sono appunto quelli della Settimana Santa. Dal fuoco alla mortificazione della carne, dalle ritualità italiane a quelle spagnole, il lettore-spettatore, avrà un quadro complessivo, benchè non completo, delle più genuine e spontanee espressioni di religiosità popolare.
La presentazione ufficiale della pubblicazione, sarà curata dall’avvocato Paolo Ciocia nella sua veste di Assessore comunale all’ Università e Beni Culturali, in accordo con il Sindaco e l’intera civica Amministrazione, ma l’ autore che ovviamente sarà presente alla presentazione medesima, ha già fissato una serie di conferenze nelle quali potrà spiegare ed approfondire alcuni degli aspetti della pubblicazione. A margine di quanto appena espresso, da annotare che la pubblicazione il prossimo lunedì Santo sarà presentata, nel capoluogo andaluso, al nuovo Arcivescovo di Siviglia S. E. Monsignor Juan José Asenjo Pelegrina, che lo scorso 5 novembre ha sostituito nello stesso incarico S. E. il Cardinale Carlos Amigo Vallejo.

* Testo e foto a cura de "La Veste Rossa".

mercoledì 3 marzo 2010

26 febbraio 2010 - Trapani: La seconda "Scinnuta"

Venerdì 26 febbraio 2010 ho avuto modo di assistere alla Seconda "Scinnuta" che si è svolta a Trapani presso la Chiesa del Purgatorio, previo ascolto delle marce funebri suonate nella piazzetta antistante dalla Banda Musicale Città di Trapani.
.



.
Il gruppo esposto era quello del ceto dei fruttivendoli: Gesù dinanzi ad Hanna.
.















.
Ovviamente un pensiero particolare, come sempre, lo ho avuto per Lei ... Maria SS. Addolorata.
.
.
* Testo e foto a cura del dott. Francesco Stanzione.

lunedì 1 marzo 2010

Il Santuario di Maria SS. Addolorata a Marsala (TP)

Dal 25 febbraio al 1° marzo mi sono concesso una mini vacanza in Sicilia, insieme a due amici, appassionati come me della Settimana Santa, allo scopo di vivere alcuni momenti quaresimali presso altre realtà in cui, come a Molfetta, viene commemorata la Passione e Morte di Gesù Cristo.
Prima tappa è stata Marsala dove c'è il Santuario di Maria SS. Addolorata, meta di continuo pellegrinaggio da parte dei devoti.
E' davvero impressionante come il Santuario sia visitato di continuo da persone di ogni età e ceto sociale, segno di una radicata devozione del popolo marsalese verso la Vergine Addolorata.
.








.
Nei pressi del Santuario di Maria SS. Addolorata c' è anche la Chiesa del Purgatorio che, ovviamente, non potevo mancare di vedere, sebbene chiusa al momento della mia visita.
.

.
* Testo e foto a cura del dott. Franco Stanzione.

mercoledì 24 febbraio 2010

La Settimana Santa a Trapani

Alla vigilia della mia partenza per Trapani e Caltanissetta, per assistere rispettivamente, in questo fine settimana, al rito della 2^ Scinnuta ed al Sabatino della Real Maestranza, pubblico sul sito, nella sezione dedicata alla “Settimana Santa in Italia – Sicilia”, la monografia completa sulla Settimana Santa a Trapani.
E’ il mio omaggio alla stupenda città che mi ospiterà per due giorni (dandomi anche la possibilità di degustare la incomparabile e buonissima pizza di Calvino, che tante volte rimpiango quando sto a Molfetta).
Senza nulla togliere a tutte le altre località della bellissima isola, che io tra l’ altro adoro, la Settimana Santa trapanese e la sua processione dei Misteri, rappresentano per me la massima espressione di quello che questo periodo dell’ anno possa offrire, in termini di singolarità della processione e della valenza artistica dei venti gruppi che la compongono.

.
- Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
- Foto del dott. Beppino Tartaro.

martedì 23 febbraio 2010

BARABBA ... Un misterioso personaggio nello scenario della Passione

A cura del prof. Cosmo Tridente.
.
Il tema di questo articolo prende in considerazione il personaggio Barabba, protagonista anch’egli della passione di Cristo (anzi la sua liberazione fa si che Gesù venga crocifisso). Barabba lo troviamo nel racconto evangelico solo in tale circostanza.
Siamo a Gerusalemme, alla vigilia di Pasqua. Il Sinedrio (consiglio supremo di Gerusalemme che aveva poteri sia politici che religiosi) ha consegnato Gesù a Ponzio Pilato affinché lo condanni come sobillatore del popolo contro i romani, come istigatore a non versare i tributi dovuti a Cesare, come re dei Giudei. Pilato (quinto governatore della provincia romana della Giudea, sotto l’impero di Claudio Tiberio, come dimostra il ritrovamento nel 1961 di un’iscrizione latina a Cesarèa Marittima «Pontius Pilatus Praefectus Judaicae Regionis», capitale della provincia romana palestinese), dipinto dai Vangeli come un “pio imbecille” in balia del popolo, non vede nessuna colpa in Gesù e cerca un modo per poterlo liberare. Infatti tutti gli evangelisti affermano che il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero a loro scelta. Allora Pilato, convinto dell’innocenza di Gesù, chiede alla folla quale dei due volesse liberare, Gesù o Barabba, e si sente rispondere: Barabba. Pilato si sente obbligato a liberare il carcerato e a condannare a morte Gesù.
.
Ma chi era realmente Barabba? Poco si sa storicamente di questo personaggio, interpretato da
Antony Quinn nel film “Barabba” di Richard Fleischer (1961). Par Lagerkvist (1891-1974), premio Nobel per la letteratura, nel suo suggestivo romanzo “Barabba”(1951) così lo descrive: "… era un uomo di circa trent’anni, di corporatura robusta, ma dal colorito terreo; aveva la barba rossiccia e i capelli neri; le sopracciglia erano anche esse nere e gli occhi molto infossati, come se lo sguardo avesse quasi voluto celarsi. Sotto un occhio aveva una cicatrice profonda che scompariva tra la barba …"
Nei quattro Vangeli canonici la figura di Barabba viene presentata in modi diversi:
Il Vangelo di Marco (15,7) racconta che «un tale chiamato Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli che nel tumulto avevano commesso un omicidio», sottolineando quindi l’appartenenza ad un gruppo insurrezionale, responsabile collettivamente di un omicidio. Il Vangelo di Matteo (27,16) lo definisce un «prigioniero famoso». Il Vangelo di Luca (23,19) afferma che era stato incarcerato per assassinio, oltre che complicità in una sommossa: «Questi (Barabba) era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio». Il Vangelo di Giovanni (18,40), invece, afferma che «Barabba era un brigante».
Giulio Firpo, professore di storia romana all’Università di Chieti scrive: «il ladrone era con ogni probabilità un partigiano che combatteva contro l’autorità romana». Per Vittorio Messori (giornalista e scrittore) «era quasi certamente non un brigante o un delinquente comune, ma un sobillatore politico, un guerrigliero». Per Ganfranco Ravasi (teologo e biblista) «Barabba non era un ladrone ma forse un rappresentante dei rivoluzionari zeloti» (zeloti erano partigiani accaniti dell’indipendenza del regno ebraico. Considerati dai romani alla stregua di terroristi, si ribellavano con le armi alla presenza romana in Palestina). Cerchiamo di capire queste affermazioni.
.
.
Ai tempi dell’antico impero romano, in Palestina erano sorti gruppi isolati che volevano rovesciare il potere romano che governava in quel territorio. Sì perché a nessuna nazione piace essere invasa dalle forze militari di altre nazioni. In un gruppetto di rivoluzionari c’era Barabba e per il popolo era il “salvatore” perché i romani, anche se portavano la civiltà, non erano ben accetti. Un po’ come i partigiani italiani contro i tedeschi che erano entrati in Italia come alleati e invece si rivelarono nemici del popolo italiano saccheggiando e sterminando villaggi interi, senza alcuna pietà per donne, anziani, bambini.
. .
E così succedeva in Palestina contro i romani i quali, sicuramente non erano stinchi di santi, erano spietati, sanguinari e la storia ce lo insegna, tutto questo per la sete di conquista. Barabba non faceva che difendere la sua terra, il suo popolo. Fu messo in prigione come assassino dai romani, in attesa del processo. Pertanto, la parola “brigante” usata da Giovanni non va intesa come malfattore ma come rivoluzionario catturato e condannato a morte.
Ci chiediamo: che fine avrà fatto Barabba dopo la sua liberazione?

.
.
Nel romanzo citato, l’autore scrive che Barabba, disorientato e incredulo, mentre guarda le tre croci, cerca di informarsi di Gesù. Si avvicina ai suoi discepoli, accoglie le confidenze e lo sconforto di Pietro, s’intrattiene con i primi convertiti i quali, appena scoprono la sua identità, lo respingono con orrore. Barabba non ha più il vigore e la prepotenza di un tempo, vive assorto, stralunato, con una pena segreta di cui non sa darsi ragione. Unica sua compagna è Leporina, una ragazza che vive ai margini della società, rifiutata da tutti, che un tempo rese madre e che ora lo segue con docilità e sommesso affetto. Leporina si converte e viene lapidata e Barabba, che ha assistito al fatto, vendica la donna con un nuovo delitto, dimostrando di non aver compreso nulla dell’insegnamento di Cristo.
In carcere conosce uno schiavo cristiano, Sahak, con il quale stringe una profonda amicizia e tenta di pregare con lui. I due vengono condotti davanti al procuratore con l’accusa di essere cristiani: Sahak verrà condannato a morte, mentre Barabba, per aver salva la vita, dichiarerà cinicamente di non avere alcun Dio. Come ricompensa viene trasferito a Roma, quale servo in una casa di nobili patrizi; l’impulso di incontrare e seguire i cristiani è però più forte di lui. Si unisce quindi a loro e muore martire insieme ai cristiani che Nerone ha condannato a morte con l’accusa di aver incendiato la città.
L’autore conclude il romanzo con queste parole: “Quando sentì appressarsi la morte, della quale aveva avuto sempre paura, disse nell’oscurità, come se parlasse con essa: «A te raccomando l’anima mia». Ed esalò lo spirito”.
.
* Testo a cura del prof. Cosmo Tridente.
* Foto tratte dal web.

lunedì 22 febbraio 2010

Arciconfraternita del SS. Rosario - Torremaggiore (FG)

Ho ricevuto questa e-mail dall' Arciconfraternita del SS. Rosario di Torremaggiore, in provincia di Foggia, che mi è gradito pubblicare, a testimonianza di quanto sia seguito questo mio spazio virtuale sulla Settimana Santa, e per far conoscere una realtà di quella terra che nulla ha da invidiare alle ben più blasonate "Settimane Sante" del resto d' Italia.
.
Complimenti vivissimi per il vostro sito.

Sarebbe una grande gioia vedere il nostro banner annoverato tra i vostri siti amici.
Noi provvederemo a linkarvi sul nostro sito.
Vi alleghiamo pertanto il nostro banner.
Saluti.
.
Arciconfraternita del Santo Rosario - Torremaggiore FG
.

.
Voglio portare all' attenzione dei lettori questa pagina del sito, a mio parere abbastanza interessante:

http://www.arcirosario.org/quaresima%20e%20sett.santa.html
.

Navigando nel sito si può anche vedere quanto attiva sia questa Arciconfraternita.

* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.

La Settimana Santa in Puglia vola in Europa

.
Dal 28 febbraio i riti pasquali sul portale di Ryanair.
.
Il progetto di promozione turistico-religioso
“La Settimana Santa in Puglia: I Luoghi della Passione” cresce ancora e valica i confini nazionali.
Un ulteriore e importante tassello si aggiunge al programma di diffusione dei riti pasquali della nostra regione grazie all’accordo intervenuto tra l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia e i vertici della Compagnia Aerea Low Cost RYANAIR.
Secondo la convenzione stipulata durante i giorni della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, dal 28 febbraio 2010 il banner della Settimana Santa in Puglia sarà presente sul portale della compagnia aerea Ryanair (
www.ryanair.com) tradotto nelle principali lingue europee: inglese, tedesco, spagnolo, fiammingo, catalano, danese, norvegese.
“Questo dimostra il grande interesse che i riti pasquali della nostra regione hanno dal punto di vista turistico, religioso e culturale – afferma Gaetano Armenio, presidente dell’Associazione Culturale Opera di Molfetta e coordinatore del progetto di promozione - e testimonia il valore e l’efficacia del progetto che da alcuni anni la nostra Associazione cura con tenacia insieme con gli Enti e i Comuni coinvolti attraverso un percorso che si propone come momento di valorizzazione del patrimonio antropologico regionale, di sviluppo della conoscenza delle identità culturali, religiose e delle tradizioni popolari della Puglia per un turismo sostenibile.”
.
Eppure tre anni fa, quando in qualità di Priore della Arciconfraternita della Morte, sottoposi la mia idea di promuovere l' immagine della mia Confraternita a Gaetano Armenio, Presidente della Associazione Culturale Opera di Molfetta, mai avrei pensato che quella mia intuizione sarebbe andata a finire così in alto ... è il caso di dirlo ... con Ryanair.
... Con buona pace degli "zotici" che all' epoca criticarono veementemente la mia iniziativa, sostenendo da emeriti "trogloditi" che le processioni di Molfetta devono vederle solo i molfettesi ... alla faccia della Cultura !!!
.
* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.
* Foto fornita gentilmente dal sig. Gaetano Armenio.

sabato 20 febbraio 2010

Concerto di Marce Funebri Molfettesi

Questa sera, presso la Parrocchia di S. Gennaro, si è svolto il primo dei tre concerti di Marce Funebri, "Aura Passionis", programmati ed eseguiti dalla Orchestra Giovanile della Parrocchia San Pio X, diretta dal dott. Girolamo Lisena.
Sono state eseguite le marce funebri:
.
.
.
.
.
.
1) Simon Boccanegra

2) I funerali di Alessandro Manzoni

3) Gatti

4) Senza Nome

5) La Maledetta
.
... Una bellissima esecuzione, dalla grande valenza musicale e culturale, che ha offerto ai presenti la possibilità di ascoltare la versione integrale de "I funerali di Alessandro Manzoni", prima della "sforbiciata" operata dal Maestro Angelo Inglese che la riadattò secondo la sua magistrale interpretazione, privandola di una parte forse ritenuta un po' monotona e ripetitiva.
.
E' stato questo il primo assaggio di questa Quaresima 2010 iniziata un po' sotto tono, a causa del diluvio che si è abbattuto su quella che a mala pena quest' anno si può definire la processione della Croce

Bravissimi i ragazzi, bravissimo il Maestro, splendida la cornice della Chiesa di S. Gennaro che, con l' avvento del nuovo Parroco don Sergio Vitulano è risorta a nuova vita, nella speranza che anche il culto ai SS. Medici Cosma e Damiano, piuttosto offuscato negli ultimi anni, possa rifiorire.
.
* Testo a cura del dott. Franco Stanzione.